Paradiso

 

 

Paradiso

Aforismi e citazioni - Aforismario

 

Vedi anche: Beatitudine - Inferno

 

 


Nessuno arriva in paradiso con gli occhi asciutti.

Thomas Adams

 

Ogni paradiso ha le sue frontiere.

Edward Albee, Chi ha paura di Virginia Woolf?, 1962

 

Simula le buone azioni. Avrà un paradiso posticcio?

Dino Basili, Mele e spicchi, 1980

 

Il paradiso è quaggiù, mentre respiriamo e viviamo. Dopo, si diventa un pugno di cenere e tutto è finito
Luigi Capuana, Il marchese di Roccaverdina, 1901

 

Perfino respirare sarebbe un supplizio senza il ricordo o il presentimento del paradiso, oggetto supremo − e tuttavia inconscio − dei nostri desideri.

Emil Cioran, Storia e utopia, 1960

 

L'Eden è quella vecchia casa in cui abitiamo ogni giorno, senza sospettare quale sia la sua vera natura, finché non la lasciamo.

Emily Dickinson

 

I padroni del popolo saranno sempre quelli che potranno promettergli un paradiso.

Rémy de Gourmont, Dialogues des amateurs, 1907

 

Io credo che questo sarebbe il vero modo ad andare in Paradiso: imparare la via dello Inferno per fuggirla.

Niccolò Machiavelli

 

Serve a qualcosa il paradiso? o la sua perfezione include l'inutilità?

Giorgio Manganelli

 

I veri paradisi sono i paradisi perduti.

Marcel Proust, Il tempo ritrovato, 1927 (postumo)

 

Mettere un serpente in Paradiso è da incauti, ma aggiungervi pure una donna è da veri incoscienti.

Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

 

Nessun paradiso può durare a lungo se vi convivono un uomo e una donna.

Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

 

Non sappiamo cosa fanno uomini e donne in paradiso. Sappiamo soltanto che non si sposano.

Jonathan Swift, Pensieri su vari argomenti, 1706/26

 

Il paradiso lo preferisco per il clima, l'inferno per la compagnia.

Mark Twain, Taccuini, 1935 (postumo)

 


   

 

La Divina Commedia. Paradiso La Divina Commedia. Paradiso
Autore Dante Alighieri
Editore Mondadori, 2005

 

La terza "sublimis cantica" - come il suo autore stesso, con profonda consapevolezza e bellezza, la chiamò - contiene in sé qualcosa di unico, che la fa diversa da ogni altra composizione della letteratura a noi nota. Essa appare nuova anche rispetto alle altre due parti del poema, già così rivoluzionarie nell'invenzione e nel linguaggio. Perché la poesia del Paradiso non racconta vicende di uomini, non descrive paesaggi. Essa si sostanzia di cose che non si vedono e che, soltanto, per fede, si sperano.

 

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