Aforismario 

 

Arroganza / Tracotanza

Vedi anche: Superbia

 

1. Arroganza

Il solo immaginare che il sovrano dell’universo correrà ad assistermi rivoltando le leggi della natura, per me è il massimo dell’arroganza.

Dan Barker, Perdendo fede nella fede: da predicatore ad ateo, 1992

 

Profumo, pellicce, biancheria fine, gioielli: lussuosa arroganza di un mondo dove non c'è posto per la morte; ma essa restava in agguato dietro quella facciata, nel segreto grigiastro delle cliniche, degli ospedali, delle camere chiuse.
Simone de Beauvoir, Una morte dolcissima, 1964

 

Tranne poche eccezioni, le persone che hanno molto sofferto finiscono col diventare arroganti, non umili. Vi gettano in faccia le loro disgrazie, e non hanno tregua finché non soffrite quanto loro.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972 (postumo, 1997)

 

Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.

Confucio, Dialoghi, ca. 479/221 a.e.c. (postumo)

 

Vivere nella povertà senza nessun risentimento, ecco ciò che è difficile; al confronto, essere ricchi senza arroganza non costa niente.

Confucio, Dialoghi, ca. 479/221 a.e.c. (postumo)

 

L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.

Charles Darwin, L'origine dell'uomo, 1871

 

L'arroganza rampante di una certa categoria di politici e finanzieri è come un'infezione di una ferita: se non si cura rapidamente (magari con mezzi drastici) si allarga e infetta l'intero organismo sociale.

Enzo Di Frenna, L'accordo, 1992

 

L'alterigia e l'arroganza possono, agli occhi dei meno esperti, somigliare alla dignità, ma della dignità non sono neanche parenti lontane.

Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

 

Ricchezza e onori e in più arroganza si lasciano dietro rovina. A opera compiuta, ritirarsi: questa è la via del cielo.

Lao Tzu, Tao Te Ching, ca. V sec. a.e.c.

 

Da niente bisogna guardarsi tanto come dal crescere di quella malerba che si chiama arroganza e che rovina in noi ogni buon raccolto; perché si dà arroganza nella cordialità, nell’ossequio, nella benevola confidenza, nella carezza, nell’amichevole consiglio, nella confessione di errori, nella compassione per gli altri, e tutte queste belle cose destano avversione, quando quell’erba vi cresce frammezzo. L’arrogante, cioè colui che vuole significare più di ciò che è o viene considerato, fa sempre un calcolo errato. Ossia al momento egli ha successo, in quanto gli uomini di fronte a cui è arrogante gli tributano di solito la quantità di onore che egli esige, per paura o per comodità; se ne vendicano però aspramente, sottraendo dal valore che finora gli attribuivano tanto, quanto egli ne ha preteso oltre la misura. Non c’è niente che gli uomini si facciano pagare più caro dell’umiliazione. L’arrogante può rendere il suo merito reale e grande così sospetto e piccolo agli occhi degli altri, da farlo calpestare con disprezzo. Persino un contegno orgoglioso, bisognerebbe permetterselo solo là dove si può essere del tutto sicuri di non essere fraintesi e considerati arroganti, come per esempio davanti all’amico o alla moglie. Perché nel commercio con gli uomini non c’è follia maggiore dell’attirarsi la fama di arroganza; è ancor peggio del non aver imparato a mentire per cortesia.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

 

L’arroganza nelle persone di merito offende ancor più che l’arroganza degli uomini senza merito: perché già il merito offende.

Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano, 1878

 

Recida il Signore le labbra bugiarde, la lingua che dice parole arroganti.
Salmi, Antico Testamento, III sec. a.e.c.

 

Se hai aperto la bocca contro un amico, non temere, può esserci riconciliazione, tranne il caso di insulto e di arroganza, di segreti svelati e di un colpo a tradimento; in questi casi ogni amico scomparirà.

Siracide, Antico Testamento, II sec. a.e.c. 

