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Emil Cioran Răşinari 1911 - Parigi 1995 Filosofo e aforista francese di origine rumena Quaderni Cahiers 1957-1972 (postumo, 1997) Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Per paura di essere uno qualsiasi, ho finito col non essere niente.
La sua mancanza di talento rasentava il genio...
Se tutto continua, il motivo è che gli uomini non hanno il coraggio di disperare.
L'unica cosa a cui ho mirato quaggiù è stata di rendermi indifferente sia alla vita sia alla morte. Non ci sono riuscito.
C'è un solo modo per possedere tutto: non desiderare niente.
Saper dosare la banalità e il paradosso: è tutta qui l'arte del frammento.
Quando non abbiamo uno scopo verso cui convergano tutte le nostre azioni, amiamo solo il pensiero discontinuo, spezzato, immagine della nostra vita andata in frantumi.
Appartengo a coloro che, fra il sistema e il caos, propenderanno sempre per il caos.
"...e gli ultimi saranno i primi". Promessa che basterebbe da sola a spiegare la fortuna del cristianesimo.
Un dio comincia a diventare falso nel momento in cui nessuno si degna di farsi ammazzare per lui.
Più gli uomini si allontanano da Dio, più progrediscono nella conoscenza delle religioni.
Solo le filosofie e le religioni che adulano l'uomo hanno successo. Il cristianesimo ha dominato per secoli non in virtù del peccato originale, né dell'inferno, ma perché il figlio di Dio si è degnato di incarnarsi.
Una forma invidiabile di gloria, forse tra le più belle: legare il proprio nome al crollo di una religione.
È falso dire che non possiamo vivere senza dèi. Tanto per cominciare li riduciamo a simulacri, e poi l'uomo sopporta tutto e a tutto si abitua. Non è abbastanza nobile per morire di delusione.
La letteratura, la filosofia, la religione, tutto dà troppa importanza all'uomo.
L'idea di Dio ha un solo senso: inventare qualcuno con cui parlare quando non si ha più nessuno a cui rivolgersi.
Il cristianesimo è irrimediabilmente perduto se di qui alla fine del secolo non sarà oggetto di terribili persecuzioni. La Chiesa dovrebbe lavorare in segreto per l'avvento al potere degli atei, gli unici che potrebbero ancora salvarlo.
Si può concepire un Dio arbitrario, vendicativo, capriccioso come Yahweh o Zeus, ma non un Dio padre, buono, sollecito come ha fama di essere quello dei cristiani. Se c'è un miracolo, è che questa figura ideale di Padre − mai giustificata dalla realtà, in nessun momento − si sia potuta giustificare per duemila anni. Il "teismo" è veramente un modello di sistema delirante.
Per credere bisogna essere tutti d'un pezzo, bisogna anche amare la stabilità, giacché Dio in primo luogo è questo. E poi bisogna poter scrivere verità con la maiuscola, che è quello a cui non mi rassegnerò mai.
Non so più cosa farmene di Dio (ammesso che l'abbia mai saputo).
Autore Emil M. Cioran
Alla morte di Cioran, fra i suoi manoscritti furono trovati trentaquattro quaderni dalle copertine identiche. Erano, come si scoprì, i testi a cui per quindici anni, dal 1957 al 1972, egli aveva consegnato la parte più intima e segreta di sé, senza mediazioni di alcun genere. Ma non si tratta di un diario che registra giorno per giorno avvenimenti e pensieri. Sono piuttosto appunti dove si accumulano le annotazioni più varie: brevi, tumultuose riflessioni, sentenze fulminanti, osservazioni su letture, impressioni musicali, ritratti di amici e di nemici, rapide fughe da Parigi, aneddoti, considerazioni sulla storia e sul corso dei tempi, ossessioni, capricci. E la prima reazione che si imporrà al lettore sarà di sbalordimento: quante, incalcolabili cose, e con quanta asciuttezza e rapidità, in ogni ambito, Cioran sapeva capire e farci capire...
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