Georges Bernanos 

 

Georges Bernanos

Parigi 1888 - Neuilly-sur-Seine 1948
Scrittore francese

Aforismario

 

L'impostura


L'Imposture, 1927

 

L'orgoglio non ha niente di proprio; altro non è che il nome dato all'anima che divora sé stessa. Quando questa sconcertante perversione dell'amore ha dato il suo frutto, essa porta ormai un altro nome, più ricco di senso, sostanziale: odio.

 

Diario di un curato di campagna


Journal d'un curé de campagne, 1936

 

L'uomo è dappertutto il nemico di sé stesso, il proprio segreto e subdolo nemico.

 

Odiarsi è più facile di quanto si creda. La grazia consiste nel dimenticarsi.

 

Il desiderio della preghiera è già una preghiera.

 

Dubitare di sé non è umiltà, credo persino che spesso sia la forma più esaltata, quasi delirante, dell'orgoglio, una sorta di ferocia gelosa che fa rivoltare un disgraziato contro sé stesso, per divorarsi.

 

Il più miserabile degli uomini viventi, anche se non crede più di amare, conserva ancora la possibilità d'amare.

 

L'inferno, signora, è non amare più.

 

Nulla può separarci, in questo mondo o nell'altro, da ciò che abbiamo amato più di noi stessi, più della vita, più della salvezza.

 

È il timore incessante della paura, la paura della paura che modella il viso dell'uomo coraggioso.

 

Dio ci scampi anche dai santi!

 

Non fosse per la vigilante pietà di Dio, mi sembra che al primo prender coscienza di sé stesso l'uomo ricadrebbe in polvere.

 

Un ventre di un miserabile ha più bisogno d'illusioni che di pane.

 

Il peccato contro la speranza: il più mortale di tutti, e forse quello accolto meglio, il più carezzato.

 

I grandi cimiteri sotto la luna


Les Grands Cimetières sous la lune, 1938

 

L'uomo supera sempre le definizioni con le quali si pretende di delimitarlo.

 

Esiste una borghesia di sinistra e una borghesia di destra. Non c'è invece un popolo di sinistra e un popolo di destra, c'è un popolo solo.

 

Le elezioni favoriscono i chiacchieroni.

 

È chiaro che la moltiplicazione dei partiti a tutta prima lusinga la vanità degli imbecilli. Dona loro l'illusione di scegliere.

 

Sono quasi soltanto le classi medie a fornire l'esemplare tipo dell'imbecille.

 

Solidamente radicata al proprio terreno natale come un banco di mitili allo scoglio, la colonia degli imbecilli può essere ritenuta innocua e perfino capace di fornire allo stato e all'industria un prezioso materiale. L'imbecille è innanzitutto abitudinario e vive di partito preso.

 

Il regime dei sospetti è anche il regime della delazione.

 

Quel che voi chiamate semplicità è proprio il suo contrario. Voi siete facili, non semplici.

 

Vi è in ogni uomo una capacità enorme di rassegnazione, l'uomo è naturalmente rassegnato. È per questo che dura.

 

L'uomo di questo tempo ha il cuore duro e la pancia sensibile.

 

Noi altri francesi


Nous autres Français, 1939

 

L'uomo può guarire da tutto, non dall'uomo.

 

I veri nemici della società non sono quelli che essa sfrutta o tiranneggia, ma quelli che umilia. 

 

Le democrazie non possono fare a meno di essere ipocrite più di quanto i dittatori possano fare a meno di essere cinici.

 

La Francia contro i robot


La France contre le robots, 1947

 

Un mondo dominato dalla forza è un mondo abominevole, ma il mondo dominato dal numero è ignobile.

 

La grande disgrazia, l'unica disgrazia di questa società moderna, la sua maledizione, è che essa si organizza visibilmente per fare a meno della speranza come dell'amore; immagina di supplirvi con la tecnica, aspetta che i propri economisti e i propri legislatori le forniscano la doppia formula di una giustizia senza amore, di una sicurezza senza speranza.

 

I dialoghi delle Carmelitane


Dialogues des carmélites,  1949 (postumo) 

 

Bisogna saper rischiare la paura come la morte, il vero coraggio è in questo rischio.

 

Un ventre di miserabile ha più bisogno d'illusioni che di pane.

 

La libertà, perché?


La liberté, pour quoi faire?, 1953 (postumo)

 

Il pessimista e l'ottimista hanno in comune il fatto di non vedere le cose così come sono: l'ottimista è un imbecille felice, il pessimista un imbecille infelice.

 

L'ottimismo è un surrogato della speranza, di cui la propaganda ufficiale si riserva il monopolio. Approva tutto, subisce tutto, è per eccellenza la virtù del contribuente.

 

L'ottimismo è una falsa speranza ad uso dei vili e degli imbecilli.

 

La speranza è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi.

 

La speranza è una virtù, virtus, una determinazione eroica dell'anima. La più alta forma della speranza è la disperazione vinta.

 

Corrispondenza


Correspondance, 1904-1948 (postumo 1971/83)

 

La peggiore disgrazia che possa capitare ad un uomo è essere soddisfatto di sé.

 

Niente giustifica la tristezza: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste.

 

Libri di Georges Bernanos

Diario di un curato di campagnaDiario di un curato di campagna
Editore Mondadori, 2002

Storia di un giovane prete, tutto compreso nella propria missione sacerdotale, ma timoroso di perdere la fede. L'opera è una delle più alte realizzazioni della letteratura cattolica del nostro tempo. Nel 1951  Bresson ne ha tratto un film.

 

I grandi cimiteri sotto la lunaI grandi cimiteri sotto la luna
Il più celebre atto d'accusa contro la guerra civile spagnola
Traduttore G. Spagnoletti
Editore Net, 2004

Bernanos, scrittore accesamente religioso, dapprima sedotto dal franchismo, ben presto si ribella alle violenze della repressione antirepubblicana. Da questa rivolta nasce "I grandi cimiteri sotto la luna", in cui la Spagna diventa simbolo della tragedia del mondo. E il genio apocalittico di Bernanos fa di uno scritto di circostanza un'opera universale.

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