 

Date l'impudenza e la stupida arroganza della maggior parte degli uomini, chiunque possiede dei meriti farà bene a metterli in mostra se non vorrà lasciare che cadano in un completo oblio.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

Gli uomini non possono assolutamente reggere soprattutto al pensiero che si abbia bisogno di loro: l'arroganza e la presunzione ne sono l'inevitabile conseguenza.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

2. Tracotanza

«Se Dio ha potuto affermare di essere "colui che è", l'uomo, al contrario, potrebbe definirsi "colui che non è". E proprio questa mancanza, questo deficit di esistenza, risvegliando per reazione la sua tracotanza, lo incita alla sfida o alla ferocia.
Emil Cioran, La caduta nel tempo, 1964

 

Occorre  spegnere la tracotanza ancor più che un incendio.

Eraclito, Frammenti, VI-V sec. a.e.c.

 

Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza.
Oriana Fallaci, Intervista con la storia, 1974

 

Assieme alla lussuria, la gola è il vizio più confessabile. Nessuno si vanterà pubblicamente di essere invidioso, avaro, tracotante, iracondo, negligente. Ma nessuno si vergognerà di dire che va matto per le profiteroles.
Cesare Marchi, Quando siamo a tavola, 1990

 

Bisogna accontentarsi della luce che al sole piace mandarci coi suoi raggi; e colui che alzerà gli occhi9 per prenderne di più da quel medesimo corpo celeste, non trovi strano poi se, per castigo della sua tracotanza, perde la vista.
Michel de Montaigne, Saggi, 1580/95

 

Quando diciamo che l’infinità dei secoli, così passati come a venire, non è che un istante al cospetto di Dio; che la sua bontà, sapienza, potenza sono una stessa cosa con la sua essenza, la nostra parola lo dice, ma il nostro intelletto non lo comprende. E tuttavia la nostra tracotanza vuol far passare la divinità al nostro staccio. E di qui nascono tutti i vaneggiamenti ed errori cui il mondo si trova in preda, riportando e pesando alla sua bilancia una cosa tanto lontana dal suo peso.
Michel de Montaigne, Saggi, 1580/95

 

Innumerevoli azioni della tracotanza che si scatena su altre persone sono state revulsioni di un improvviso afflusso di sangue per mezzo di una forte attività muscolare. E forse tutto «il male della forza» va ricondotto sotto questo punto di vista (il male della forza fa male all’altro senza pensarci – esso non può non scatenarsi; il male della debolezza vuole far male e vedere i segni
della sofferenza).
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

 

Tutte le sensazioni di felicità hanno in comune due cose: la pienezza del sentimento e la tracotanza che c’è in esso, sicché ci si sente come un pesce nel suo elemento e vi si guizza dentro. I buoni cristiani comprenderanno che cosa sia la sfrenatezza cristiana.
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

 

La giocondità e il coraggio di fronte alla vita, propri della gioventù, dipendono in parte dal fatto che noi, salendo la montagna, non vediamo la morte, che sta ai piedi del monte, dall'altra parte. Se invece già abbiamo superato la vetta, vediamo allora davvero la morte, che sin qui avevamo conosciuto soltanto per sentito dire, cosicché anche il coraggio di fronte alla vita cala, dal momento che nello stesso tempo la forza vitale comincia a defluire. Una triste serietà ricaccia ora la tracotanza giovanile, imprimendosi anche sul volto.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

Se la pressione del bisogno, della fatica, degli sforzi insopportabili e vani fosse tolta alla vita degli uomini, la loro tracotanza aumenterebbe, anche se non fino a farli scoppiare, certo fino alle manifestazioni di stoltezza, o meglio pazzia furiosa, più sfrenate. − Ognuno ha addirittura sempre bisogno di una certa quantità di preoccupazioni, sofferenze o necessità, come la nave, per procedere fermamente e in linea retta, ha bisogno della zavorra.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

Come l'esperienza insegna, i più vili e codardi nel momento del pericolo si fanno tracotanti a parole e, con la lingua, assolutamente decisi.
Publio Cornelio Tacito, Storie, ca. 100

 

3. Alterigia

Futilità di un corteo trionfale, drammi in scena, greggi, mandrie, combattimenti con la lancia, un osso gettato a dei botoli, un boccone di pane nelle vasche dei pesci, affannarsi di formiche sotto il carico, topolini impauriti che corrono qua e là, marionette mosse con i fili. In queste situazioni bisogna mantenere un atteggiamento benevolo, senza ombra di alterigia, pur osservando che ciascuno vale tanto quanto valgono le cose cui ha rivolto il suo impegno.
Marco Aurelio, Pensieri, ca. 166-179

 

Chi sorride con benevolenza, senza alterigia, è su un gradino più in alto di chiunque.
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

 

La tolleranza è un amore malato d'alterigia.
Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, 1926

 

Dio umilia l'alterigia del superbo, ma soccorre chi ha gli occhi bassi.
Giobbe, Antico Testamento, ca. VI-IV sec. a.e.c.

