Aforismario 

 

Fragola

Vedi anche: Frutta - Ciliegia - Pera

 

Le fragole lo sa, col limone lei lo sa, / fanno male, male, male senza amore.
Luca Carboni, Fragole buone buone, 1984

 

Perché un frutto dignitoso come la fragola non ha avuto diritto a un albero come tutti gli altri?
Fabio Fazio, I grandi perché della vita, 1992

 

Con le fragole a Natale abbiamo eliminato le stagioni e l'attesa.
Beno Fignon, Mille e un respiro, 2004

 

Forse alla fine saremo in grado di conservare le fragole in modo che in dicembre abbiano lo stesso gusto che hanno in giugno quando sono appena colte. Ma per ora è meglio fare come facevano i nostri antenati: mangiate quante più fragole possibile raccogliendole direttamente dalla pianta; fino al prossimo anno non avranno lo stesso gusto.
Richard W. Hartel e Anna Kate Hartel, Sai Cosa Mangi?, 2008

 

Così vanno le cose, nell'universo: le fragoline di bosco, le lucertole e gli aforismi sono densi ed evocano la pienezza, mentre le zucche giganti, i soufflé al formaggio e i discorsi d'inaugurazione sono gonfi in proporzione alla loro vacuità.
Amélie Nothomb, Le catilinarie, 1995

 

Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non sa nulla dell'uva.

Paracelso (Philipp Theophrast Bombast von Hohenheim), Labyrinthus medicorum errantium, 1553 (postumo)

 

Ma toglietemi una curiosità: è vero che qui in continente ci mettete la panna sopra le fragole? Perché noi a Santa Giusta se non ci mettiamo il letame col cavolo che crescono!

Lucio Salis, in Gino & Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, 1995

 

Una vita senza amici è come una torta di fragole senza fragole.

Andrea Sargeni (Aforismi inediti)

 

La terra di riporto ha cambiato l'orografia; dove rintracciare “il posto delle fragole”? È più facile ritrovare fragoline di bosco invasate, sotto spirito, assieme a lamponi e mirtilli.
Valentino Zeichen, Aforismi d'autunno, 2010

 

Un uomo che camminava per un campo si imbatté in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto a un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l'orlo. La tigre lo fiutava dall'alto. Tremando, l'uomo guardò giù, dove, in fondo all'abisso, un'altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite. L'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l'altra spiccò la fragola. Com'era dolce!

Koan Zen

 

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