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Émile Henry
Barcellona 1872 - Parigi 1894 Aforismi di un terrorista Pensées, 1896 (postumo) Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Tra la beatitudine dell’incoscienza e l’infelicità di sapere, io ho scelto.
L’odio che non poggia su una bassa invidia, ma su un sentimento generoso, è una passione sana e potentemente vitale.
Più amiamo il nostro sogno di libertà, di forza e di bellezza, più dobbiamo odiare ciò che si oppone al suo avvenire.
C’è un solo partito nella storia del progresso umano, è il partito del movimento.
Vi è un diritto che prevale su tutti gli altri, è il diritto all’insurrezione.
Quanti esseri hanno attraversato la vita senza mai svegliarsi! E quanti altri si sono accorti che stavano vivendo solo per il monotono tic-tac degli orologi!
Una volontà che si spinge fino al suicidio può generare una dedizione definitiva e senza speranza.
Amo tutti gli uomini nella loro umanità e per quello che dovrebbero essere, ma li disprezzo per quello che sono.
Il 5 febbraio 1894 avviene l’esecuzione capitale dell’anarchico Vaillant, Emile Henry torna a Parigi sotto mentite spoglie e decide di vendicarlo. Il 12 febbraio lancia quindi una bomba all’interno del Café Terminus, ma viene inseguito e arrestato alla fine di una furiosa colluttazione in strada, durante la quale resta uccisa una guardia. Processato il 27 aprile, Henry è condannato a morte e recluso alla Grande Roquette, dove scrive gli aforismi di questo libro, pubblicati la prima volta col titolo di “Pensées” su Le Libertarie n. 28 del 23-29 maggio 1896 (poi apparsi nel n. 7 del febbraio 1907 dei Documents d’histoire che Fortuné Henry, fratello di Emile, pubblicava a Aiglemont, nelle Ardenne). Emile viene ghigliottinato a Parigi il 21 maggio 1894.
Vedi anche Aforisti e aforismi francesi
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