Albert Einstein 

 

Albert Einstein

Ulm 1879 - Princeton 1955
Fisico tedesco naturalizzato svizzero, poi statunitense

Aforismario

 

Pensieri su vari argomenti

Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso.

 

Non mi preoccupo mai del futuro, arriva sempre abbastanza presto.

 

Un uomo felice è troppo soddisfatto del presente per pensare molto al futuro.

 

C'è una sola strada che porta gli uomini alla vera grandezza umana: la dura scuola delle sventure.

 

Per essere certi di venir accolti con favore dagli uomini, è meglio offrire loro del cibo per lo stomaco che per la mente.

 

La paura o la stupidità sono sempre state alla base della maggior parte delle azioni umane.

 

Le cose più preziose della vita non sono quelle che si comprano col denaro.

 

Se non c'è un prezzo da pagare, allora non ha valore.

 

Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.

 

Se vuoi una vita felice, devi dedicarla a un obiettivo, non a delle persone o cose.

 

I grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione dei mediocri, i quali non sanno capire l'uomo che non accetta i pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio usa la propria intelligenza.

 

Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità.

 

La sfortuna si adatta incommensurabilmente bene al genere umano: meglio del successo.

 

Le persone sono come le biciclette: riescono a mantenere l'equilibrio solo se continuano a muoversi.

 

La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.

 

Si è molto vicino al vero quando si dice che è facile dare dei consigli giusti e assennati agli altri, ma è difficile agire in modo giusto e assennato.

 

Spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza.

 

Il matrimonio è il tentativo fallimentare di trasformare un caso in qualcosa di duraturo.

 

Tutti i matrimoni sono pericolosi.

 

Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l'altro come se tutto fosse un miracolo.

 

Pensieri sulla scienza

E = mc2

(Equazione della Relatività ristretta: l'energia è uguale alla massa moltiplicata per la velocità della luce al quadrato).

 

I più grandi scienziati sono sempre anche degli artisti.

 

Finché le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non sono certe, e finché sono certe, non si riferiscono alla realtà.

 

Rispetto alla realtà tutta la nostra scienza è primitiva e infantile, eppure è la cosa più preziosa che abbiamo.

 

Uno scienziato è una mammola quando ha sbagliato lui e un leone ruggente quando scopre l'errore di un altro.

 

Tutta la scienza non è altro che un raffinamento del pensiero comune.

 

Tutta la nostra scienza, in confronto con la realtà, è primitiva e infantile, e tuttavia è la cosa più preziosa che abbiamo.

 

Difficilmente troverete uno spirito profondo nell'indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità.

 

A perenne vanto della scienza sta il fatto che essa, agendo sulla mente umana, ha vinto l'insicurezza dell'uomo di fronte a se stesso e alla natura.

 

La scienza non può stabilire dei fini e tanto meno inculcarli negli esseri umani; la scienza, al più, può fornire i mezzi con i quali raggiungere certi fini. Ma i fini stessi sono concepiti da persone con alti ideali etici.

 

La scienza può solo accertare ciò che è, ma non ciò che dovrebbe essere, e al di fuori del suo ambito restano necessari i giudizi di valore di ogni genere.

 

Esiste una passione per la comprensione proprio come esiste una passione per la musica; è una passione molto comune nei bambini, ma che poi la maggior parte degli adulti perde.

 

Pensieri sulla pace e sulla guerra

Finché ci saranno gli uomini, ci saranno le guerre.

 

Uccidere in guerra non è affatto meglio che commettere un banale assassinio.

 

Chi ha cari i valori della cultura non può non essere pacifista.

 

Che un uomo provi piacere a marciare in riga sulle cadenze di una banda, basta a farmelo disprezzare.

 

La guerra non è un gioco da salotto in cui tutti rispettano le regole. Quando ci sono in ballo la vita e la morte, le regole e gli obblighi vanno a farsi benedire. Qui soltanto il ripudio totale della guerra può essere utile.

 

Da quando è stata approntata la prima bomba atomica nessun tentativo è stato fatto per rendere il mondo più sicuro dalla guerra, mentre molto è stato fatto per aumentare la capacità distruttrice della guerra stessa.

 

I bambini non danno retta all'esperienza dei genitori e le nazioni ignorano la storia. Le brutte lezioni vanno sempre imparate da capo.

 

Il nazionalismo è una malattia infantile; è il morbillo dell'umanità.

 

Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sì: con bastoni e pietre. (attribuita)

 

Pensieri su Dio e religione

Sono un non credente profondamente religioso.

 

Credo nel Dio di Spinoza che si rivela nell'armonia di tutto ciò che esiste, ma non in un Dio che si occupa del destino e delle azioni degli esseri umani.

 

Non credo in un Dio personale e non ho mai nascosto questa mia convinzione, anzi l'ho espressa chiaramente. Se c'è in me qualcosa che si può definire sentimento religioso, è proprio quella sconfinata ammirazione per la struttura del mondo nei limiti in cui la scienza ce la può rivelare.

 

Se Dio ha creato il mondo, non possiamo dire che si sia preoccupato molto di facilitarne la comprensione.

 

La mia religiosità consiste in un'umile ammirazione di quello Spirito immensamente superiore che si rivela in quel poco che noi, con il nostro intelletto debole e transitorio, possiamo comprendere della realtà.