 

L'alterigia e l'arroganza possono, agli occhi dei meno esperti, somigliare alla dignità, ma della dignità non sono neanche parenti lontane.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

 

La sola nobiltà che da molti si conosca è l'alterigia e l'arroganza.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

 

Vedete certi individui che entrano salutando a malapena, che incedono dandosi tono con le spalle, impettiti come una donna: v’interrogano senza guardarvi; parlano con alterigia per far notare di sentirsi al disopra di quanti sono presenti; si fermano e li si circonda; hanno la parola, campeggiano nel circolo e persistono in quella albagia ridicola e contraffatta, fino a che sopraggiunge un grande il quale, facendola crollare di colpo con la sua sola presenza, li riduce alla loro indole, che è meno spiacevole.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

 

Come le donne quasi tutte, così ancora gli uomini assai comunemente, e più i più superbi, si cattivano e si conservano colla noncuranza e col disprezzo, ovvero, al bisogno, con dimostrare fintamente di non curarli e di non avere stima di loro. Perché quella stessa superbia onde un numero infinito d’uomini usa alterigia cogli umili e con tutti quelli che gli fanno segno d’onore, rende lui curante e sollecito e bisognoso della stima e degli sguardi di quelli che non lo curano, o che mostrano non badargli.
Giacomo Leopardi, Pensieri, 1845 (postumo)

 

V’ha alcune poche persone al mondo, condannate a riuscir male cogli uomini in ogni cosa, a cagione che, non per inesperienza né per poca cognizione della vita sociale, ma per una loro natura immutabile, non sanno lasciare una certa semplicità di modi, privi di quelle apparenze e di non so che mentito ed artifiziato, che tutti gli altri, anche senza punto avvedersene, ed anche gli sciocchi, usano ed hanno sempre nei modi loro, e che è in loro e ad essi medesimi malagevolissimo a distinguere dal naturale. Quelli ch’io dico, essendo visibilmente diversi dagli altri, come riputati inabili alle cose del mondo, sono vilipesi e trattati male anco dagl’inferiori, e poco ascoltati o ubbiditi dai dipendenti: perché tutti si tengono da più di loro, e li mirano con alterigia.
Giacomo Leopardi, Pensieri, 1845 (postumo)

 

È vezzo assai comune degli uomini mediocri, di usare alterigia e disdegno cogl’indifferenti e con chi mostra curarsi di loro, e ad un segno o ad un sospetto che abbiano di noncuranza, divenire umili per non soffrirla, e spesso ricorrere ad atti vili.
Giacomo Leopardi, Pensieri, 1845 (postumo)

 

Io vidi in Firenze uno che strascinando, a modo di bestia da tiro, come colà è stile, un carro colmo di robe, andava con grandissima alterigia gridando e comandando alle persone di dar luogo; e mi parve figura di molti che vanno pieni d’orgoglio, insultando agli altri, per ragioni non dissimili da quella che causava l’alterigia in colui, cioè tirare un carro.
Giacomo Leopardi, Pensieri, 1845 (postumo)

 

Da che nascono le improvvise passioni di un uomo per una donna, le passioni profonde, interiori? In minima parte dalla sola sensualità: ma quando un uomo trova insieme in un essere debolezza, bisogno d’aiuto e nel contempo alterigia, accade in lui qualcosa, come se la sua anima volesse straripare: è nello stesso momento commosso e offeso. Qui sgorga la fonte del grande amore.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano II, 1879/80

 

Quando un uomo parla con alterigia ad un altro uomo, non si ha, ordinariamente, nessun motivo per ritenere che i cromosomi più qualificati siano dalla parte dell'insolenza.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

 

Certuni non tollerano di essere stati urtati da un parrucchiere e chiamano contumelia il carattere difficile di un portinaio, l’arroganza di un nomenclatore, l’alterigia di un cameriere: oh che ridere tra queste inezie! di che gran piacere si deve riempire l’animo di chi contempla la sua serenità nella confusione degli errori altrui!
Lucio Anneo Seneca, La fermezza del saggio, I sec.

