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Friedrich Hebbel Wesselburen 1813 – Vienna 1863 Diario Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Diario, 1835/63 L'argomento principale contro l'esistenza di Dio è che ci manca il sentimento assoluto della nostra immortalità.
Il gusto di un popolo non precede mai il genio, ma di continuo gli zoppica dietro.
L'uomo è ciò che egli pensa.
Grande idea quella della religione cattolica che gli uomini importanti siano qualcosa agli occhi della divinità, e possano influirvi con la mediazione.
La vita è soltanto un'altra morte. Il principio della vita, non la fine, è la morte.
Alcune persone credono in un Dio, in un'immortalità perché non s'attentano d'opporsi a un'idea così terribile.
La bestialità s'è infilata dei guanti sulle zampe. Questo è il risultato di tutta la storia universale.
Romanzi d'amore − pasticche di sospiri.
Il mondo non vuole salvezza, vuole un salvatore: l'intermediare è il suo bisogno più specifico.
Se ti seduce un lumicino, seguilo. Ti conduce nella palude? certo tu ne esci; ma se non lo segui, per tutta la vita ti martoria il pensiero che esso forse poteva essere la tua stella.
La massa non fa nessun progresso.
Star seduti in tutti i casi toglie il pericolo di cadere.
L'uomo è un cieco che sogna di vedere.
Ogni ubriacone è la temperanza stessa, quando beve acqua.
Dio, prima della creazione, era a sé stesso un segreto: dovette creare per conoscersi.
Nel cuore di alcuni lirici pare abbia nido un cuculo invece di un usignolo.
Si dice che il mondo sia fatto dal niente. Molto probabilmente è fatto dalla merda.
La vita non è mai qualcosa; è solo l'occasione a qualcosa.
La vita è per i più un affare.
La vita dei più è una fuga fuor da sé stessi.
Se alcuni fossero stati già creati, avrebbero impartito consigli a Dio per la creazione.
Buttarsi intorno il dolore come un mantello.
C'è della gente che si consolerebbe persino della fine del mondo, purché essi l'avessero preannunziata.
Ogni opera d'arte la sai quando ti diventa facile; quella dello scrivere quando ti diventa difficile.
Durante il terremoto nessuno guarda una galleria artistica.
Un uomo che pianga bisogna trasformarlo subito, con uno schiaffo, in un furibondo.
Chi conta le sue gocce di sudore, non conterà mai denaro.
Qualche libro lo si legge col sentimento di fare un'elemosina all'autore.
Scrivere romanzi è un buon affare quando si è ammogliati con la critica.
Adesso si vive dell'arte di spendere la lira che il prossimo ha in saccoccia.
Chi tratta dei segreti della trinità, almeno almeno non può dire che egli espone matematica.
Si può passeggiare con una pistola carica, si può passeggiare con una pistola scarica, ma non si può passeggiare con una pistola che non si sa se sia carica o scarica.
Si può conquistare il mondo non solo come capitano, sottomettendolo, ma anche come filosofo, penetrandolo, e come artista, accogliendolo in sé e rigenerandolo.
Autore Friedrich Hebbel Traduttore S. Slataper Editore Carabba, 2008 La collana "Cultura dell'anima" fu ideata da Giovanni Papini e pubblicata da Rocco Carabba dal 1909 al 1938, per un totale di 163 titoli. Dal 2008 la casa editrice Carabba ha deciso di ripubblicare, in ristampa anastatica, nella sua interezza la collana "Cultura dell'anima" in un arco di tempo di cinque anni, con l'uscita di circa trenta volumi annuali. Traduzione e introduzione di Scipio Slataper. «Hebbel è celebre soprattutto come poeta drammatico, ma non si comprende l'uomo e l'animo suo senza conoscere i famosi Tagebicher che riboccano di pensieri grandiosi e inusitati. Lo Slataper - che già aveva tradotta la Giuditta dello stesso H. - offre qui agli italiani le parti più salienti dei diarii ed ha fatto precedere al suo lavoro un buon profilo di H. e una ricca bibliografia
Vedi anche gli aforismi di: Paul Rée
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