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Bruno Barilli Fano 1880 - Roma 1952 Capricci di vegliardo e taccuini inediti, 1901-1952 Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Un artista vero oggi non può che rassegnarsi alla più disperata rassegnazione e presentare il conto alla posterità.
Quello di invecchiare è il peggiore errore che l'uomo possa commettere.
Il pubblico non deve comandare, perché il pubblico vuol dire abitudine; tuttavia sia permesso al pubblico di fischiare, perché fra i fischi nascono i capolavori.
Quando in un teatro il loggione è vuoto è segno che la città non ha cervello.
La cortesia − Superficiale sentimento. Lasci cadere un giornale, ti richiamano in mille, se è invece il portafoglio che ti scivola in terra nessuno ti avvertirà.
Cantanti − che a forza di raccomandarsi alla critica son rimasti senza voce la sera del debutto.
La correttezza è un bel vaso sul quale starebbe bene piantato il fiore dell'intelligenza.
Editori − Il leone è il re degli animali, ma non troverà mai dei tartufi: per stanare i tartufi ci vuole il grugno di un maiale.
Case editrici − criticarle o distruggerle, o meglio scavalcarle.
Gli artisti d'eccezione non ci sono più, c'è soltanto in via d'eccezione, qualche volta, un artista.
Molti milioni di uomini hanno sofferto come il Redentore, ma il mondo non l'hanno salvato.
Ha il talento di avere della fortuna, ma non ha la fortuna di avere talento.
(Fuori catalogo)
Barilli, tra frammenti impossibili, lampi, frasi interrotte, ripetizioni, scatti d'ira, finisce per rappresentare in queste pagine, e in modo folgorante, "il tremolio del tempo". Possiamo leggerle cercando l'ombra della sua musa eccessiva e facinorosa, che esplode in brucianti invettive, in giudizi sarcastici e recriminatori di infantile e senile ferocia.
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