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Donatien Alphonse François de Sade Parigi 1740 - Charenton-Saint-Maurice 1814 Justine o le disavventure della virtù Justine ou les Malheurs de la vertu, 1791 Aforismi e citazioni - Aforismario |
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Quale rispetto possono meritare le religioni? Ve n'è una che non porti il marchio dell'impostura e della stupidità? Che cosa vedo in tutte? Misteri che fan fremere la ragione, dogmi che oltraggiano la natura, cerimonie grottesche che ispirano derisione e disgusto.
Se una legge fra tutte merita specialmente il nostro ribrezzo e il nostro odio, questa è la legge barbara del cristianesimo. Ce n'è una più odiosa? una che ripugni altrettanto profondamente al cuore e allo spirito? Come possiamo noi, uomini ragionevoli, attribuire credito alle parole oscure e ai pretesi miracoli del vile fondatore di questo orribile culto? quale mai ciarlatano fu più degno del pubblico obbrobrio?
La natura non ha alcun bisogno di un padrone che la diriga; da sola mantiene il suo perenne movimento e la sua attività. E se questo padrone esistesse veramente, cosa meriterebbe, oltre a disprezzo e a oltraggio, per aver creato un universo colmo di tante imperfezioni?
Justine o le sventure della virtù Autore François de Sade Traduttore Sardi F. Saba Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2005 Specchio di virtù e di devozione religiosa, Justine racconta alla sorella Juliette, dopo una lunga separazione, le proprie disavventure. La narrazione si trasforma in un vertiginoso viaggio tra frati licenziosi, impenitenti falsari, losche mezzane, aristocratici viziosi: un percorso iniziatico attraverso l'esperienza del libertinaggio, che si snoda circolarmente in discorsi, classificazioni ed enumerazioni. Pubblicato anonimo nel 1791 e subito dichiarato fuorilegge, Justine fu sottratto all'oblio cui lo destinava l"'inferno" della Biblioteca Nazionale di Parigi negli anni Trenta e consegnato alla tradizione letteraria del Novecento.
di Sade vedi anche: La nuova Justine
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