|
Arrigo Cajumi
Torino 1899 - Milano 1955 Pensieri di un libertino, 1947/50 Aforismi e aforisti - Aforismario |
|
Un vecchio libro, un buon couchage, una torta o un caffè. Ecco tutti i piaceri della vita: e poi, bisognerà cancellarne, a mano a mano!
− Qual è quell'animale cieco, sordo, tardigrado, impotente, ostinato, che ogni cosa dimentica, nulla capisce, e persevera nell'errore? − Il risparmiatore, il risparmiatore!
Bisognerebbe davvero, in questo secolo d'idealisti con il cardo sotto la coda, dar l'esempio di un materialismo di buona lega, di un umanesimo epicureo.
Il povero Ambrosini diceva che certe diatribe possono esser risolte solo con l'atto fisico: il peto, il rutto e così via. Per me ci sto.
Finirò per pentirmi di aver dato confidenza a qualcuno. Bisogna vivere e crepare da soli.
Soltanto il vero libertino conosce quanto vi sia di orribile nella donna.
Circa gli ebrei sono del parere di Voltaire: devono espiare di avere inventato il cristianesimo.
In fondo, la grande lezione dei nostri tempi, sarà di dimostrare che, in pieno secolo XX, la massa non ha più indipendenza, cervello, autonomia, di quanto ne avesse nell'anno Mille.
Autore Arrigo Cajumi Editore Einaudi, 1950
Tra il 1935 e il 1945, nella fase più tragica del ventennio nero, in cui Cajumi non stampò un rigo, ma in compenso soffrì arresti, diffide, perquisizioni, nacquero questi "Pensieri di un libertino": annotazione su annotazione, scheda su scheda, in confronto diretto con la letteratura e in uno spirito di spietata verità, umana prima che critica.
Vedi anche Aforisti e aforismi italiani
|
|
Aforisti e aforismi - Aforistica - Avvertenze - Contatti - Torna su
|