Albert Caraco

 

Albert Caraco

Istanbul 1919 - 1971
Filosofo e scrittore francese

Breviario del Caos

Bréviaire du chaos, 1982 (postumo)

Aforismi e citazioni  - Aforismario

 

 


Noi tendiamo alla morte, come la freccia al bersaglio, e mai falliamo la mira.

 

La vita eterna è un nonsenso, l'eternità non è vita, la morte è la quiete a cui aspiriamo, vita e morte sono legate, chi reclama altro pretende l'impossibile e otterrà in ricompensa solo fumo.

 

La solitudine è una scuola di morte e l'uomo comune non la frequenterà mai.

 

Il nostro destino è di continuare a moltiplicarci, unicamente per morire innumerevoli.

 

La massa dei mortali è fatta di sonnambuli, e all'ordine non conviene mai che escano dal sonno, perché diventerebbero ingovernabili.

 

Il mondo che abitiamo è l'Inferno temperato dal nulla, dove l'uomo, che rifiuta di conoscere sé stesso, preferisce immolarsi.

 

Noi siamo all'Inferno, e la sola scelta che abbiamo è tra essere i dannati che vengono tormentati o i diavoli addetti al loro supplizio.

 

Se c'è un Dio, il caos e la morte figureranno nel novero dei Suoi attributi, se non c'è, non cambia nulla, poiché il caos e la morte basteranno a sé stessi fino alla consumazione dei secoli.

 

L'origine delle idee religiose e morali è nell'uomo, cercarla fuori dell'uomo è un nonsenso.

 

L'uomo è un animale metafisico, il quale vorrebbe che l'universo esistesse solo per lui, ma l'universo lo ignora, e l'uomo si consola di questa indifferenza popolando lo spazio di dèi, dèi fatti a sua immagine.

 

La fede non è che una vanità tra le altre e l'arte di ingannare l'uomo sulla natura del mondo.

 

Gli uomini si sono diffusi nell'universo come una lebbra, e più si moltiplicano più lo snaturano, essi credono di servire i propri dèi divenendo sempre più numerosi, i bottegai e i preti approvano la loro fecondità, gli uni perché essa li arricchisce, gli altri, invece, perché li accredita.

 

Siamo in molti miliardi di troppo a chiedere il Paradiso in Terra, ed è l'Inferno quello che rendiamo inevitabile, con l'aiuti della nostra scienza, sotto il bastone dei nostri pastori imbecilli. Il futuro dirà che gli unici chiaroveggenti erano gli Anarchici e i Nichilisti.

 

È la fecondità, e non la fornicazione, a distruggere l'universo, è il dovere, e non il piacere.

 

Per credere a qualcosa, ai giorni nostri, bisogna essere allucinati.

 

Quando ascolto i nostri sedicenti spirituali propinarci le loro banalità e quando vedo una folla, più di ruminanti che di uomini, prestare orecchio a quelle insulsaggini, mi rendo conto che stiamo diventando stupidi e che meritiamo la sorte a noi riservata.

 

Tutti gli spirituali sono sorpassati, non vi è nessuna differenza tra maghi e preti, ci si rende altrettanto spregevoli a consultare gli uni quanto a rispettare gli altri.

 

Nel caos in cui sprofondiamo vi è più logica che nell'ordine, l'ordine di morte in cui ci siamo
mantenuti per tanti secoli e che si disgrega sotto i nostri passi automatici.

 


   

 

Breviario del caos Breviario del caos
Autore Albert Caraco
Traduttore Tea Turolla
Editore Adelphi, 1998

Questo libro racconta il nostro mondo quale appare se osservato da uno sguardo di rapinosa, disperata lucidità, e lo fissa in brevi blocchi di prosa dal nitore classico, dove le frasi si allineano con naturalezza, simili alle pietre dei muri antichi. C'è in Caraco una violenza compressa, una furia che fa pensare a Céline e Cioran – e insieme la capacità di dare una forma perentoria, martellante, ultimativa alle visioni più azzardate.

 

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di Albert Caraco vedi anche: Post mortem

 

 

 

 

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