 

L'umiltà ottiene spesso più dell'alterigia.
Proverbio

 

4. Altezzosità

Altezzoso. Altero e sdegnoso, come per esempio un cameriere.
Ambrose Bierce, Il dizionario del diavolo, 1911

 

Il piacere dell'elemosina è un piacere altezzoso e immorale, il piacere del ricco che si compiace della propria ricchezza, del potere, e del confronto tra la propria importanza e quella del mendico. 
Fëdor Dostoevskij, I demoni, 1871

 

II sussiego è l'altezzosità dei fatui.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

 

Noi confessiamo più facilmente i nostri errori, difetti e infermità/morali che non quelli scientifici. Ciò deriva dal fatto che la coscienza è umile e si compiace addirittura di essere umiliata. Invece l'intelletto è altezzoso, e se è costretto a smentirsi cade in preda alla disperazione.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

 

L'ignoranza essendo assai volte altezzosa e caparbia, bisogna che la scienza sappia essere mansueta e modesta.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

 

I bambini sono altezzosi, sprezzanti, collerici, invidiosi, curiosi, interessati, volubili, pavidi, intemperanti, bugiardi, finti; ridono e piangono con facilità; hanno gioie smodate e afflizioni amare per inezie; non vogliono soffrire fisicamente, ma piace loro far soffrire: sono già uomini.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

 

La supercazzola è ormai entrata nel nostro lessico quotidiano. È una maniera di esprimere un ragionamento volutamente ingarbugliato, contorto, indecifrabile, incomprensibile, che viene usato come escamotage per irridere o prendere in giro, per superare un ostacolo, per dimostrarsi intellettualmente e leggiadramente superiori rispetto al proprio interlocutore. È un gesto di grande spocchia, un gesto di grande alterigia e altezzosità esistenziale.
Gianluca Nicoletti

 

Sono per me compagni superbi quelli che, per avere il sentimento della loro dignità e importanza, hanno sempre bisogno di altri da poter apostrofare e trattare con violenza: tali cioè che, per impotenza e viltà, consentano che uno possa abbandonarsi impunemente davanti a loro a gesti altezzosi e collerici! – sicché hanno bisogno della miserabilità del loro ambiente per elevarsi per un momento al di sopra della miserabilità propria! A tal fine più d’uno ha bisogno di un cane, un altro di un amico, un terzo di una moglie, un quarto di un partito e uno molto raro di un’intera epoca.
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

 

Mentre l'uomo, perfino a colui che è di ceto assai più basso, parla di regola con un certo riguardo e con umanità, è invece uno spettacolo insopportabile vedere con quale aria altezzosa e sprezzante, nel maggior numero dei casi, una ricca dama si comporta nei riguardi di un'altra donna di condizioni più basse (che non sia al suo servizio), quando le parla.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

 

Altezzoso è sempre preso in senso negativo. È l’orgoglio che si rivela attraverso modi arroganti; è il mezzo più sicuro per farsi detestare, è il difetto che nei bambini deve essere corretto il più possibile.
Voltaire, Dizionario filosofico, 1764

 

Fierezza è una delle espressioni che, essendo state dapprima impiegate soltanto in senso negativo, hanno poi assunto un senso positivo. Si tratta di un delitto quando questa parola designa la vanità altezzosa, altera, orgogliosa, sdegnosa: è quasi una lode quando essa indica l’elevatezza di un’anima nobile.

ibid.

 

In certe occasioni, si può essere altezzosi garbatamente. Un principe può e deve rifiutare con eroica alterigia le proposte umilianti, ma non con aria altezzosa, con tono altezzoso, con parole altezzose.

ibid.

 

Qualche volta gli uomini perdonano alle donne di essere altezzose, perché concedono loro qualunque cosa, mentre le altre donne non glielo perdonano.

ibid.

 

L’animo altero è l’animo grande: l’animo altezzoso è superbo. Si può avere il cuore altero con molta modestia: non si ha l’umore altezzoso senza un po’ d’insolenza; l’insolente sta all’altezzoso, come l’altezzoso sta all’imperioso. Sono sfumature che si concatenano in modo coerente, e tali sfumature sono ciò che vanificano i sinonimi.

ibid.

Presunzione
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