Fëdor Dostoevskij  

 

Fëdor Dostoevskij

 Mosca 1821 - San Pietroburgo 1881
Scrittore e filosofo russo

Aforismario

 

L'affittacamere, 1847 


Dai la libertà all'uomo debole, ed egli stesso si legherà e te la riporterà. Per il cuore debole la libertà non ha senso.

 

Le notti bianche, 1848  


Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?  

 

Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra. 

 

Il villaggio di Stepànčikovo, 1859 


Un'anima meschina, sottrattasi all'oppressione, opprimerà a sua volta.

 

La gioventù ha a volte uno smisurato amor proprio, e l'amor proprio giovanile è quasi sempre pusillanime.  

 

Memorie dalla casa dei morti


Zapiski iz mërtvogo doma, 1861

 

Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone.

 

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! – Guardate piuttosto come ride.

 

Un essere che s'adatta a tutto: ecco, forse, la miglior definizione che si possa dare dell'uomo.

 

Umiliati e offesi, 1861


Dicono che chi è sazio non può capire chi è affamato; io aggiungo che un affamato non capisce un altro affamato.

 

In sostanza la morale non è che una comodità, una cosa escogitata per rendere la vita più confortevole.  

 

Memorie dal sottosuolo


Zapiski iz podpol´ja, 1864

 

Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a sé stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono infine, di quelle che l'uomo ha paura di svelare perfino a sé stesso, e ogni uomo perbene accumula parecchie cose del genere.

 

Di che può parlare un uomo perbene con il maggior piacere? Risposta: di sé.

 

Certo, certo sarò un logorroico, un innocuo e fastidioso logorroico, come tutti noi. Ma che fare se la prima e unica destinazione dell'uomo intelligente è la chiacchiera, cioè il meditato travasamento di un vuoto in un vuoto più grande?

 

Non soltanto una coscienza eccessiva, ma la coscienza stessa è una malattia.  

 

Può forse un uomo cosciente avere il minimo rispetto di sé?

 

Tutti gli uomini immediati e d'azione sono attivi proprio perché ottusi e limitati.

 

L'uomo, sempre e ovunque, chiunque fosse, ha amato agire così come voleva, e non come gli ordinavano la ragione e il tornaconto; infatti si può volere anche contro il proprio tornaconto.

 

L'uomo ha tanta passione per il sistema e la deduzione astratta, che è disposto ad alterare deliberatamente la verità, è disposto a non vedere e non sentire, pur di giustificare la propria logica.

 

La sofferenza, questa è l'unica causa della consapevolezza.

 

Credo che la migliore definizione che si possa dare dell'uomo sia questa: creatura bipede ed ingrata!

 

L'uomo ama costruire, e tracciare strade, è pacifico. Ma da che viene che ami appassionatamente anche la distruzione e il caos?

 

Il volere umano, molto spesso e anzi il più delle volte si trova assolutamente e cocciutamente in contrasto con il raziocinio.  

 

La civiltà ha reso l'uomo, se non più sanguinario, in ogni caso più ignobilmente sanguinario di quanto fosse un tempo.

 

Vivere oltre i quarant'anni è di cattivo gusto.  

 

Credo che la migliore definizione che si possa dare dell'uomo sia questa: creatura bipede ed ingrata!

 

Delitto e castigo


Prestuplenie i nakazanie, 1866

 

Mentire alla propria maniera è quasi meglio che dire una verità che appartiene ad altri; nel primo caso, tu sei una persona, ma nel secondo sei solo un pappagallo!

 

Soffrire e piangere significa vivere.

 

A volte l'uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza. 

 

Per aiutare, bisogna anzitutto averne il diritto. 

 

Anche una vestale si può sedurre con l'adulazione.

 

Il criminale, nel momento in cui compie il delitto, è sempre un malato.  

 

Le piccole cose hanno la loro importanza: è sempre per le piccole cose che ci si perde.

 

La povertà non è un vizio; ma la miseria, la miseria è vizio. Nella povertà voi conservate ancora la nobiltà dei vostri sentimenti innati; nella miseria, invece, nessuno mai la conserva. 

 

Cos'è che la gente teme più di tutto? Un passo nuovo, una parola nuova soprattutto essa teme.

 

A tutto si abitua quel vigliacco che è l'uomo.

 

Gli uomini veramente grandi mi pare che debbano provare in questo mondo una gran tristezza.

 

Per agire intelligentemente non basta l'intelligenza.

 

Un punto da chiarire è se la malattia determini il delitto o se il delitto stesso, per virtù propria, non sia sempre accompagnato da qualche fenomeno morboso.

 

Il giocatore


Igrok, 1866

 

L'uomo ama vedere il suo migliore amico umiliato davanti a lui. Per la maggior parte degli uomini, l'amicizia è fondata sull'umiliazione. 

 

Ci sono due modi di giocare: uno da gentleman, l'altro invece plebeo, venale, insomma il modo di giocare di una canaglia qualsiasi.

 

È forse possibile accostarsi al tavolo da gioco senza farsi immediatamente contagiare da superstiziosi presentimenti?

 

I giocatori sanno bene che si può resistere addirittura per ventiquattr'ore di seguito con le carte in mano senza neanche gettare un'occhiata a destra o a sinistra.

 

Un vero giocatore sa bene cosa vogliono dire certi "scherzi" del caso.

 

C'è una voluttà nell'estremo grado dell'umiliazione e dell'avvilimento.

 

Dappertutto gli uomini non fanno altro che togliersi o vincersi qualcosa a vicenda. 

