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Friedrich Nietzsche Röcken 1844 - Weimar 1900 Filosofo e aforista tedesco Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali Morgenröte, 1881 Aforismi e aforisti - Aforismario
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Remedium amoris. Ancor sempre, contro l'amore è d'aiuto, nella maggioranza dei casi, quell'antico radicale rimedio: esser riamati.
Apparenza dell'eroismo. Gettarsi in mezzo ai nemici può essere il segno distintivo della viltà.
L'amico non più desiderato. Si desidera che ci diventi piuttosto nemico l'amico di cui non si possono appagare le speranze.
Uomo e cose. Perché l'uomo non vede le cose? Perché vi ha interposto sé stesso: egli nasconde le cose.
Infermeria da campo dell'anima. Qual è il mezzo di guarigione più forte? La vittoria.
Disquamarsi. Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti ai quali si impedisce di mutare le loro idee: cessano di essere spirito.
Da non dimenticare! Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
"Aurora" è l'opera con cui Nietzsche si avvia verso quella "guarigione", che viene a coincidere con la sua perfetta maturità, ed è anche l'opera in cui diventa centrale la "passione della conoscenza", a cui Nietzsche si abbandonerà fino all'ultimo. Lo stile aforistico raggiunge qui uno dei suoi apici: con le sue antenne ipersensibili Nietzsche si avvicina ai temi più vari: dal cristianesimo ai valori morali moderni, dalla décadence alla "cattiva coscienza", dalla civiltà greca al romanticismo tedesco. E ce li presenta col gesto più fermo e insieme delicato, in un libro dove - egli stesso ci consiglia - si può "metter la testa dentro e sempre di nuovo fuori, senza trovare intorno a sé nulla di consueto".
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