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Storia dell'Ateismo L'Ottocento - La morte di Dio
Introduzione - Età antica - '500 - '600 - '700 - '800 - '900 |
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1800 Lo scrittore francese Sylvain Maréchal (1750-1803) pubblica il Dizionario degli atei, antichi e moderni, la cui introduzione (Che cos'è un ateo?) costituisce la prima palese rappresentazione dell'ateismo come concezione del tutto naturale.
Il chimico e fisico inglese John Dalton (1766-1844) pubblica Un nuovo sistema di filosofia chimica in cui espone la prima teoria scientifica dell'atomo. Per molti secoli le intuizioni filosofiche atomistiche di Democrito ed Epicuro furono osteggiate dalla chiesa in quanto atee e materialistiche, a favore della teoria aristotelica dei princìpi, ostacolando di fatto il progresso delle scienze fisiche e chimiche.
Il poeta inglese Percy Shelley (1792-1822) pubblica a soli diciannove anni d'età l'opuscolo La necessità dell'ateismo, che gli provoca l'espulsione dall'Università di Oxford.
Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1860) pubblica Il mondo come volontà e rappresentazione prima grande opera filosofica fondata su una visione del mondo completamente atea.
Il filosofo e sociologo francese Auguste Comte (1798-1857) pubblica il primo dei sei volumi del suo Corso di filosofia positiva, in cui sostiene l'esistenza di un'evoluzione (sia storica che ontologica) del pensiero umano attraverso tre stadi: lo stadio teologico o fittizio, lo stadio metafisico o astratto e lo stadio scientifico o positivo.
1830 Il geologo scozzese Charles Lyell pubblica Princìpi di geologia, in cui sostiene che la Terra è in continua e lenta trasformazione secondo modalità ed intensità sempre uguali (teoria dell'attualismo), in aperta contraddizione con la teoria del catastrofismo, secondo la quale, in linea con il racconto biblico, solo gravi catastrofi (come il diluvio universale) potevano alterare la superficie terrestre.
"Come Dio non è nient'altro che l'essenza dell'uomo purificata da ciò che all'individuo umano appare – tanto nel sentire quanto nel pensare – quale limite, quale male, così l'aldilà non è nient'altro che l'al di qua liberato da ciò che appare quale limite, quale male".
1844 Il filosofo ed economista tedesco Karl Marx (1818-1883) pubblica Introduzione alla critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico in cui la religione non è vista come espressione diretta della natura umana, ma come il risultato di una determinata condizione socio-economica che induce gli umani a proiettare la propria salvezza e la propria felicità in un altro mondo. Secondo Marx, dunque, è necessaria un'attività rivoluzionaria che modifichi le condizioni storiche che non consentono la piena autorealizzazione degli individui e che rendono necessaria la credenza nel divino: "La religione è il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo spietato, come è lo spirito di una condizione priva di spirito. Essa è l’oppio dei popoli".
1844 Il filosofo tedesco Max Stirner (1806-1856) pubblica L'unico e la sua proprietà in cui sottopone ad una critica radicale non soltanto Dio e la Chiesa, ma tutto ciò che si tenta di sostituire ad essi e a cui l'individuo dovrebbe subordinarsi: Stato, Umanità, Morale, ecc.: "La devozione ha subìto, nell'ultimo secolo, tanti mai colpi, e il suo essere sovrumano si è sentito chiamare tante mai volte "inumano" che ormai non c'è più alcun gusto ad attaccarla. E tuttavia si sono fatti avanti quasi sempre, come avversari, soltanto uomini morali, che combattevano l'essere supremo in nome di – un altro essere supremo".
Charles Darwin, biologo e naturalista inglese, pubblica L’origine delle specie in cui viene esposta la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale, che costituisce uno dei più duri colpi inferti alla tesi creazionistica della tradizione biblica, seconda la quale tutti gli esseri viventi sarebbero stati creati direttamente ed immutabilmente da Dio.
1861
Il naturalista inglese Thomas Henry Huxley (1825-1895), utilizza per la prima volta il termine “agnosticismo” in occasione di un convegno della Metaphysical Society di Londra, per descrivere la sua posizione di sospensione del giudizio sul problema dell'esistenza di Dio, in antitesi agli antichi gnostici cristiani che pretendevano di possedere una conoscenza superiore del divino. Fu tra i principali sostenitori della teoria evoluzionistica darwiniana, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "mastino di Darwin".
1871Charles Darwin pubblica L’origine dell’uomo in cui teorizza la discendenza della specie umana da altre specie animali, in evidente contrapposizione con la tesi creazionistica della tradizione biblica che vede nell’uomo il protagonista e il fine della creazione stessa.
1871
Il filosofo russo Michail Bakunin (1814-1876) scrive Dio e lo Stato in cui l'idea di Dio è vista come negazione della libertà e della ragione umane, tant'è che "se Dio esistesse bisognerebbe abolirlo".
1871 Il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804) pubblica la prima edizione de La critica della ragion pura in cui sviluppa una critica micidiale delle prove dell'esistenza di Dio (ontologica, cosmologica e teleologica) elaborate nel corso dei secoli dalla teologia.
1871 L'antropologo inglese Edward Tylor (1832-1917) pubblica Cultura primitiva, in cui introduce il termine "animismo", per designare una forma primitiva ed elementare della religione, caratterizzata dalla credenza in un principio vitale (anima) presente sia negli esseri viventi che negli oggetti. Tale credenza, secondo Tylor, si sarebbe originata da deduzioni errate compiute su esperienze altrimenti inspiegabili quali la morte, il sogno, la malattia, l'ipnosi, ecc, che fecero supporre agli uomini primitivi l'esistenza di un'anima capace di staccarsi dal corpo.
1880
Charles Bradlaugh (1833-1891), uomo politico e libero pensatore inglese, viene eletto deputato per la circoscrizione di Northampton ma, rifiutandosi di prestare giuramento sulla Bibbia com'era consuetudine, viene espulso dalla Camera dei Comuni. Bradlaugh monta una campagna nazionale per consentire anche agli atei di sedere in Parlamento, ma quando cercherà di riprendere il suo posto verrà arrestato ed imprigionato nella Torre di Londra. Il Primo Ministro del tempo, Benjamin Disraeli, per evitare di far diventare Bradlaugh un martire, lo fa rilasciare. Rieletto più volte, Bradlaugh prenderà finalmente il suo legittimo posto nel Parlamento inglese nel 1886. Oggi, Charles Bradlaugh è ricordato come il primo ateo militante nella storia della civiltà occidentale.
Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900) pubblica La gaia scienza in cui scrive lo storico annuncio della morte di Dio: “Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso!”. Per la profondità e l'originalità del suo pensiero antiteistico e antireligioso che pervade quasi tutte le sue opere, per la radicalità della sua critica alla morale cristiana e per la notevole influenza esercitata dalle sue idee sull'intera filosofia, Friedrich Nietzsche può essere considerato a buon diritto il maggior rappresentante che l'ateismo abbia mai avuto nel corso della sua storia.
1888 Friedrich Nietzsche pubblica L’Anticristo una vera e propria condanna del cristianesimo e della morale cristiana che preannuncia una trasvalutazione di tutti i valori: “Io condanno il cristianesimo, levo contro la Chiesa cristiana la più tremenda di tutte le accuse […] essa ha fatto di ogni valore un disvalore, di ogni verità una menzogna, di ogni onestà un’abiezione dell’anima”. Vedi: La morte di Dio e la Legge contro il cristianesimo
Editore Bompiani, 2007
Vedi anche: Citazioni ateistiche del '800
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