|
Friedrich Nietzsche L'Antidio Citazioni ateistiche e anticlericali - Ateosofia |
|
Una raccolta di aforismi e citazioni di Friedrich Nietzsche riguardanti dio, la fede e la religione da un punto di vista critico e ateistico.
Umano, troppo umano, 1878
La forte fede dimostra solo la sua forza, non la verità della cosa creduta.
Fra la religione e la vera scienza non esiste parentela, né amicizia e neanche inimicizia.; esse vivono su pianeti diversi. Ogni filosofia che fa brillare nel buio delle sue vedute ultime una coda di cometa religiosa, rende di per sé sospetto tutto ciò che essa presenta come scienza: tutto ciò è presumibilmente ancora religione, sebbene agghindata da scienza.
La riflessione degli uomini che credono alla magia e ai miracoli mira a imporre una legge alla natura: e, detto in breve, il culto religioso è il prodotto di questa riflessione.
Il senso del culto religioso è di influenzare e di esorcizzare la natura a vantaggio dell'uomo, cioè di imprimerle delle leggi che essa di per sé non possiede; mentre nel nostro tempo si vogliono conoscere le leggi della natura per adattarsi a esse.
Le persone a cui la loro vita quotidiana sembra troppo vuota e monotona, divengono facilmente religiose: ciò è comprensibile e perdonabile; solo esse non hanno alcun diritto di esigere religiosità da coloro per i quali la vita quotidiana non scorre vuota e monotona.
Ammesso che in genere si creda, il cristiano ordinario è una pietosa figura, un uomo che veramente non sa contare neanche fino a tre, e che del resto, proprio a causa della sua irresponsabilità, non meriterebbe di essere punito così duramente come il Cristianesimo gli promette.
Il Cristianesimo sorse per alleviare il cuore; ma adesso deve prima opprimerlo, per poterlo poi alleviare. Per conseguenza perirà.
L'opinione piacevole viene accolta come vera: questa è la prova del piacere (o come dice la Chiesa, la prova della forza), di cui tutte le religioni vanno così fiere, mentre se ne dovrebbero vergognare. Se la fede non facesse felici, non sarebbe creduta: quanto poco essa varrà dunque!
Nel mondo non c'è religione abbastanza, neanche solo per abbattere le religioni.
La scienza moderna ha come scopo: meno dolore possibile, vita più lunga possibile − cioè una specie di eterna beatitudine, in verità molto modesta in confronto con le promesse delle religioni.
Nel mondo non c'è abbastanza amore è bontà per poterne far dono anche a esseri immaginari.
Umano troppo umano II, 1879/80
Solo il cristianesimo ha dipinto il diavolo sulla parete del mondo; solo il cristianesimo ha portato il peccato nel mondo. La credenza nei rimedi, che contro di esso offrì, è stata ormai a poco a poco scossa fin nelle più profonde radici: ma ancora sussiste la credenza nella malattia, che esso ha insegnata e diffusa.
Per provare se qualcuno appartiene o non a noi − voglio dire agli spiriti liberi − si esamini il suo sentimento per il cristianesimo. Se il suo atteggiamento verso di esso è in un qualsiasi modo non critico, voltiamogli le spalle: egli ci porta aria non pura e cattivo tempo.
Aurora, 1881
Chi annette al fatto di essere creduto una tale importanza da garantire il cielo a compenso di questa fede e da garantirlo a chiunque, fosse pure un ladrone crocifisso, − costui deve aver sofferto un dubbio orrendo e avere conosciuto ogni specie di crocifissione: altrimenti non comprerebbe a sì caro prezzo i suoi credenti.
Un tempo si cercava di dimostrare che Dio non esiste, − oggi si mostra come ha potuto avere origine la fede nell'esistenza di un Dio, e per quale tramite questa fede ha avuto il suo peso e la sua importanza: in tal modo una controdimostrazione della non esistenza di Dio diventa superflua. Quando una volta si erano confutate le prove addotte "per dimostrare l'esistenza di Dio", restava sempre il dubbio che si potessero trovare ancora prove migliori di quelle già confutate: a quel tempo gli atei non erano capaci di far tavola rasa.
Ci sono forse oggi dai dieci ai venti milioni di uomini, tra i diversi popoli europei, che non "credono" più "in Dio" − è troppo esigere che si facciano segno l'un l'altro? Appena si riconosceranno tali, si faranno anche riconoscere, − diventeranno subito una potenza in Europa, e, fortunatamente, una potenza tra i popoli! Tra le classi! Tra poveri e ricchi! Tra chi comanda e chi soggiace! Tra gli uomini più inquieti e quelli più quieti, più acquietanti.