 

E perché il gioco sarebbe peggiore di un qualsiasi altro mezzo di far denaro, per esempio, magari del commercio? 

 

L'idiota


Idiot, 1869

 

Nell'amore astratto per l'umanità quasi sempre si finisce per amare solo sé stessi.

 

La bellezza salverà il mondo.

 

La compassione è la più importante e forse l'unica legge di vita dell'umanità intera. 

 

La bellezza è un enigma.

 

Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone.

 

Uccidere chi ha ucciso è, secondo me, un castigo non proporzionato al delitto. L'assassinio legale è assai più spaventoso di quello perpetrato da un brigante.  

 

L'anima altrui è solo tenebra.   

 

L'importante sta nella vita, solo nella vita, nel processo della sua scoperta, in questo processo continuo e ininterrotto, e non nella scoperta stessa!

 

I demoni


Besy, 1871

 

L'uomo non ha fatto altro che inventare Dio per vivere senza uccidersi.

 

Dio è il dolore che nasce dalla paura della morte.

 

Se non c'è Dio, io sono Dio.  

 

L'assoluto ateismo si trova sul penultimo gradino della scala verso la fede perfetta (che faccia o no l'ultimo passo), mentre l'indifferenza non ha nessuna fede, ma soltanto una stolida paura.

 

Un dolore autentico, indiscutibile, è capace di rendere talvolta serio e forte, sia pure per poco tempo, anche un uomo straordinariamente leggero; non solo, ma per un dolore vero, sincero, anche gli imbecilli son diventati qualche volta intelligenti, pure, ben inteso, per qualche tempo.

 

La paura del nemico distrugge il rancore verso di lui. 

 

Bisogna essere davvero un grand'uomo per saper resistere anche contro il buon senso. 

 

Il piacere dell'elemosina è un piacere altezzoso e immorale, il piacere del ricco che si compiace della propria ricchezza, del potere, e del confronto tra la propria importanza e quella del mendico. 

 

L'elemosina deprava sia colui che dà, e sia colui che prende, e per di più non raggiunge lo scopo, perché non fa che rafforzare la mendicità.

 

L'uomo è infelice perché non sa di essere felice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante.

 

La verità reale è sempre inverosimile.

 

Per rendere la verità più verosimile, bisogna assolutamente mescolarvi della menzogna. La gente ha sempre fatto così. 

 

La vita è dolore, la vita è paura e l'uomo è infelice. Ora tutto è dolore e paura. Ora l'uomo ama la vita, perché ama il dolore e la vita.

 

Vi sarà l'uomo nuovo, felice, superbo. Colui al quale sarà indifferente vivere o non vivere, quello sarà l'uomo nuovo. Colui che vincerà il dolore e la paura, sarà lui Dio. E quell'altro Dio non ci sarà più. 

 

Non si può amare ciò che non si conosce. 

 

L'uomo, oltre a volere la felicità, ha un eguale, identico bisogno anche della sventura. 

 

Per rendere la verità più verosimile, bisogna assolutamente mescolarvi un po' di menzogna.

 

Il sogno di un uomo ridicolo, 1877


Sulla nostra terra noi possiamo amare in realtà solo col tormento e solo per mezzo del tormento.

 

Credo che i sogni nascano non dalla ragione, ma dal desiderio, non dalla testa, ma dal cuore.

 

I fratelli Karamazov


Brat´ja Karamazovy, 1878-1880

 

Si qualifica spesso come "efferata" la crudeltà degli uomini, ma è una cosa straordinariamente ingiusta e offensiva per le fiere.

 

Se il giudice fosse giusto il criminale non sarebbe colpevole. 

 

La donna, solo il diavolo sa cos'è.

 

L'inferno è la sofferenza di non poter più amare.

 

Il prossimo mi sembra impossibile amare, a differenza forse di chi sta lontano. 

 

Penso che se il diavolo non esista, ma che l'abbia creato l'uomo, che l'abbia creato a sua immagine e somiglianza. 

 

I bambini si possono amare anche da vicino, anche quelli sudici, anche quelli brutti di viso (ma a me sembra, però, che i bambini non siano mai brutti di viso).  

 

Chi genera non è ancora padre, un padre è chi genera e chi lo merita.

 

Se Dio non esiste, tutto è permesso.

 

Libri di Dostoevskij

Le notti bianche Le notti bianche
Editore Einaudi, 2006

Il giovane protagonista della vicenda è un sognatore. Immerso in uno sciame di pensieri e fantasticherie, nelle lucide notti estive, il giovane intraprende in solitudine lunghe passeggiate per le vie cittadine fino al sorprendente incontro con Nasten'ka, un altro essere notturno, e al sogno di un'avventura meravigliosa.

 

Delitto e castigoDelitto e castigo
Autore Fëdor Dostoevskij
Editore Einaudi, 2005

È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura.

 

I demoni I demoni
Editore Einaudi, 2006

Verchovenskij, guidato ideologicamente dal demoniaco Stavrogin, è a capo di un'organizzazione nichilista e lega i suoi seguaci con una serie di delitti. Solo il suicidio di Stavrogin che si impicca nella soffitta del suo appartamento, sembra porre fine all'azione di questi "demoni".

 

I fratelli KaramazovI fratelli Karamazov
Editore Einaudi, 2005

 

I tre figli di Fëdor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma...

 

"Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni". Questa celebre citazione è davvero di Dostoevskij? Se conosci la risposta, fallo sapere ad Aforismario.

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