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Charles-Louis de Secondat de Montesquieu La Brède 1689 - Parigi 1755 I miei pensieri Mes pensées, 1716/55, postumo 1899/01 Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Lo studio è stato per me il rimedio sovrano contro i dispiaceri della vita, giacché non ho mai avuto un dolore tale che non mi sia passato con un'ora di lettura.
Bisognerebbe riuscire a convincere gli uomini della felicità che essi ignorano, persino quando ne godono.
Noi lodiamo le persone in proporzione alla stima che esse nutrono nei nostri confronti.
L'amicizia è un contratto col quale ci impegniamo a rendere a qualcuno piccoli servigi perché ce li ricambi con dei grandi.
L'amore vuole ricevere tanto quanto dà: è il più personale di tutti gli interessi.
È indubbio che l'amore abbia un carattere diverso dall'amicizia: quest'ultima non ha mai mandato nessuno in manicomio.
Un uomo non è infelice perché ha dell'ambizione, ma perché ne è divorato.
La tristezza viene dalla solitudine del cuore.
Tutte le persone timorose minacciano con facilità: sentono che le minacce avrebbero un grande effetto su di loro.
Il meglio è il nemico mortale del bene.
Molti considerano necessario soltanto il superfluo.
Non stupisce che si provi tanta antipatia per le persone che hanno troppa considerazione di sé: non c'è grande differenza tra lo stimare molto sé stessi e il disprezzare molto gli altri.
Perlopiù gli uomini riescono meglio a compiere le grandi azioni piuttosto che le buone.
Una nobile fierezza si addice alle persone che hanno grandi talenti.
Riflessioni e pensieri inediti
Fin dall'età giovanile, sotto il titolo di Mes Pensées, Montesquieu annotò meticolosamente, redasse estratti, accumulò appunti, fissò schemi e idee che solo in parte utilizzò nei suoi celeberrimi scritti a stampa. Pubblicate per la prima volta a cavallo tra il XIX e il XX secolo, esse conobbero un enorme successo.
Vedi anche Aforisti e aforismi francesi
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