Marco Tullio Cicerone 

 

Marco Tullio Cicerone

Arpino106 a.e.c. - Formia 43 a.e.c.
Filosofo, scrittore e politico romano

Aforismario

 

Sull'oratore


De oratore, 55 a.e.c.

 

La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio dell'antichità.

 

Il volto è lo specchio dell'anima.

 

Sulla repubblica


De re publica, 54/52 a.e.c.

 

Nei dissensi civili, quando i buoni valgono più dei molti, i cittadini si devono pesare, non contare.  

 

L'oratore


Orator, 46 a.e.c.

 

Nulla è difficile per chi ama.

 

Per chi aspira al primo posto non è indecoroso fermarsi al secondo o al terzo.

 

Conversazioni a Tusculum


Tusculanae disputationes, 45 a.e.c.

 

È meglio ricevere che commettere ingiustizia.

 

Il sonno è immagine della morte.

 

Sui limiti del bene e del male


De finibus bonorum et malorum, 45 a.e.c.

 

Il miglior condimento del cibo è la fame.

 

Sulle profezie


De divinatione, 45/44 a.e.c.

 

Nulla di tanto assurdo può essere detto che non venga sostenuto da qualche filosofo.

 

Sull'amicizia


Laelius de amicitia, 44 a.e.c.

 

Non sono l'acqua e il fuoco, come dicono, a esser utili in tante situazioni, è l'amicizia.

 

L'amicizia comporta moltissimi e grandissimi vantaggi, ma ne presenta uno nettamente superiore agli altri: alimenta buone speranze che rischiarano il futuro e non permette all'animo di deprimersi e di abbattersi.

 

La prima legge dell’amicizia è di chiedere agli amici cose oneste, e di fare per gli amici cose oneste.

 

Chi guarda un vero amico, in realtà, è come se si guardasse in uno specchio.

 

Niente è più amabile della virtù, niente spinge di più a voler bene, se è vero che proprio per la loro virtù e moralità ci sono care, in un certo senso, anche persone che non abbiamo mai visto.

 

Quanto più uno ha fiducia in sé, quanto più è armato di virtù e di saggezza, in modo da non aver bisogno di nessuno e da considerare ogni suo bene un fatto interiore, tanto più eccelle nel cercare e nel coltivare le amicizie.

 

Chi osa chiedere all'amico qualsiasi favore, con la sua stessa richiesta ammette di esser pronto a tutto per l'altro.

 

Bisogna rivolgere agli amici solo richieste oneste, compiere per gli amici solo azioni oneste senza aspettare di esserne richiesti, mostrarsi sempre disponibili e mai esitanti, avere il coraggio di dare liberamente il proprio parere.

 

Devi dare all'amico in primo luogo quanto sei in grado di dare, in secondo luogo quanto la persona che ami e vuoi aiutare è in grado di sostenere.

 

Bisogna cercare di impedire tra amici le lacerazioni, ma, se si verificano, bisogna comportarsi in modo che la fiamma dell'amicizia sembri essersi consumata da sola, e non che sia stata soffocata.

 

Degno di amicizia è chi ha dentro di sé la ragione di essere amato.

 

Il vero amico è come un altro te stesso.

 

Priva l'amicizia del suo più bell'ornamento chi la priva del rispetto.

 

La Fortuna non solo è cieca, ma acceca spesso anche le persone cui ha concesso i propri favori.

 

Sui doveri


De officiis, 44 a.e.c.

 

Sommo diritto, somma ingiustizia. 

 

Non può essere veramente onesto ciò che non è anche giusto.

 

Sulla natura degli dèi


De natura deorum, 44 a.e.c.

 

Non si guadagna niente a sapere ciò che sarà; poiché è una gran miseria angustiarsi senza poter far nulla per evitare ciò che deve essere.

 

Sulla vecchiaia


Cato Maior de senectute, 44 a.e.c.

 

Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle ghiottonerie della mensa, ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi.

 

Non patisce mancanza chi non sente desiderio.

 

Anche una vita breve è abbastanza lunga per vivere con virtù e onore.

 

Come non tutti i vini, così non tutti i caratteri inacidiscono invecchiando.

 

L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta?

 

La leggerezza è propria dell'età che sorge, la saggezza dell'età che tramonta.

 

Nessuno è tanto vecchio da non credere di poter vivere ancora un anno.

 

La vecchiaia è il compimento della vita, l'ultimo atto della commedia.

 

Filippiche


Philippicae orationes, 44/43 a.e.c.

 

Sbagliare può succedere a tutti, ma è solo dell'insipiente perseverare nell'errore.

 

Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra.

 

La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.

 

Epistole ad Attico


Epistulae ad Atticum

 

Finché c'è vita c'è speranza.

 

Libri di Cicerone

L'oratore L'oratore
Curatore G. Barone

Editore Mondadori, 1997

 

 Il perfetto oratore ciceroniano è il colto umanista che sa intendere di filosofia, storia e diritto, strumenti di cui si serve per finalità scandite dall'uso sapiente dello stile appropriato: sublime, medio, dimesso, per commuovere, dilettare, convincere. Nella rigorosa analisi formale del ritmo e dell'armonia del discorso, attraverso lo studio di clausole metriche, eufonia, proprietà del linguaggio, Cicerone esprime in quest'opera il profondo risultato della sua spiccata sensibilità per la bellezza della parola, sottolineandone la potenzialità creativa, la cifra artistica e il suo grande fascino sull'anima.

 

De senectute - De amicitiaDe senectute - De amicitia
Curatore G. Pacitti
Editore Mondadori, 1997

Composti da Cicerone un anno prima della morte, il De senectute e il De amicitia - insieme al De officiis - formano la triade di opere filosofiche in cui è espressa la summa del pensiero ciceroniano. Vecchiaia, dunque, come "fine attiva" della vita, fase vitale dell'esistenza del cittadino repubblicano, punto di riferimento soprattutto in funzione politica. Amicizia, invece, come cardine della moralità, pilastro sul quale poggia la nobilitas, intesa come espressione di quella Repubblica senatoria destinata di lì a poco a scomparire. Il valore più autentico di queste conversazioni immaginarie è da cogliere nell'inalterabile presenza nel tempo delle stesse domande e delle stesse inquietudini, in tutta la ricchezza interiore dell'umanesimo ciceroniano, conforto spirituale e non pretesa ricerca della verità, secondo i criteri del rigore e dell'originalità del metodo filosofico.

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