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Arthur Schnitzler
Vienna 1862 - 1931 Il libro dei motti e delle riflessioni Buch der Sprüche und Bedenken, 1927 Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Ingannare per una precisa ragione significa quasi essere fedeli.
Non avere alcun motivo per mentire non significa necessariamente essere sincero.
L'ostinazione è l'unica forza del debole... e una debolezza in più.
Puoi impedire a un uomo di rubare, ma non di essere un ladro.
Siamo veramente spietati solo verso le persone che sappiamo di non poter mai perdere.
Anche quelli che ci amano e ci onorano non si sentono a loro agio accanto a noi prima di aver scoperto il nostro punto debole.
Essere pronto è molto, saper attendere è meglio, ma sfruttare il momento è tutto.
Credo alla tua saggezza solo quando viene dal cuore, e alla tua bontà solo quando viene dalla ragione.
Per quanto riguarda i miei dubbi, c'è in essi una tale devozione che potrebbero senz'altro essere più affini alla religiosità di quello che voi chiamate la vostra fede.
Sono i nostri interrogativi sulla divinità a renderci più ricchi, non le scarne risposte che riceviamo.
Il percorso dal sentimento religioso al dogma è infinitamente più lungo di quello dal dogma alla follia religiosa.
Chi crede in Dio può rivolgergli le sue preghiere, per chi lo conosce la preghiera si chiama lavoro.
Qualsiasi rapporto emotivo con Dio è privo di senso, la ribellione non meno dell'adorazione, perché sia l'altare davanti al quale giacciamo nella polvere, sia quello che vogliamo distruggere siamo sempre noi ad averlo innalzato.
Fin quando ogni pazzo, ogni teologo, ogni baciapile e ogni gazzettiere potrà permettersi di intendere e di applicare la parola di Dio secondo come gli garba al momento, qualsiasi discussione su questioni religiose rimarrà sterile.
Il fatto che abbiamo l'idea di un Dio è solo una prova inadeguata della sua esistenza. Una prova più solida è che siamo in grado di dubitare di lui.
Nella cosiddetta deferenza religiosa vibra costantemente un che di bizantino, se non addirittura di vile.
Un'ombra di dubbio già rende la fede un assurdo, anzi in qualche modo la annulla, mentre occasionali accessi di fede non recano alcun danno sostanziale al dubbio, al contrario sembrano appunto legittimarlo.
Nei cosiddetti credenti si manifesta costantemente la tendenza a disprezzare le testimonianze dei nostri sensi, le deduzioni della nostra ragione, e a sostituire un sapere per quanto problematico con la fede, che talvolta, con notevole presunzione, essi amano definire la vera fede... come se questa fosse meno problematica.
Il fatto di avere fede generalmente non è ben chiaro nemmeno a chi ce l'ha. Dubitare, invece, è evidentissimo per ognuno. Solo, non sempre si sa di che cosa.
È risaputo che alcuni credenti di strettissima osservanza hanno dubitato di Dio perché li aveva colpiti una grande sventura... magari per quanto provocata da loro stessi; però non si è mai visto nessuno che abbia perso la fede per aver ottenuto una felicità immeritata.
Se magnificate il Dio senza la cui volontà nemmeno un passero cade dal tetto, perché picchiate il ragazzo che lo abbatte?
La politica è l'argomento prediletto di ignoranti e chiacchieroni, la religione l'argomento prediletto di chi non ha altro a cui pensare e dei codardi. Come professione, la politica è per i duri di cuore e gli irresponsabili, la religione è fatta apposta per i poveri di spirito e gli ipocriti.
Negli ultimi tempi la ragione viene trattata malissimo, anzi è addirittura schernita da mistici, occultisti e credenti perché si dimostra incapace di rispondere a tutti gli interrogativi che le vengono posti. ma quando mai si è creata delle illusioni in questo senso? Se l'avesse fatto, non meriterebbe più di chiamarsi ragione.
Medico, scrittore, psicologo che anticipa nelle sue opere alcune fondamentali concezioni di Freud, Schnitzler è uno degli autori più significativi del fine secolo austriaco. Tra il 1924 e il 1927 Schnitzler riordina con passione aforismi vecchi e nuovi in cui racchiude, col gusto del frammento che caratterizza il suo pensiero, una visione del mondo e una poetica. Il libro viene pubblicato con grande successo: duemila esemplari sono esauriti in pochi giorni e l'accoglienza della critica è entusiastica. Piace lo stile, la ricchezza dei temi, la varietà delle prese di posizione su problemi artistici, morali e religiosi, le relazioni tra i sessi, la società del tempo, giudicata da Schnitzler con rigore e ironia. Si precisa così un'immagine più netta della personalità dell'autore, che decide di mostrare carattere, valori e debolezze senza ipocrisie né autocompiacimento.
Vedi anche Aforisti e aforismi austriaci
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