Applauso

 

 

Applauso

Aforismi e citazioni - Aforismario

 

Vedi anche: Pubblico - Successo

 

 


Serve a qualcosa anche chi non fa altro che stare a guardare e applaudire.

Henry Adams, L'educazione di Henry Adams, 1918 (postumo)

 

Il prepotente meno sopportabile è quello che pretende anche l'applauso.
Dino Basili, Tagliar corto, 1987

 

Ormai il pubblico a teatro applaude soltanto per pietà, nella giusta convinzione che, con un po' di prove, quelli in platea farebbero meglio di quelli in scena.

Carmelo Bene, su la Repubblica, 2000 

 

Applauso. L'eco di un luogo comune.

Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911 

 

La grandezza, di un uomo o di un popolo, non è colorita, sonora, applaudibile, rapida: è una cosa intensa, lenta; si nutre di silenzio e di tempo.

Massimo Bontempelli, Il Bianco e il Nero, 1987

 

I cantanti che prolungano arbitrariamente gli acuti per guadagnare l'applauso, i maschi che protraggono per vanità l'acme sessuale, tolgono alla musica e al sesso la qualità essenziale: la misura.

Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

 

L'applauso è lo sprone degli spiriti nobili, il fine e la mira dei deboli.

Charles Caleb Colton, Lacon I, 1820

 

A un giovane sventatello che per iscusarsi di molti errori e cattive riuscite e vergogne e male figure fatte nella società e nel mondo, diceva e ripeteva sovente che la vita è una commedia, replicò un giorno N.N., anche nella commedia è meglio essere applaudito che fischiato, e un commediante che non sappia fare il suo mestiere (professione), all'ultimo si muor di fame.

Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

 

Tutto ciò che viene fischiato non è necessariamente bello o nuovo. ma tutto ciò che viene immediatamente applaudito, certo non è superiore alla media delle intelligenze. 

Filippo Tommaso Marinetti, Guerra sola igiene del mondo, 1915

 

Anche la follia merita i suoi applausi.

Alda Merini, Aforismi e magie, 1999 

 

È grande soltanto chi può trascurare l'applauso della moltitudine e fare a meno del suo favore.

Richard Steele, The Spectator, 1711

 


   

 

La fabbrica del consensoLa fabbrica del consenso
Ovvero la politica dei mass media

Autore Noam Chomsky; Edward S. Herman
Traduttore S. Rini
Editore Il Saggiatore Tascabili, 2008

Gli autori dimostrano, dati alla mano, come sia un lucido consenso d'elite a dare forma alle notizie che leggiamo e ascoltiamo ogni giorno, svelando il meccanismo attraverso cui il mondo dell'informazione mobilita l'opinione pubblica per sostenere e difendere gli "interessi particolari" dominanti nella società.

 

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