Ecclesiaste

 

Ecclesiaste

Citazioni di Qoèlet

Frasi e massime - Aforismario

 

Vedi anche: Proverbi biblici

 

 


L'Ecclesiaste o Qoèlet (dallo pseudonimo dell'autore) è un testo contenuto nell'Antico Testamento risalente al IV o III secolo a.e.c. L'opera, di autore ignoto che scrive per conto del re Salomone, è composta da 12 capitoli contenenti profonde meditazioni di tono pessimistico sulla vita e sulla vanità dell'esistenza.

 

*** 

Vanità delle vanità, tutto è vanità.

 

Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole.

 

Ciò che è storto non si può raddrizzare e quel che manca non si può contare.

 

Molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.

 

Il saggio ha gli occhi in fronte, ma lo stolto cammina nel buio. Ma so anche che un'unica sorte è riservata a tutt'e due.

 

La sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie,
perché tutto è vanità.

 

Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere.

 

Più felici i morti, ormai trapassati, dei viventi che sono ancora in vita; ma ancor più felice degli uni e degli altri chi ancora non è e non ha visto le azioni malvagie che si commettono sotto il sole.

 

Meglio una manciata con riposo che due manciate con fatica.

 

Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. Infatti, se vengono a cadere, l'uno rialza l'altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi? Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto.

 

Meglio un ragazzo povero ma accorto, che un re vecchio e stolto che non sa ascoltare i consigli.

 

Dolce è il sonno del lavoratore, poco o molto che mangi; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire.

 

Un buon nome è preferibile all'unguento profumato e il giorno della morte al giorno della nascita.

 

È meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa; perché quella è la fine d'ogni uomo e chi vive ci rifletterà.

 

Meglio ascoltare il rimprovero del saggio che ascoltare il canto degli stolti.

 

Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l'ira alberga in seno agli stolti.

 

È buona la saggezza insieme con un patrimonio ed è utile per coloro che vedono il sole; perché si sta all'ombra della saggezza come si sta all'ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede.

 

Non esser troppo scrupoloso né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti? Non esser troppo malvagio e non essere stolto. Perché vuoi morire innanzi tempo?

 

Non fare attenzione a tutte le dicerie che si fanno, per non sentir che il tuo servo ha detto male di te, perché il tuo cuore sa che anche tu hai detto tante volte male degli altri.

 

Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia.

 

Chi scava una fossa ci casca dentro e chi disfà un muro è morso da una serpe.

 

Per negligenza il soffitto crolla e per l'inerzia delle mani piove in casa.

 

Caccia la malinconia dal tuo cuore, allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.

Condividi  


   

 

Qohèlet o EcclesiasteI libri della Bibbia
Qohèlet o Ecclesiaste

Curatore  P. De Benedetti
Traduttore F. Nardoni
Editore Einaudi, 2000

Il libro biblico attribuito a Salomone, celebre lamento sulla vanità di tutte le cose materiali.

 

internet bookshop Cerca libri sull'Ecclesiaste su internet bookshop

 

 

 

 

Aforismario Home Page - Diventa fan di aforismario su facebook

Frasi e massime - Mappa del sito - Avvertenze - Contatti - Torna su