Friedrich Nietzsche, 1887

 

Friedrich Nietzsche 

Röcken 1844 - Weimar 1900

Filosofo e aforista tedesco

Umano, troppo umano II

Menschliches, Allzumenschliches, 1879-1880

Aforismi e aforisti - Aforismario

 

 

 


OPINIONI E SENTENZE DIVERSE

 

Contro i visionari. Il visionario nega la verità davanti a sé, il mentitore solo davanti agli altri.

 

Il buono induce a vivere. Tutte le cose buone sono forti stimolanti della vita, persino ogni buon libro che sia scritto contro la vita

 

La verità non vuole nessun altro Dio oltre sé. La fede nella verità comincia col dubbio su tutte le "verità" fino ad allora credute.

 

Dissolutezza. La madre della dissolutezza non è la gioia, bensì la mancanza di gioia.

 

Chiuder bocca. L'autore deve chiuder bocca, quando apre bocca la sua opera.

 

La critica più aspra. Si critica più aspramente un uomo, un libro, quando se ne disegna l'ideale.

 

A favore dei critici. Gli insetti pungono non per cattiveria, bensì perché vogliono vivere anch'essi: così anche i nostri critici; essi vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.

 

Il motto di spirito. Il motto di spirito è l'epigramma sulla morte di un sentimento.

 

Nella separazione. Non nel modo in cui un'anima si accosta all'altra, ma nel modo in cui se ne allontana, riconosco la sua parentela e affinità con l'altra.

 

Profondità e torbido. Il pubblico scambia facilmente colui che pesca nel torbido con colui che attinge dal profondo.

 

A un elogiato. Finché ti si elogia, credi pure sempre che non sei ancora nella tua strada, bensì su quella di un altro.

 

Dal paese dei cannibali. Nella solitudine il solitario divora se stesso, nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.

 

Pensatore a catena. A uno che ha molto pensato, ogni nuovo pensiero che sente o legge, appare subito in forma di catena.

 

Che cos'è il genio? Volere un alto fine e i mezzi per esso.

 

Uccelli canterini. I partigiani di un grande uomo sogliono accecarsi per meglio cantarne le lodi.

 

Non all'altezza. Le cose buone ci dispiacciono, quando non ne siamo all'altezza.

 

Libri cattivi. Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.

 

Perché i mendicanti vivono ancora. Se tutte le elemosine venissero date solo per compassione, i mendicanti sarebbero tutti quanti morti di fame.

 

La volpe delle volpi. Una vera volpe chiama acerba non solo l'uva che non può raggiungere, ma anche quella che ha raggiunta e portata via agli altri.

 

IL VIANDANTE E LA SUA OMBRA

 

Modestia dell'uomo. Quanto poco piacere basta ai più per ritrovare buona la vita, com'è modesto l'uomo!

 

Il Diogene moderno. Prima di cercare l'uomo, bisogna aver trovato la lanterna. − Dovrà essere la lanterna del cinico?

 

Rimorso. Il rimorso è, come il morso del cane contro una pietra, una sciocchezza.

 

Pericolo della lingua per la libertà spirituale. Ogni parola è un pregiudizio.

 

Voto. Non voglio leggere più nessun autore di cui si noti che volle fare un libro: ma solo quelli i cui pensieri divennero improvvisamente un libro.

 

Proposito. Non leggere più nessun libro che sia nato e sia stato battezzato (con inchiostro) nello stesso tempo.

 

Libri cattivi. Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.

 

Il miglior rimedio. Un po' di salute ogni tanto è il miglior rimedio per l'ammalato.

 

Da che cosa si può misurare la saggezza. L'aumento della saggezza si può misurare con esattezza in base alla diminuzione di bile.

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Umano, troppo umano. Vol. 2Umano, troppo umano. Vol. 2
Autore: Friedrich Nietzsche
Traduttore: Sossio Giametta
Editore: Adelphi, Milano, 1981

Valutazione Aforismario: Capolavoro (Aforismario)

 

Scritti in poco più di un anno, le Opinioni e sentenze diverse e Il viandante e la sua ombra (riuniti nell'edizione del 1886 col titolo di Umano, troppo umano, II) sono testimonianze, nell'attività di Nietzsche, di un ripiegamento su se stesso: è uno stato d'animo ciclico nella sua vita, anche se talora viene mascherato, come in questo caso. Le cose non lo sospingono e gli uomini lo hanno lasciato solo, cosicché l'autore può interessarsi più di se stesso, come fa qui il viandante, costretto a parlare con la propria ombra.

 

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