Oscar Wilde

 

 

L'aura dell'autore famoso

Quando Oscar Wilde

non era ancora Oscar Wilde

Aforistica - Aforismario

 


"Solo la fama e con essa il reddito rendono professionale lo scrittore. Fino a che resta oscuro, appare agli occhi dei conoscenti e degli stessi famigliari nulla più che un innocuo e scontento amateur. (Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001).

 

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Quanto conta il nome dell'autore sul giudizio di un'opera? È più importante il contenuto di una frase o l'autorevolezza di chi la pronuncia? Per verificarlo ho realizzato un piccolo esperimento. Innanzitutto ho pubblicato sulla pagina facebook di Aforismario un aforisma  tratto dal libro di un illustre sconosciuto "Finché c'è vita non c'è speranza":

 

"La felicità è là dove sappiamo che c’è stata o dove pensiamo di trovarla; sempre e comunque – altrove".

 

Qualche ora dopo, ho pubblicato un altro aforisma tratto dallo stesso libro, ma, questa volta, "firmato" Oscar Wilde:

 

"Il futuro ha un solo difetto: quello di diventare invariabilmente presente".

 

Ebbene, il primo aforisma è piaciuto solo a 6 persone e ha ricevuto 2 commenti; il secondo aforisma, di qualità sicuramente non migliore del primo, ma accompagnato dal nome e dalla foto di Oscar Wilde, è piaciuto a 23 persone e ha ricevuto 2 commenti (si tenga conto che all'epoca i fan della pagina facebook di Aforismario erano solo poco più di mille).

 

Si tratta di un caso? Per verificarlo, ho ripetuto l'esperimento a distanza di qualche mese: ho dunque pubblicato un altro aforisma tratto sempre dal libro "Finché c'è vita non c'è speranza":

 

"Per chi aspira a una grande felicità, ogni piccola gioia è una delusione e ogni delusione un’insopportabile beffa".

 

Qualche ora dopo, ho ripubblicato lo stesso aforisma della volta precedente, firmandolo sempre col nome di Oscar Wilde:

 

"Il futuro ha un solo difetto: quello di diventare invariabilmente presente".

 

Ebbene, anche in questo caso si è verificato lo stesso tipo di situazione della volta precedente: il primo aforisma ha ricevuto a malapena 2 apprezzamenti e neppure un commento; il secondo 30 "mi piace" e 3 commenti.

 

Insomma, già da questo piccolo esperimento o, se volete, da questo gioco, risulta in maniera abbastanza evidente come una citazione accompagnata dal nome di un autore "importante" sia accolta con maggior favore rispetto a una citazione dello stesso livello, o persino di livello superiore, il cui autore sia, però, un povero sconosciuto. È come se l'autore famoso emanasse una sorta di aura capace di condizionare positivamente il giudizio del fruitore di un'opera.

 

Ma perché ciò si verifica? Forse il motivo principale è che la maggior parte della gente diffida del proprio giudizio personale e, detto tra noi, molti fanno bene a diffidarne −, per cui non è in grado di decidere autonomamente il valore di un'opera; per farlo ha bisogno di una qualche indicazione esterna che funga da garanzia. Tale garanzia, nel nostro caso, è data dal generale riconoscimento del valore di un autore, che consente a coloro che non sono sicuri delle proprie capacità critiche di esprimere tranquillamente il proprio consenso senza il timore di compromettersi, o di rendersi persino ridicoli, con un apprezzamento eccessivo e non condiviso.

 

Insomma, sembra evidente che le scarse capacità critiche e la naturale tendenza al conformismo della maggior parte delle persone giochino un ruolo di non poco conto nell'espressione di giudizi e opinioni − e questo, com'è noto, non solo in campo artistico e letterario.

 

Se è così, agli autori sconosciuti di oggi non resta che rassegnarsi e pensare che c'è stato un tempo in cui, dopotutto, anche Oscar Wilde non era ancora Oscar Wilde...

 

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L'amministratore di una pagina facebook molto frequentata (probabilmente iscritto anche ad Aforismario) deve aver particolarmente apprezzato il "falso aforisma" di Oscar Wilde, visto che lo ha subito inserito sulla sua pagina senza verificare chi fosse il vero autore.  Il bello è che la frase è stata molto apprezzata: ben 548 "mi piace" e 24 commenti che, probabilmente, molti si sarebbero risparmiati se avessero saputo che l'autore della frase non era il grande Oscar Wilde, ma uno scrittore marginale di un genere marginale.

 


 

 


 

Chi l'ha detto?Chi l'ha detto?
Autore Giuseppe Fumagalli
Editore Hoepli, 1989

Raccolta ordinata e annotata di oltre duemila frasi storiche, citazioni celebri, modi di dire italiani e stranieri, con indicazione delle fonti bibliografiche e persino delle circostanze in cui furono dette.

 

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