Citazioni pessimistiche (Vignetta di Altan)

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Aforismi pessimistici

Citazioni ciniche - Aforismario

 

Vedi anche: Pessimismo - Disperazione - Suicidio

 

 


La nascita è una ghigliottina.

Maurice Blanchard, Débuter après la mort, 1977

 

Tutto si liquida in perdita nella vita: morire è depositare il proprio bilancio. La morte, in realtà, non è altro che una bancarotta definitiva.

Louise-Victorine Ackermann Choquet, Pensieri di una solitaria, 1882

 

Tutto è al peggio nel più malvagio dei mondi possibili. Non sulla porta dell'inferno, bensì su quello della vita, bisognerebbe scrivere: Lasciate ogni speranza

Louise-Victorine Ackermann Choquet, Pensieri di una solitaria, 1882

 

L'uomo non può cambiare, né prendere un'altra strada; può soltanto finire male.

Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

 

L'uomo è un'anima che trascina un cadavere. Noi deploriamo come morte il suo stancarsi, alla fine, di fare da spazzino.

Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987

 

Chiunque non sia morto giovane merita di morire.

Emile Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

 

Nascita e catena sono sinonimi. Vedere la luce, vedere delle manette...

Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

 

Obiezione contro la scienza: questo mondo non merita di essere conosciuto.

Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

 

In un pianeta incancrenito ci si dovrebbe astenere dal fare progetti, ma se ne fanno sempre, perché l'ottimismo, com'è noto, è una mania degli agonizzanti.

Emile Cioran, Confessioni e anatemi, 1987

 

Pentimenti sul passato, noia del presente, e timor del futuro; ecco la vita. La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace.

Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, 1801/17

 

La vita è soltanto un'altra morte. Il principio della vita, non la fine, è la morte.

Christian Friedrich Hebbel, Diario, 1835/63

 

La vita è, di fatto, una lotta. Su questo punto pessimisti e ottimisti si trovano d'accordo. Il male è insolente ed è forte; la bellezza è stupenda, ma è rara; la bontà è spesso soggetta a essere debole, la follia a essere arrogante e la malvagità ad avere la meglio: gli imbecilli ai posti d'onore e i migliori in disparte; e l'umanità, nel suo complesso, infelice.
Henry James, La lezione del maestro, 1888

 

Veniamo da un abisso oscuro; ritorniamo in un abisso oscuro. Lo spazio luminoso che intercorre tra di loro lo chiamiamo vita. Appena nati inizia il nostro ritorno; contemporaneamente l’inizio e il ritorno; ogni attimo moriamo. Per questo molti hanno protestato: lo Scopo della vita è la morte.
Nikos Kazantzakis, Ascetica, 1927

 

L'omo e gli animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura d'animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte, guaina di corruzione. 

Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, 1478/1518

 

Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu e sarà sempre infelice di necessità. Non il genere umano solamente ma tutti gli animali. Non gli animali soltanto ma tutti gli altri esseri al loro modo. Non gl'individui, ma le specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi.

Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

 

Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive.

Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

 

Non siamo dunque nati fuorché per sentire, qual felicità sarebbe stata se non fossimo nati?

Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

 

Tutti noi viventi siamo condannati a morte, dei condannati a morte chiamati alla vita da un cieco caso, vagolanti in un universo buio e indifferente.
Sándor Márai, Terra, Terra!, 1972

 

Non è certo necessario avere un animo molto elevato per capire che quaggiù non c'è vera e durevole soddisfazione, che tutti i nostri piaceri sono solo vanità, che i nostri mali sono infiniti e che da ultimo la morte, che ci minaccia ad ogni istante, nel giro di pochi anni ci porrà nell'orribile necessità di essere per sempre annientati o infelici.

Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)

 

Quando si soffre, si crede che di là dal cerchio esista la felicità; quando NON si soffre si sa che questa non esiste, e si soffre allora di soffrire perché non si soffre nulla.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo, 1952)

 

Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

 

Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero
in manicomio: l’incapacità di pensare, l’amoralità e l’ipereccitazione.

