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Aforisticamente Flop III Tante mentite scuse
Polemiche - Aforismario |
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"Cosí come un pugile, nel momento in cui si rende conto di non poter competere ad armi pari col proprio avversario, può succedere che ricorra a qualche colpo basso, allo stesso modo, l’invidioso, nel momento in cui comprende che non potrà mai eguagliare il proprio rivale, è facile ricorra alla calunnia. Ma cosí facendo, l’uno e l’altro, il pugile scorretto come l'invidioso, non fanno che perdere l’unica occasione che gli restava: quella di finire al tappeto con onore". (Giovanni Soriano)
Oggi, domenica, dopo aver sistemato la questione “Calunnie del Caramagna” (vedi articoli precedenti), pensavo finalmente di potermi dedicare in pace alla lettura di un bel libro. Mi sbagliavo: Caramagna esige ancora che io gli dedichi parte del mio tempo e della mia attenzione e mi metta di nuovo a leggere le sue "cose". Innanzitutto, informo chi avesse avuto la pazienza di seguire fin qui questa "meravigliosa" avventura nelle cloache della maldicenza, che a trentuno ore di distanza (minuto più minuto meno) dalla pubblicazione della mia replica, Caramagna ha deciso, autonomamente, di rimuovere il suo articolo diffamatorio dal suo blog e sostituirlo con un altro di "scuse"... Qualcuno potrebbe pensare: beh! alla fine però Caramagna è stato onesto, ha riconosciuto le sue colpe e ha chiesto scusa, che si vuole di più? Già... che si vuole di più? Niente, semplicemente Caramagna non ha ancora capito con chi ha a che fare... Comincio a credere nella sua buona fede e a dubitare nelle sue doti, diciamo così, di "comprensione psicologica" nei confronti del prossimo (non saprei quale altro eufemismo usare). E vorrebbe fare pure il "critico letterario"! Ma vediamole queste scuse del contrito Caramagna. “La semplice constatazione filologica che nel sito Aforismario – nella sezione Aforisti e aforismi - ci sono degli estesi copia incolla delle antologie di Gino Ruozzi e Adriano Marchetti (talora la fonte è menzionata, talora no) e la constatazione filologica che Aforismario ha copia incollato alcune selezioni di aforismi tratti da siti francesi senza menzionare gli stessi, ha scatenato una tale reazione nel titolare di Aforismario, che sono davvero spaventato, anzi atterrito”. Dunque, notiamo innanzitutto che il nostro critico letterario è già passato di grado: adesso è anche filologo. Interessante. Dunque, il nostro critico letterario e filologo dott. Fabrizio Caramagna ribadisce i copia incolla alle solite antologie e ai siti web francesi (di cui si è ormai autonominato avvocato d’ufficio), ma con una “lieve” differenza rispetto alle accuse precedenti: pare, infatti, che adesso io non copi piú “la struttura delle antologie, lo schema e la selezione stessa degli autori”, ma mi limiti a degli “estesi copia-incolla”, a volte citando la fonte, altre volte no (che, tradotto, significa: visto che è matematicamente comprovato dalle mie accurate analisi filologiche che Aforismario copia i suoi aforismi esclusivamente dalle antologie di Ruozzi e di Marchetti, nonché da siti francesi (?!), è ovvio che tutte le volte in cui egli, Aforismario, cita alcuni aforismi che si trovano "anche" all’interno di essi, si macchia del grave reato di "omissione di citazione bibliografica". Avendo già dimostrato con abbondanza di prove l’infondatezza di questa che è la principale delle calunnie del Caramagna… chiedo scusa, del critico e filologo letterario dott. Fabrizio Caramagna, non mi resta che rimandare l’ormai spazientito lettore a quanto già detto negli articoli precedenti e occuparmi del resto: “Di fronte a una tale aggressività e violenza verbale, di fronte a così tante ingiurie e diffamazioni dove vengo definito “dissociato mentale”, “fogna”, “maiale”, “compare” ”spione”, di fronte a un tale senso di onnipotenza di chi non tollera il minimo contradditorio persino nei commenti del mio blog, di fronte infine al ricorso a qualunque mezzo (tra cui la citazione della mia posta privata di due anni prima) pur di annichilire, distruggere, calpestare chi sta di fronte, di fronte alla prospettiva di ulteriori sfoghi incontrollabili, confesso che