Emil Cioran

 

 

Emil Cioran

Răşinari 1911 - Parigi 1995

Filosofo e aforista francese di origine rumena

Citazioni ateistiche e anticlericali - Ateosofia

 

 

Sillogismi dell'amarezza, 1952


Come si conviene, ho passato in rassegna tutti gli argomenti in favore di Dio: la sua non esistenza mi è sembrata uscirne intatta. Egli possiede la genialità di farsi infirmare da tutta la sua opera; i suoi difensori lo rendono odioso, i suoi adoratori sospetto. Chi teme di amarlo non ha che da aprire san Tommaso…

 

Senza Dio tutto è nulla. E Dio? Nulla supremo.

 

Ho tolto di mezzo Dio per bisogno di raccoglimento, mi sono sbarazzato di un ultimo seccatore.

 

Qualsiasi fede rende insolenti: acquisita di recente, inasprisce gli istinti peggiori.

 

Quando la feccia sposa un mito, preparatevi a un massacro o, peggio ancora, a una nuova religione.

 

Soltanto uno spirito incrinato può avere aperture sull'aldilà.

 

L'inconveniente di essere nati, 1973


È chiaro come il sole che Dio era una soluzione e che non ne troveremo mai una altrettanto soddisfacente.

 

"Tutto è pieno di dèi" diceva Talete all'alba della filosofia; all'altro capo, a quel crepuscolo cui siamo giunti, possiamo affermare, non solo per bisogno di simmetria, ma anche per rispetto dell'evidenza, che "tutto è vuoto di dèi".

 

Non posseggo la fede, per mia fortuna. Se l'avessi, vivrei nella paura costante di perderla. Quindi, lungi dall'aiutarmi, essa mi nuocerebbe soltanto.

 

Squartamento, 1979


Chi dice saggezza non dice mai saggezza cristiana, perché ciò non è mai esistito né esisterà mai. Duemila anni inutili. Tutta una religione condannata prima di nascere.

 

Confessioni e anatemi, 1987


Finché ci sarà ancora un solo dio in piedi, il compito dell'uomo non sarà finito.

 

Quaderni, 1957-1972,  postumo, 1997


"...e gli ultimi saranno i primi". Promessa che basterebbe da sola a spiegare la fortuna del cristianesimo.

 

Un dio comincia a diventare falso nel momento in cui nessuno si degna di farsi ammazzare per lui.

 

Più gli uomini si allontanano da Dio, più progrediscono nella conoscenza delle religioni.

 

Solo le filosofie e le religioni che adulano l'uomo hanno successo. Il cristianesimo ha dominato per secoli non in virtù del peccato originale, né dell'inferno, ma perché il figlio di Dio si è degnato di incarnarsi.

 

Una forma invidiabile di gloria, forse tra le più belle: legare il proprio nome al crollo di una religione.

 

È falso dire che non possiamo vivere senza dèi. Tanto per cominciare li riduciamo a simulacri, e poi l'uomo sopporta tutto e a tutto si abitua. Non è abbastanza nobile per morire di delusione.

 

La letteratura, la filosofia, la religione, tutto dà troppa importanza all'uomo. 

 

L'idea di Dio ha un solo senso: inventare qualcuno con cui parlare quando non si ha più nessuno a cui rivolgersi.

 

Il cristianesimo è irrimediabilmente perduto se di qui alla fine del secolo non sarà oggetto di terribili persecuzioni. La Chiesa dovrebbe lavorare in segreto per l'avvento al potere degli atei, gli unici che potrebbero ancora salvarlo. 

 

Si può concepire un Dio arbitrario, vendicativo, capriccioso come Yahweh o Zeus, ma non un Dio padre, buono, sollecito come ha fama di essere quello dei cristiani. Se c'è un miracolo, è che questa figura ideale di Padre − mai giustificata dalla realtà, in nessun momento − si sia potuta giustificare per duemila anni. Il "teismo" è veramente un modello di sistema delirante.

 

Per credere bisogna essere tutti d'un pezzo, bisogna anche amare la stabilità, giacché Dio in primo luogo è questo. E poi bisogna poter scrivere verità con la maiuscola, che è quello a cui non mi rassegnerò mai. 

 

Non so più cosa farmene di Dio (ammesso che l'abbia mai saputo).  

 


 

   

 

Quaderni 1957-1972Quaderni 1957-1972
Autore Emil M. Cioran
Traduttore T. Turolla
Editore Adelphi, 2001

 

Alla morte di Cioran, fra i suoi manoscritti furono trovati trentaquattro quaderni dalle copertine identiche. Erano, come si scoprì, i testi a cui per quindici anni, dal giugno 1957 al novembre 1972, egli aveva consegnato la parte più intima e segreta di sé, senza mediazioni di alcun genere. Ma non si tratta di un diario che registra giorno per giorno avvenimenti e pensieri. Sono piuttosto appunti dove si accumulano le annotazioni più varie: brevi, tumultuose riflessioni, sentenze fulminanti, osservazioni su letture, impressioni musicali, ritratti di amici e di nemici, rapide fughe da Parigi, aneddoti, considerazioni sulla storia e sul corso dei tempi, ossessioni, capricci. E la prima reazione che si imporrà al lettore sarà di sbalordimento: quante, incalcolabili cose, e con quanta asciuttezza e rapidità, in ogni ambito, Cioran sapeva capire e farci capire... Viste nel loro insieme di laboratorio segreto, queste pagine diventano poi la rivelazione di una inconfondibile fisiologia, di una sensibilità esasperata che sa presentarsi con il dono dell'immediatezza. Fra parossismi di furore e attacchi di angoscia, Cioran riesce a dirci della vita quelle cose nascoste che si fanno evidenti soltanto a un cronico insonne, malato di lucidità, che poteva dire, con precisione letterale: "la notte mi circola nelle vene". 

 

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Emil Cioran @Aforismario

Sillogismi dell'amarezza - Il funesto demiurgo - L'inconveniente di essere nati

Squartamento - Lacrime e santi - Confessioni e anatemi

Quaderni - Il nulla supremo

 

 

 

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