La gaia scienza, 1882
Le spiegazioni mistiche passano per profonde: la verità è che non sono nemmeno superficiali.
"Dio stesso non può sussistere senza uomini saggi" ha detto Lutero, e a buon diritto; ma "ancora meno può Dio sussistere senza uomini non saggi" − questo il buon Lutero non l'ha detto!
La decisione del cristiano di trovare brutto e malvagio il mondo ha reso il mondo brutto e malvagio.
Oggi contro il cristianesimo decide il nostro gusto, non più le nostre ragioni.
Un'ipotesi inevitabile, in cui l'umanità dovrà sempre ricadere, è a lungo andare più potente della fede più convinta in qualche cosa di non vero (come la fede cristiana). A lungo andare: cioè, in questo caso, in uno spazio di centomila anni.
Se Dio voleva diventare un oggetto d'amore, avrebbe dovuto per prima cosa rinunciare a giudicare e alla giustizia: un giudice, foss'anche un giudice misericordioso, non è oggetto d'amore. Su questo punto la sensibilità del fondatore del cristianesimo non era abbastanza raffinata − era ebreo.
Come? Un Dio che ama gli uomini a condizione che abbiano fede in lui, e che fulmina con sguardi terribili e minacce chi non crede in questo amore! Come? Un amore patteggiato sarebbe il sentimento di un Dio onnipotente! Un amore che neppure è riuscito a padroneggiare il senso dell'onore e l'eccitata sete di vendetta! Com'è orientale tutto questo! "Se io ti amo, a te che importa?" è già una critica sufficiente di tutto il cristianesimo.
Buddha dice: "Non adulare il tuo benefattore!". Si ripeta questa sentenza in una chiesa cristiana: all'istante purificherà l'aria di tutto quanto è cristiano.
"Bene e male sono i pregiudizi di Dio" disse il serpente.
Così parlò Zarathustra, 1885 Vi scongiuro, fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Lo sappiano o no: costoro esercitano il veneficio. Dispregiatori della vita essi sono, moribondi e avvelenati essi stessi, hanno stancato la terra: possano scomparire! Un tempo il sacrilegio contro Dio era il massimo sacrilegio, ma Dio è morto, e così sono morti anche tutti questi sacrileghi.
Al di là del bene e del male, 1886
La fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione.
Crepuscolo degli idoli, 1888
Il concetto di "Dio" è stato fino a oggi la più grande obiezione contro l'esistenza... Noi neghiamo Dio, neghiamo in Dio, la responsabilità: soltanto in questo modo noi redimiamo il mondo.
L’Anticristo, 1888
La forte speranza è uno stimolante vitale molto più grande di qualsiasi particolare felicità che si stia davvero realizzando. Si deve sostenere i sofferenti con una speranza che non possa essere contraddetta da alcuna realtà - che non possa venire cancellata da un adempimento: una speranza ultraterrena.
È falso sino all’assurdo vedere in una “fede”, per esempio nella fede della redenzione per mezzo di Cristo, il segno distintivo del cristiano: soltanto la pratica cristiana, una vita come la visse colui che morì sulla croce, soltanto questo è cristiano…
Se si trasferisce il centro di gravità della vita non nella vita, ma nell’aldilà - nel nulla - si è tolto il centro di gravità alla vita in generale.
L’uomo di fede, il “credente” di ogni specie, è necessariamente un uomo dipendente - un uomo che non può disporre se stesso come scopo, che non può in generale disporre scopi derivandoli da se stesso. Il “credente” non si appartiene, egli può essere soltanto un mezzo, egli deve essere usato, sente la necessità che qualcuno lo usi.
“Fede” significa non voler sapere quel che è vero.
Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unico grande istinto della vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, furtivo, sotterraneo, meschino - lo definisco l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.
Ecce Homo, 1888
L'ateismo, per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento, − come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto.
Dio è una risposta grossolana, una indelicatezza verso noi pensatori −, in fondo è solo un grossolano divieto che ci vien fatto: non dovete pensare!
Che sia io stesso invidioso di Stendhal? Mi ha portato via la più bella battuta da ateo, che avrei potuto dire proprio io: Dio ha la sola scusa di non esistere... Io stesso ho detto da qualche parte: quale è stata, fino a oggi, la più grande obiezione contro l'esistenza? Dio...
Friedrich Nietzsche @Aforismario Aforismi da: Umano, troppo umano - Umano, troppo umano II - Aurora La gaia scienza - Al di là del bene e del male - Il crepuscolo degli idoli Aforismi e Citazioni varie - Video con aforismi Citazioni ateistiche: L'Antidio - La morte di Dio - Legge contro il cristianesimo |
|
Ateosofia - Avvertenze - Contatti - Torna su
|