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Charles Bukowski Andernach 1920 - San Pedro 1994 Poeta e scrittore statunitense Il capitano è fuori a pranzo The Captain Is Out to Lunch and the Sailors Have Taken Over the Ship, 1998 Aforismi e citazioni - Aforismario |
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28/8/91 11:28 PM Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.
Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.
12/9/91 11:19 PM Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore.
La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.
Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
26/9/91 12:16 AM C'è solo un giudice ultimo della scrittura ed è lo scrittore. Quando diventa preda di critici, redattori, editori e lettori è finito. E naturalmente quando diventa preda della fama e della gloria potete buttarlo a mare insieme agli stronzi.
2/10/91 11:03 PM Nella prossima vita voglio essere un gatto. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati.
3/10/91 11:56 PM Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo.
9/10/91 12:07 PM Ho avuto un'esistenza strampalata e disordinata, in buona parte terribile, assolutamente ingrata. Ma credo che sia il modo in cui mi sono trascinato in mezzo alla merda a fare la differenza.
15/9/92 1:06 AM Se un giorno vedessi anche UNA SOLA persona che fa o dice qualcosa di insolito, mi aiuterebbe a tirare avanti. Invece sono stantii, grigi. Non c'è slancio. Occhi, orecchie, gambe, voci ma... niente. Rinchiusi dentro se stessi, si prendono in giro, fingendo di essere vivi.
e i marinai prendono il comando Autore Charles Bukowski Traduzione Andrea Buzzi Illustrazioni: Robert Crumb Editore Feltrinelli, 2003
Un diario di vita che si snoda tra l'estate del 1991 e l'inverno del 1993, poco
prima che Capitan Bukowski venga meno. Il tema è la morte, attesa senza rimorsi
e con irriverenza perché “la cosa terribile non è la morte, ma la vita che la
gente non vive”. Eppure c'è qualche rammarico: lasciare il mondo, lasciare la
scrittura. Nei pensieri del suo diario di bordo, il Capitano ne ha per tutti:
filosofi, poeti, giornalisti, fotografi, musicisti, poliziotti e Hollywood
intera. Salva la moglie che lo assiste, i musica di Mahler, il computer, medium
ermetico che accudisce il flusso dei pensieri, le corse di cavalli. E le corse
sembrano l'unica ragione degli anni estremi, trascorsi nell'altalenante routine
tra monitor e ippodromo. Un libro al vetriolo; l'ultima grande opera di un
maestro del Novecento, illustrata dal tocco forte di Robert Crumb.
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