mi sono davvero spaventato e che ho una paura quasi fisica (pur stando a 1500 km di distanza)”. Qui il dott. Caramagna, con un’ingenuità che è davvero commovente, rivela il vero movente delle sue mentite scuse, ovvero, quello di − salvare capre e cavoli… Per uno psicologo qui c’è da leccarsi i baffi… (ammetto che la cosa sta diventando sempre più divertente per me). Secondo il gentilissimo dott. Caramagna, io soffrirei di “senso di onnipotenza”, sarei uno che “non tollera il minimo contradditorio” e sarei pronto a far “ricorso a qualunque mezzo […] pur di annichilire, distruggere, calpestare chi sta di fronte”… Queste, il dott. Caramagna, le chiama − "scuse". Sarebbe come se uno vi desse delle bastonate in testa e ogni volta esclamasse: “Scusa!”, "scusa!"… Ringrazio il dott. Caramagna di aver ravvivato la mia domenica… Ma c’è di piú, ovviamente. Egli, il nostro filologo e critico letterario, dimostrando di non capire ciò che legge, o, per non offenderlo, di non capire (o, sperando per lui, di fingere di non capire) ciò che scrivo, afferma che l’avrei definito “dissociato mentale”, “fogna”, “maiale”, “compare” ”spione”. Dunque, per quanto riguarda il “compare” e lo “spione” confermo tutto, naturalmente, (si legga il contesto in cui i termini sono inseriti e si capirà il perché). Per quanto riguarda, invece, le altre “presunte” ingiurie, chiunque sappia leggere (non serve essere filologi, basta un diploma di scuola media), si renderà subito conto che il sottoscritto non ha mai detto che il dott. Caramagna è un “dissociato mentale” (basta rileggere quanto ho scritto e non si troveranno queste precise parole da nessuna parte), ma ho semplicemente detto che egli, avendo affermato, sullo stesso argomento, prima una cosa e dopo qualche tempo un'altra completamente opposta, ciò uno psichiatra avrebbe anche potuto ipotizzarlo come un "fenomeno", ma soltanto "un fenomeno", di "dissociazione d’identità" (per i non-psicologi: un momento di "sdoppiamento della personalità"), peraltro, mi pare assai evidente il tono ironico di quell’affermazione (e dover farlo notare anche a un critico e filologo è un po' desolante...). Per quanto riguarda la “presunta” ingiuria secondo la quale lo avrei definito una: “fogna”, anche qui basta rileggere quanto ho scritto per farsi un’idea della competenza e dello spessore del filologo e critico letterario che ci troviamo di fronte. È limpido come la mia mente in questo momento, che il termine “fogna” l’ho piú volte usato per denominare con una metafora la squallida polemica in cui sono stato trascinato con la forza a causa di un calunniatore (a proposito, quest’ingiuria il dott. Caramagna non l’ha menzionata nel suo elenco, chissà perché…). Per quanto riguarda, infine, l’altra presunta offesa, quella secondo la quale lo avrei definito un “maiale”, (cosa che, tra l’altro, per me non costituisce nemmeno una vera e propria offesa, avendo una considerazione degli animali che non è granché inferiore a quella nei confronti degli umani), dicevo, il termine "maiale" (e qui non è necessaria neppure la licenza media per capirlo, basta un po’ d’intelletto) l’ho usato citando un noto proverbio calabrese: "U porcu si nsonna sempri gghjanda" (Il maiale sogna sempre la ghianda), in riferimento a un messaggio a dir poco ridicolo del dott. Caramagna su facebook, dal quale emergeva che la cosa che lo infastidiva più di ogni altra della mia replica era che io non vi avessi aggiunto un link al suo blog [sic!]. Da qui: “U porcu si nsonna sempri gghjanda”, cioè il dott. Caramagna mira (sogna) sempre alla stessa cosa: farsi pubblicità, avere un po’ piú di visibilità, cosí come il maiale sogna sempre qualcosa di gustoso da mangiare. Semplifico ancora, visto che pare io non riesca a farmi comprendere nonostante mi sforzi sempre di scrivere a caratteri abbastanza chiari: quello che per il porco è la ghianda, per Caramagna è la visibilità. Detto questo, visto il modo meschino in cui Caramagna mi porge le sue mentite scuse, che sono persino peggiori delle sue calunnie precedenti, apro una parentesi e, per la prima volta, mi rivolgo direttamente al nostro critico e filologo: (caro Caramagna: non sei un “maiale”, casomai un verme, e spero tu possa querelarmi per questo, in modo che io possa dirtelo anche in faccia). E con questo passo dalla parte del torto, ché non m'importa neppure di aver ragione. Bene, chiusa parentesi. Andiamo avanti:
“Pur non rinnegando i contenuti di quanto da me scritto, chiedo scusa a Giovanni Soriano per aver scritto un articolo in cui - rilevando i copia incolla di Aforismario sul mio articolo su Carlo Ferrario (lui stesso, pur dicendo che io non sono la fonte di ispirazione, ammette che per pigrizia anziché copiare dal libro ha copiato dal mio testo) – ho ampliato la portata delle mie riflessioni sul diritto d’autore toccando le antologie di Gino Ruozzi e Adriano Marchetti". L'illustrissimo dott. Caramagna insiste in modo imbarazzante (per sé stesso, non certo per me) sul fatto che io abbia copiato il “suo articolo” su Carlo Ferrario. Chi non fosse a conoscenza della questione, penserebbe che io mi sia permesso di andare sul blog del noto critico e filologo Caramagna per copiarvi interi stralci di una sua interessantissima nota critico-letteraria su un gioiello nascosto della letteratura italiana. Anche qui, chi non l’avesse fatto, può leggere il resoconto della vicenda nelle pagine precedenti: cinque aforismi di Ferrario (peraltro col suo libro davanti) tratti dal blog di Caramagna sono diventati dei "copia e incolla" sul suo articolo! Il dott. Caramgna, in pratica, pensa che se lui copia da un libro gli aforismi di un autore sul suo blog, la cosa non deve riguardare nessuno, e, soprattutto, che una volta copiati, diventano “suoi”, ne detiene i diritti. Pertanto, nell'eventualità in cui io − come chiunque altro − dovessi trascrivere sul mio sito degli aforismi tratti da un libro, e che Caramagna ha copiato precedentemente sul suo blog, io − come chiunque altro − dovrei citare come fonte lui, o almeno anche lui, e non soltanto il libro da cui li traggo. Sempre meglio, insomma. Andiamo avanti. Un messaggio a tutti gli psicologi in ascolto: qui c’è un caso formidabile del modo in cui un essere umano tenta di divincolarsi dalla trappola che egli stesso aveva preparato e dentro la quale è miseramente caduto: “Chiedo davvero scusa a Giovanni Soriano. Mi sono comportato come uno stupido idealista constatando - tramite un analisi che è esclusivamente filologica - delle evidenti coincidenze testuali tra Aforismario e testi altrui. Non sono affari miei”. Il dott. Caramagna mi chiede sommessamente scusa, ma non perché ha sbagliato, non perché mi ha calunniato e diffamato pubblicamente, no, semplicemente perché da “stupido idealista” (diciamo pure come una specie di Martin Luther King o di novello Gandhi) egli, per una sorta di deformazione professionale, non ha potuto fare a meno di notare certe “coincidenze”… Detto tra parentesi: questa dello “stupido idealista”, Caramagna l'ha "copiata" dai commenti di un suo amico che lo difende sul suo blog dicendo di lui: "A me sembra un po’ troppo fesso ed idealista"; parole d'amico! Ma il nostro idealista aggiunge alla fine: "Non sono affari miei". E invece sí che sono affari suoi! Eccome!
"Chiedo anche scusa a Giovanni Soriano se ho usato toni ironici e sarcastici – mai mai aggressivi e diffamatori, almeno di questo me ne può rendere merito – e se ho sbagliato il modo (potevo anche preavvertirlo in privato che ero davvero infastidito da certi suoi comportamenti “di appropriazione”).". Continuano le bastonate a suon di “Scusa!”. Ho la testa quanto un pallone… Poi: “Per quanto mi riguarda non scriverò più nulla riguardo al sito Aforismario”. Che stia rinsavendo?
Conclusione: No, Caramagna ancora non ha capito chi gli sta di fronte. Visto il modo subdolo in cui mi ha porto le sue scuse, mi pare proprio che non l’abbia capito. Caro Caramagna, non sperare per me (e questa è già la seconda volta che mi rivolgo direttamente a lui, che stia nascendo una nuova amicizia?), caro Caramagna, non sperare per me, non ne vale la pena, non miro alla serenità con me stesso, non m’importa proprio. Pensa piuttosto a preoccuparti dove hai ficcato la tua onestà intellettuale, se mai ne hai avuta una. E se ti ho spaventato per gli abissi che hai intravisto in me, è perché non poteva essere altrimenti. Giovanni Soriano (Aforismario), 30 ottobre 2011
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