Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Verrà
la morte e avrà i tuoi occhi
Autore Cesare
Pavese
Editore Einaudi, 1981
Le poesie di "Verrà la morte" dall'oggettivazione narrativa fanno ritorno al
soggettivismo lirico, ma trascendono l'antico limite della confessione e dello
sfogo nella sottile sapienza d'un linguaggio poetico che si fa numero, immagine,
valore musicale.
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