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Abisso Aforismi e citazioni - Aforismario
Vedi anche: Mistero |
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La sventura è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo abile, per i deboli un abisso. Honoré de Balzac, Cesare Birotteau, 1837
Noi ci costringiamo a non percepire il nostro abisso. Eppure, per tutta
la vita, non facciamo altro che guardare giù, al nostro abisso fisico e
psichico, pur senza percepirlo.
Ogni uomo è un abisso, a uno gira la testa se ci guarda dentro. Georg Buchner, Woyzeck, 1836/37 (incompiuto e postumo, 1879)
Le nostre difficoltà quotidiane celano abissi, non sono altro che la punta di un enorme iceberg. Alejandro Jodorowsky, Psicomagia, 1997
Non v'è paese che conosca alture più vaste o più profonde di abissi
dell'anima umana.
In cima ad ogni vetta si è sull'orlo di un abisso. Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male, 1886
L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo, – un cavo al di sopra di un abisso. Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885
Corriamo spensieratamente verso l'abisso, non prima di aver messo qualcosa tra noi e lui per impedirci di vederlo. Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)
Noi non ci realizziamo mai. Siamo due abissi – un pozzo che fissa il cielo. Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)
È nella malattia che ci rendiamo conto che non viviamo soli, ma incatenati a un essere d'un altro regno, dal quale ci separano degli abissi, che non ci conosce e dal quale è impossibile farci comprendere: il nostro corpo. Marcel Proust, I Guermantes, 1920
Si finisce con l'avere la sensazione disperatamente netta e sicura che la vita non è se non la corsa verso un abisso, senz'ancora che possa trattenere, senza alcuna seria speranza di trovare nel fondo di esso qualsiasi forma di salvezza, senza che nulla valga la pena di fare, poiché tutto si cancella e si distrugge. Puro e semplice precipitare in un vuoto. Giuseppe Rensi, Cicute, 1931
La donna? Per certuni un buco: per altri un abisso. Ardengo Soffici, Giornale di bordo, 1915
Editore Marco Valerio, 2007
"In realtà, noi filosofi e 'spiriti liberi', alla notizia che il 'vecchio Dio è morto', ci sentiamo come illuminati dai raggi di una nuova aurora; [...] finalmente possiamo di nuovo sciogliere le vele alle nostre navi, muovere incontro a ogni pericolo; ogni rischio dell'uomo della conoscenza è di nuovo permesso; il mare, il nostro mare, ci sta ancora aperto dinanzi, forse non è ancora mai stato un mare così "aperto"." Esiste, dopo Nietzsche, un'apertura ontologica che 'recuperi' se stessa sull'abissale Libertà originaria?
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