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

 

Non possediamo né il corpo né una verità – neppure un’illusione. Siamo fantasmi di menzogne, ombre di illusioni e la nostra vita è vuota dentro e fuori.

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

 

Il nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il nulla.

Sergio Quinzio, La croce e il nulla, 1984

 

La violenza non è in noi: la violenza è nel divenire. Quando qualcosa si muove, siamo già in presenza di una catastrofe.

Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

 

Si impara più da una visita a un mattatoio che da venticinque secoli di esperienza filosofica.

Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

 

A noi che siamo nati dopo la fine di tutto, non resta nemmeno la freschezza del decadere.

Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

 

Conoscenza del vero − conoscenza del nero.

Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

 

Quest'umano mondo è il regno del caso e dell'errore, i quali senza pietà vi imperano, nelle grandi come nelle piccole cose; e accanto a quelli agitano inoltre follia e malvagità la sferza.

Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

 

La base di ogni volere è bisogno, mancanza, ossia dolore, a cui l'uomo è vincolato dall'origine, per natura. Venendogli invece a mancare oggetti del desiderio, quando questo è tolto via da un troppo facile appagamento, tremendo vuoto e noia l'opprimono: cioè la sua natura e il suo essere medesimo gli diventano intollerabile peso. La sua vita oscilla quindi come un pendolo, di qua e di là, tra il dolore e la noia, che sono in realtà i suoi veri elementi costitutivi.

Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819 

 

Quando si è vecchi, si ha dinanzi a sé soltanto la morte, mentre quando si è giovani si ha davanti la vita; sennonché ci si può chiedere quale dei due casi sia il più inquietante, e se tutto sommato la vita non sia qualcosa che è meglio avere dietro di sé che davanti.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

Se lo scopo prossimo e immediato della nostra vita non è il dolore, allora la nostra esistenza è la cosa più contraria allo scopo del mondo. 

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

Nel mondo non si ha molto di più, oltre la scelta tra la solitudine e la volgarità.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

La nostra situazione è davvero miserevole. Un brevissimo tempo per vivere, pieno di fatica, miseria, angoscia e dolore, senza minimamente sapere da dove veniamo, dove andiamo e perché viviamo, e per soprammercato anche preti di tutte le razze con le loro rispettive rivelazioni in proposito, accompagnate da minacce contro i miscredenti. A ciò si aggiunga che ci guardiamo in volto e abbiamo rapporti reciproci come maschere con maschere, giacché non sappiamo chi siamo; − ma come maschere che non conoscono neppure sé stesse. E allo stesso modo ci guardano gli animali; e noi loro.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

I bambini possono sembrare talvolta delinquenti innocenti che sono stati condannati non alla morte ma alla vita, senza tuttavia aver ancora appreso il contenuto del loro verdetto.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

Non si può essere reazionari perché non c'è dove tornare; non si può essere progressisti,
perché non c'è dove andare.

Manlio Sgalambro, La morte del sole, 1982

 

Come sopportiamo ancora di chiamarci viventi ― noi morenti!

Manlio Sgalambro, Del pensare breve, 1991

 

Che non ci sia niente di peggiore del mondo, non si deve dimostrare.

Manlio Sgalambro, La conoscenza del peggio, 2007

 

C’è più vita in un cadavere che in chi, stanco di vivere, non desidera che la morte.

Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007

 

Finché c'è vita non c'è speranza.

Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

 


   

 

La morte del soleLa morte del sole
Autore Manlio Sgalambro
Editore Adelphi, 1996

Vagando fra gli imponenti relitti della storia della filosofia, l'autore risale alla celebrata conversione del "vero" nel "certo" che si compie con Descartes e, con freddezza protocollare, riconosce nei passi successivi la graduale cancellazione dell'"unilateralità scandalosa del vero. "La filosofia moderna ha inizio col dubbio, ma la filosofia eterna ha inizio col terrore".

 

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Foto logo: Vignetta di Francesco Tullio Altan

 

 

 

 

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