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Alessandro Knips Macoppe
Padova 1662 - 1744 Cento aforismi medico-politici, 1795 Aforismi e aforisti - Aforismario |
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XV. Avvicina costumatamente e con rispetto il bel sesso. Sappi che donna spregiata, d'ira subitanea accesa, tenderà spingerti a sollecito malanno. Nelle case de' tuoi clienti tratta con decente compiacenza non solo chi vi signoreggia, ma anche i servi, le fantesche, i cucinieri, e perfino gli stessi cani, perché uno solo di costoro che contro te schiamazzi, di leggieri perverte l'intiera famiglia, ed ardere la fa in tuo danno di pazza nimicizia. I più tenui nei ed i meno elevati bitorzi in un'arte come la nostra di conghietture e di effetto indeterminato, giganteggiano talora al cenno anche soltanto di inutile vecchiarella, e degenerano presso i più in sozze chiasse grondanti tabido marciume.
XVI. Abbi sempre apparecchiata qualche storiella galante, le favolucce della città, le notizie della guerra, e le esponi in tersa dicitura, mescendovi qualche antico dogma, ed usando facete frasi, sonore parole non censurabili e convenientemente eleganti: adempiono queste cose talora le parti di rimedi; ingannerai con esse la tua noja e l'altrui, e toglieraiti d'attorno il querulo ronzio de' curiosi.
XVII. Severo imponi ciò che eseguire si debba a prò dell'infermo; attribuisci pure molta importanza e fino scrupolosa, anche ai più minuti articoli dietetici, affinchè argomenti ognuno che se tanto di studio poni nelle minime cose, attentissimo saprai mostrarti nelle somme.
XVIII. Non ti incresca in avanzata età di tributare anche pubblici encomi a farmaco suggerito da medico più giovane, se per avventura fosse egli o più attivo o più gradevole dei proposti od impiegati da te. Fuggi la malaugurata slealtà di alcuni che sempre tentennano di capo sulle cose altrui, e le cospergono di venefici sarcasmi.
XXVII. Sordido lo speziale non gioisca di rinvenire prescritta nelle tue ricette una diffusa congerie di droghe d'alto prezzo all'effetto che te ne sappia buon grado, che faccia encomi ai tuoi rimedi, onorandoli col titolo di alessi-farmaci, e che ponga sott'occhio a chi passa per via le sfarzose tue ordinazioni. Impiega invece soltanto quei medicinali che la sana pratica riconosce per utili, in non cale tenendo la spietata farmaceutica ingordigia.
XL. In mio senso può il medico permettersi di porgere segretamente in dono ai poverelli od agli amici qualche medicamento. Questo atto di pietà può esercitarsi tanto dalla liberalità dei principi, quanto dalla carità di tutte le persone dabbene.
XLVIII. Offende il decoro chi segretamente coll'opera d'amici va con arte qua e là ripescando pubbliche lodi ai suoi libri, sebbene esempi di tal fatta molti e quotidiani ci parino innanzi. Apprendi ad abbellire il tuo nome col merito tuo personale, non colle ciance altrui, altrimenti il tempo rivelatore d'ogni cosa cancellerà a tuo scorno la caduca tua fama.
LXV. Allo aggravarsi di malattia per la quale decumbe ragguardevole personaggio, tua moglie, il fratello, il padre, associati altro medico nella cura, poichè se malati di tal sorta finiscono per la peggio, il pubblico ed i congiunti del defunto nel designarne la causa ondeggiano talvolta in variantissime e perfino contrarie e sempre disdorose opinioni circa la cura.
LXVII. Regni sul tuo volto imperturbabile tranquillità accanto de' malati: datti anzi a divedere con essi gioviali, e loro favella con dolcezza. Nella infermità che li affligge trovano essi sufficiente argomento di raccapriccio, senza che tu in aggiunta, standotene in fosca e malinconica guardatura, rappresenti loro l'effigie della morte piuttosto che il simulacro gradevole e sospirato della salvezza.
XCII. Non pattuire di pagamento per la cura de' malati: un traffico tanto sguajato è da furbo e da ciarlatano. Mostra sempre un cuore generoso, benchè tuo malgrado ti stringesse crudele indigenza o mancanza del necessario.
XCV. Non isvelare ad alcuno l'onta di certi mali che in particolare affliggono le fanciulle, le donne qualificate, i principi, od altre persone, al cui onore possa in qualche modo tornar danno dalla imprudente rivelazione: nasconder devi anzi nei più profondi penetrali del cuore le fralezze degli uomini e quelle della natura.
XCVI. Costumatissimo ti voglio nello assistere le donne, e se le circostanze esigeranno che tu proceda al tatto del petto, del basso ventre, od alla esplorazione di altre parti più occulte, mostrati costantemente, od almeno ti fingi, insensibile e per così dire di marmo o di gelo. Lurida macchia meritamente riporterebbe il tuo nome, qualora per lubricità di mano, per reità di intenzioni, od anche per sole parole violatore ti facessi delle sacosante leggi del pudore.
Grazie a Gino Ruozzi, uno dei maggiori esperti di scrittura breve, per la prima volta il percorso del genere aforistico in Italia viene presentato in modo organico. Questo 1° volume degli scrittori italiani di aforismi comprende una cinquantina di autori dal Duecento all'Ottocento.
"Alessandro Knips Macoppe, medico e professore di medicina a Padova ai tempi del Casanova (che fu da lui guarito), quando visitava un malato grave gli diceva: 'Amico, state allegro, ché se non è arrivata la vostra ultima ora vi guarirò'". (Piero Chiara, Sale e tabacchi, 1989). No © - Opera di pubblico dominio
Fonte: La politica del medico nell'esercizio dell'arte sua
esposta in cento aforismi del celebre già medico dell'ospedale Civile ed Uniti di Milano, Giovanni Pirotta, 1826 Versione elettronica (e-book): Google Libri Vedi anche Aforisti e aforismi italiani
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