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Paul Rée Bartelshagen 1849 - Celerina 1901 Le faccende religiose Aforismi ateistici e anticlericali @Ateosofia |
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Una raccolta di aforismi di Paul Rée riguardanti dio, la fede e la religione da un punto di vista critico e ateistico.
Osservazioni psicologiche, 1875 Fede e incredulità non sono qualità morali, bensì opinioni.
Dovremmo noi essere condannati da Dio agli eterni tormenti dell'inferno perché la nostra capacità di giudizio che deriva da Dio trova la rivelazione divina oscura e non degna di fede?
Gli ortodossi odiano gli spiriti liberi perché temono di essere considerati da loro degli sciocchi.
Ci viene impartito l'insegnamento religioso alla stessa età in cui abbiamo le malattie infettive.
Lo Stato si interessa solo dell'utilità, non della verità delle religioni; la filosofia, al contrario, si interessa solo della loro verità e non della loro utilità.
La credenza religiosa di frequente non scaturisce dalla semplicità del cuore, bensì dalla semplicità della testa.
La paura è la madre della fede e l'abitudine la sua balia.
Il carattere dei preti appare più oscuro del carattere degli altri uomini perché si staglia su uno sfondo più chiaro.
Poiché abbiamo l'interesse a credere all'immortalità per desiderio di felicità, dovremmo essere diffidenti nei confronti della verità obiettiva di questa fede.
Non ci riterremmo immortali se ci facesse comodo la convinzione opposta.
I preti sostengono la religione perché la religione li sostenta.
Solo un piccolo numero di preti si occupa di più del contenuto della religione che degli stipendi e più della giustizia divina che del concistoro.
La religione (mi ha detto una brutta fanciulla) all'occasione è necessaria per difendersi dalla disperazione, per esempio quando si è brutti.
Dai preti si esige che debbano avere un determinato sentimento, in un determinato momento e in un determinato luogo: essi debbono simulare.
Osservazioni psicologiche
Autore
Paul Rée
Fu in seguito alla pubblicazione di queste Osservazioni psicologiche che Paul Rée guadagnò la stima e l'amicizia di Nietzsche. L'opera è una raccolta di massime di filosofia morale che, scrive Nietzsche, "colgono ogni volta nel nero centro, che è il nero della natura umana".
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