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Carlo Dossi Zenevredo 1849 - Cardina, 1910 Note azzurre, 1870-1907 (postumo, 1912/64) Aforismi e aforisti - Aforismario |
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1. Vi ha risposte che sono insieme una domanda − ottime a protrarre un discorso. E io invece, nelle mie risposte, pongo sempre punti; mai virgole né punti e virgola −.
84. Come l'accensione di una candela dà a questa in una il principio di vita e di morte - così la nascita all'uomo.
93. Regola di onestà - essere buoni tanto da non imbrogliare alcuno, non però tanto buoni da essere da alcuno imbrogliato - Non imbrogliare alcuno né essere imbrogliato.
318 b) Il Diavolo ha resi tali servigi alla Chiesa, che io mi meraviglio com'esso non sia ancor stato canonizzato per santo…
343. Le donne sono tante serrature in cerca di chiave.
492. Chi vuol riposare, lavori.
501. Vi ha gente che è sempre del parere dell'ultimo libro che legge.
514. Che buon tempo! Star lì a fare la fatica di far versi quando ce ne sono tanti già belli e fatti.
515. Creder d'ingegno chi sa molto a memoria − gli è come riputare sapiente chi tiene in casa una grande biblioteca. Molti, anzi, a forza di studio, diventano ignorantissimi.
521. A molti non mancano che i denari per essere onesti.
551. Fa il tuo vero interesse e farai l'interesse di tutti.
579. Le donne hanno il buonsenso dove gli uomini tengono il coglionesimo.
657. S'impara spesso dai ricchi a fare il pitocco.
663. Alle volte, coi libri di teologia e di filosofia, si fa una strenua fatica per capire che quanto si arriva a capire non valeva la pena di esser capito.
691 b) Il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole.
740. Regola di vita − dimenticare il passato, non pensare al futuro, godere il presente.
1176. Speranza – sogno di chi veglia.
1179. Troppo facilmente si dà del birbante, a cui la sorte è contraria, come del galantuomo a cui la sorte sorrise.
1412. Il cane è la bestia, che io, dopo la donna, preferisco.
1680. I bibliofili possessori di biblioteche di cui non volgono una pagina, si possono paragonare agli “eunuchi in un harem”.
1730. Tutti fuggono, perfino gli amici, da chi è colpito da una malattia contagiosa. Va dunque posta, fra le contagiose, anche la bolletta.
1748. Disertore può chiamarsi il suicida.
1807. L'uomo teme gli Iddii, ch'egli stesso creò.
1873. Un libro indegno di essere letto una seconda volta è indegno pure di essere letto una prima.
1977. Perché, o stolti, far birberie fuor delle leggi? c'è tanto posto di farne dentro!
2023. La legge è uguale per tutti gli straccioni.
2239. Ci fu data la lingua, sì, per parlare; ma anche i denti per tenerla assiepata.
2328. Agli esami, i professori cercano più di far sapere allo scolare che loro sanno, che non di conoscere se lo scolare sappia.
2354. Tutti che le hanno godute, dicono che le gioje di questo mondo sono ingannatrici. Ma almeno le hanno godute!
2587. Ove non arriva la pelle di leone, si rappezzi con quella di volpe.
2597. Perché, in generale, si sfugge la solitudine? Perché pochi si trovano in buona compagnia seco.
2828. Il sorriso è alla bellezza, quello che il sale è alle vivande.
2913. Anticamente migliaja di Dei parevano pochi; oggidì uno è di troppo.
3134. Della vita, metà è di desiderio, e metà d'insoddisfazione. La vita è una atroce burletta.
3161. Continuamente nascono i fatti a confusione delle teorie.
3173. Uxor, nomen dignitatis est, non voluptatis. - Teneva la moglie come certi bibliofili tengono i libri - senza toccarli.
3251. Il mio silenzio è più eloquente del tuo parlare.
3263. Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.
3265. Ha bimbi? - No - salvo il marito.
4468. L'arte di un autore, sta nel cancellare.
4471. L'amore vive non solo di sentimento ma di bistecche.
4547. Le ragazze che dicono “se mi sposi ti voglio bene” - equivalgono alle puttane che dicono “dammi 5 lire e sono tua” -.
4720. Scopo della burocrazia è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile maniera e nel più lungo tempo possibile.
5763. Di molte cose pare che non si possa far senza: poi quando si perdono o loro si rinuncia, ci accorgiamo che si può far senza benissimo anche di esse. E così dovrebbe essere anche per la vita che sembra, a chi la possiede, indispensabile.
Note azzurre
Autore: Carlo
Dossi
Saggio: Niccolò Reverdini
Le Note azzurre - il lungo diario contenuto in sedici cartelle azzurro oltremare che Carlo Dossi tenne tra il 1870 circa e il 1907 - rappresentano nella storia letteraria italiana un unicum irripetibile. In apparenza zibaldone di osservazioni e commenti di varia natura, esse sono in realtà un'opera perfettamente conchiusa, specchio deformante di un'epoca di eccezionale importanza nella storia italiana (quella immediatamente successiva alla formazione dello Stato unitario) e immenso serbatoio in cui confluiscono gli umori più sottili dell'intera generazione post-romantica, filtrati attraverso un ingegno alto e capriccioso, estremamente sensibile alle più diverse sollecitazioni. Le notazioni autobiografiche vi si alternano a giudizi letterari e politici spregiudicati, a infiniti spunti di novelle e romanzi mai scritti, ad aforismi esemplari, a sarcasmi violenti e a fantasiose ironie.
Vedi anche Aforisti e aforismi italiani
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