Friedrich Nietzsche - Legge contro il cristianesimo

 

Friedrich Nietzsche

Röcken 1844 - Weimar 1900

Filosofo e aforista tedesco

Legge contro il cristianesimo

Citazioni ateistiche e anticlericali - Ateosofia

 

 


 

"− Sono stato capito? − Dioniso contro il Crocifisso...".

 

In conclusione di quel famigerato libro che si conviene ai pochissimi, che è L'Anticristo, Nietzsche proclama la sua legge contro il cristianesimo, dietro ai cui ideali umanitari si celano potenti forze nemiche della vita.

 

Legge contro il cristianesimo

Data nel giorno della salvezza, nel primo giorno dell'anno uno
(– il 30 settembre 1888 della falsa cronologia)


Guerra mortale contro il vizio: il vizio è il cristianesimo

 

Prima proposizione. – Viziosa è ogni specie di contronatura. La più viziosa specie d'uomo è il prete: egli insegna la contronatura. Contro il prete non si hanno ragioni, si ha il carcere.

 

Seconda proposizione. – Ogni partecipazione ad un ufficio divino è un attentato alla pubblica moralità. Si deve essere più severi contro i protestanti che contro i cattolici, più severi contro i protestanti liberali che contro quelli di stretta osservanza. Il delittuoso dell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il filosofo.

 

Terza proposizione. – Il luogo maledetto dove il cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia raso al suolo e atterrisca tutta la posterità, in quanto luogo nefando della terra. Vi si allevino serpenti velenosi.

 

Quarta proposizione. – La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante il concetto di "impuro" è il vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.

 

Quinta proposizione. – Chi mangia allo stesso tavolo con un prete sia messo al bando: con ciò egli si scomunica dalla retta società. Il prete è il nostro Ciandala – sia proscritto, affamato, cacciato in ogni specie di deserto.

 

Sesta proposizione. – La storia "sacra" sia chiamata col nome che merita: storia maledetta; le parole "Dio", "salvatore", "redentore", "santo" siano usate come insulti, come marchi d'infamia.

 

Settima proposizione. – Il resto segue da ciò.

L'Anticristo

 


 

   

 

L' anticristoL' anticristo
Maledizione del cristianesimo
Autore Nietzsche Friedrich
Traduttore Masini F.
Editore Adelphi, 1977

 

All' "Anticristo" spetta la funzione di chiudere i conti con il cristianesimo, oggetto sempre più ossessivo delle analisi e degli attacchi dell'ultimo Nietzsche. Il tono è ultimativo, da manifesto, preludio a un'"azione" che doveva essere un attacco radicale a tutta la nostra civiltà. Ma, al tempo stesso, Nietzsche si mostra qui ancora una volta di una sottigliezza psicologica (nel suo senso) prodigiosa, come dimostrano le parole bellissime, e profondamente amiche, sulla figura di Cristo. Mentre la condanna del cristianesimo e della morale convogliano in sé quella, più generale, contro tutte le forze nemiche della vita e capaci di camuffarsi dietro le potenze della religione e della cultura. Contro di esse Nietzsche scende definitivamente in guerra in queste pagine devastatrici, giungendo a siglare, alla fine, la sua "legge contro il cristianesimo" col nome terribile dell'Anticristo, in quanto " trasvalutatore di tutti i valori".

 

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