 

La scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca.

 

I geni religiosi di tutte le epoche si sono distinti per questo tipo di sentimento religioso, che non concepisce né dogma né Dio a immagine dell'uomo; e così non ci possono essere chiese i cui principali insegnamenti siano basati su questi principi.

 

Com'è difficile riuscire a dare uno sguardo alle carte di Dio, ma non credo per un solo istante che Egli giochi a dadi.*

 

Come io vedo il mondo


The world as I see it, 1934

 

Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell'esistenza degli altri individui.

 

Senza personalità creatrici capaci di pensare e giudicare liberamente, lo sviluppo della società in senso progressivo è altrettanto poco immaginabile quanto lo sviluppo della personalità individuale senza l'ausilio vivificatore della società.

 

Una comunità sana è legata tanto alla libertà degli individui quanto alla loro unione sociale.

 

Il benessere e la felicità non mi sono mai apparsi come la meta assoluta (questa base della morale la definisco l'ideale dei porci).

 

Disprezzo profondamente chi è felice di marciare nei ranghi e nelle formazioni al seguito di una musica: costui solo per errore ha ricevuto un cervello; un midollo spinale gli sarebbe più che sufficiente.

 

Chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere.

 

Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per cosi dire morto; i suoi occhi sono spenti.

 

La condotta etica dell'uomo deve basarsi effettivamente sulla compassione, l'educazione e i legami sociali, senza ricorrere ad alcun principio religioso. Gli uomini sarebbero da compiangere se dovessero essere frenati dal timore di un castigo o dalla speranza di una ricompensa dopo la morte.

 

Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall'io.

 

Non credo affatto alla libertà dell'uomo nel senso filosofico della parola. Ciascuno agisce non soltanto sotto l'impulso di un imperativo esteriore, ma anche secondo una necessità interiore.
L'aforismo di Schopenhauer: "È certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere che ciò che vuole" mi ha vivamente impressionato fin dalla giovinezza; nel turbine di avvenimenti e di prove imposte dalla durezza della vita, quelle parole sono sempre state per me un conforto e una sorgente inesauribile di tolleranza.
Aver coscienza di ciò contribuisce ad addolcire il senso di responsabilità che facilmente ci mortifica e ci evita di prendere troppo sul serio noi come gli altri; si è condotti cosi a una concezione della vita che lascia un posto singolare all'humour.

 

Ben singolare è la situazione di noialtri mortali. Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita; egli non sa il perché., ma assai spesso crede di averlo capito. Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia. Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore e interiore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ricevuto e ciò che ancora ricevo. Sento il bisogno di condurre una vita semplice e ho spesso la penosa consapevolezza di chiedere all'attività dei miei simili più di quanto non sia necessario. Mi rendo conto che le differenze di classe sociale non sono giustificate e che, in fin dei conti, trovano il loro fondamento nella violenza; ma credo anche che una vita modesta sia adatta a chiunque, per il corpo e per lo spirito.

 

Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dall'esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimenti religiosi. Voi direte: ma ha dunque un senso porre questa domanda. Io vi rispondo : chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere.

 

La crisi come benedizione


Brano tratto dal web. Fonte originale sconosciuta.

 

Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall'angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce le proprie sconfitte e i propri errori alla crisi, violenta il proprio talento e mostra maggior interesse per i problemi piuttosto che per le soluzioni. La vera crisi è l'incompetenza. Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora; senza crisi qualsiasi vento diventa una brezza leggera. Parlare di crisi significa promuoverla; non parlarne significa esaltare il conformismo. Cerchiamo di lavorare sodo, invece. Smettiamola, una volta per tutte, l'unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.

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Libri di Albert Einstein

Il mondo come io lo vedoIl mondo come io lo vedo
Traduttore W. Mauro
Editore Newton Compton, 2012

Questo libro costituisce la prima raccolta di lettere e articoli non scientifici di Einstein, pubblicata per la prima volta in Germania nel 1934 e subito tradotta per il pubblico americano. L'antologia mostra gli interventi dello scienziato su temi d'importanza cruciale, quali il rapporto tra scienza e religione, l'asservimento del mondo scientifico tedesco ai dettami di Hitler, il femminismo, il sionismo e l'ebraismo.

 

Pensieri di un uomo curiosoPensieri di un uomo curioso

Curatrice: Alice Calaprice

Prefazione: Freeman Dyson
Editore: Mondadori, 1999

 

Dalla documentazione conservata alla Princeton University, sede dell'archivio Einstein, oltre 500 riflessioni di Albert Einstein - per la massima parte inedite in Italia - organizzate secondo un preciso ordine tematico e cronologico che ci consente di seguire l'evoluzione delle sue idee, dalle affermazioni fatte a diciassette anni, quando ancora era un ragazzo, alle parole della piena maturità, pronunciate a settantasette anni. Un testo che ci permette di scoprire i diversi lati della personalità del grande scienziato, un uomo che, dopo un primo periodo di sincera sorpresa per la fama che lo circondava, è poi arrivato a detestare l'interesse suscitato da tutti i suoi atti.

*Frase spesso sintetizzata con la più nota:

"Dio non gioca a dadi con l'universo".

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