Giovanni Soriano

Ultime ombre

Pensieri in soluzione atea

Aforismi ateistici e anticlericali - Ateosofia

 

 

Ultime ombre


Qui di seguito alcuni aforismi (tratti da Maldetti. Pensieri in soluzione acida) riguardanti dio, la fede e la religione dal punto di vista di un non credente. A dire il vero, già dovermi definire “non credente” mi dà da pensare: che io, ancora oggi, debba distinguermi per contrapposizione a tutti coloro che credono agli spiriti è per me indicativo del grado di maturità raggiunto dagli esseri umani in tale aspetto della loro vita psichica.

 

Personalmente, non ho mai creduto all’esistenza di alcuna divinità, e persino un evento di portata epocale quale l’annuncio nietzschiano della morte di dio, per quel che mi riguarda, non ha alcun senso; perché dio, per me, non c’è mai stato, e poco importa che per gran parte dell’umanità continui a esserci.

 

Già, perché gli esseri umani, spesso, assurgono a verità non ciò che gli è dimostrato inconfutabilmente come vero, ma ciò che a essi necessita credere come tale. Se dunque così tante persone che in altri aspetti della loro esistenza si dimostrano abbastanza razionali ed equilibrate credono nel trascendente, è perché evidentemente non possono farne a meno, perché non riuscirebbero a reggere il peso di un’esistenza priva di un senso assoluto, in cui la sofferenza e la morte non possiedono alcuna giustificazione. Dio, per molti, è ancora una necessità.

 

Conseguentemente, la fede può essere considerata come un ormai ben strutturato e complesso meccanismo di difesa di tipo psicologico, mediante il quale l’umano allontana da sé quella parte di realtà che non è in grado di accettare.

 

Ma tutto ciò è comprensibile, perché accettare la morte − la propria e quella dei propri cari − come totale e definitivo annientamento dell’individuo, piuttosto che come semplice passaggio ad altra vita, non è facile; perché accettare la sofferenza come semplice fenomeno naturale, piuttosto che come opportunità di redenzione, come prova di fede, come punizione divina o qualsivoglia altro motivo che, in ogni caso, ne giustifichi l’esistenza, non è facile; perché riuscire a rimanere senza risposte laddove non se ne hanno di valide, o accettare come tali anche quelle meno gradevoli, piuttosto che adagiarsi su quelle più comode, non è facile. In poche parole, perché accettare la vita senza consolatorie illusioni e senza false speranze non è facile; per molti, è praticamente impossibile.

 

Ne consegue che l’ateismo, almeno fino a oggi, non è per tutti, anzi è per pochi, quei pochi cui, principalmente, sono rivolti questi miei pensieri.

Giovanni Soriano, 2007

 

Ultime ombre - Pensieri in soluzione atea


Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007

 

Il timore e l’ignoranza hanno generato la religione, il bisogno e la sofferenza la tengono in vita.

 

Bisogna ammettere che l’umano non è stato così narcisista da considerarsi un dio, ma che si è accontentato, molto più modestamente, di riconoscersi soltanto un’origine divina.

 

Visto come stanno le cose in questo mondo, non sorprende per nulla che l’umano se ne sia creato uno ideale nell’aldilà.

 

Ogni religione deve la propria sopravvivenza più che al fatto sia creduta vera, al fatto sia creduta utile.

 

Le religioni hanno sempre una domanda alle loro risposte.

 

Un dio non creerebbe: sarebbe già pago di sé stesso.

 

L’unico vero peccato a questo mondo è credere che il peccato esista.

 

La presunzione di alcuni di aspirare a una vita eterna dovrebbe già bastare a renderli indegni di essa. Certo è, comunque, che basta a renderli indegni di questa vita.

 

Ci vuole davvero una gran fede per nascondersi grossi dubbi.

 

C’è più passione per dio nell’improvvisa bestemmia di un povero disgraziato che nella raccolta preghiera del pio.

 

Dio è la stampella dei paralitici dello spirito.

 

La fede è necessaria per credere in dio contro ogni ragione.

 

Dio non è, semplicemente, un’idea valida, una degna risposta alle nostre domande.

 

Seppure ci fosse un dio, resterebbe tutto ugualmente inspiegato, e seppure spiegabile, ugualmente inutile.

 

Abbiamo bisogno di un dio quanto un pesce di una bicicletta.

 

Il punto fondamentale non è se dio esista o meno, perché per noi non soltanto dio non esiste, ma nemmeno vogliamo esista, e seppure esistesse sapremmo soltanto disprezzarlo.

 

Si dice agnostico chi ha sufficiente coraggio per non credere in dio, ma non ancora abbastanza per negarlo.

 

Ancora qualche millennio soltanto, e le religioni di oggi saranno le superstizioni di domani.

 

Per dio è stato fatale il fatto che agli umani non sia riuscito di crearlo perfetto.

 

Un ultimo favore, se è possibile: quando morirò evitatemi il funerale in chiesa e i discorsi del prete – non potrei difendermi…

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Maldetti. Pensieri in soluzione acidaMaldetti. Pensieri in soluzione acida
Autore Giovanni Soriano
Editore Joker, 2007

 

Le riflessioni di Giovanni Soriano nascono non dalla sedimentazione di impressioni e sollecitazioni, non dal precisarsi di punti di vista e scorci concettuali, non dall’argomentazione di confutazioni. Nascono invece da violenti rigurgiti, dal rigetto di emozioni preconfezionate e preconcetti chirurgicamente e violentemente immessi nel microcosmo della persona, dalla reazione allergica a idee subliminali, crimini invisibili, inoculazioni ideologiche. Soriano ama pungere (pizzicare, accoltellare, mordere) e poi fuggire verso nuove vittime (altrui) da salvare stimolandone il senso critico.

 

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