Gesualdo Bufalino 

 

Gesualdo Bufalino

Comiso 1920 - Comiso 1996
    Scrittore e aforista italiano

Diceria dell'untore, 1981

Aforismi e aforisti - Aforismario

 

 


Alla fine del V capitolo del romanzo Diceria dell'untore di Gesualdo Bufalino, si trovano quaranta riflessioni che il protagonista (l'io narrante) ricopia dai "margini di una Filotea", e che appartengono a un altro personaggio del romanzo: il cappellano militare padre Vittorio. Tra queste riflessioni vi sono dei veri e propri aforismi, che sono riportati qui di seguito.

***

 

Non c'è cosa che Io non saprei perdonare. Molte gravi tentazioni si sviluppano da questo pensiero. Sarei dunque più buono di Lui?

 

Qualunque cosa faccia, dovunque vada, un pensiero mi conforta: sono un uomo involontario, dunque sono un uomo innocente.

 

Il peccato: inventato dagli uomini per meritare la pena di vivere, per non essere castigati senza perché.

 

Abituarsi a guardare la vita come una cosa d'altri, rubata per scherzo, da restituire domani. Convincersi ch'è uno sbaraglio per temerari, che la precauzione suprema è morire...

 

La morte: un esilio? un rimpatrio?

 

Come s'affonda in un legno un chiodo, a piccoli colpi, la morte...

 

Pena di doversi lasciare a metà, dopo aver fatto con se stessi così poca strada, curiosità di conoscere il séguito (seppure esista altrove un copione completo ...).

 

Com'è difficile, Dio.

 

Dalla grazia alla disgrazia, a piedi nudi, come in sogno.

 

Pregare, altro vizio solitario.

 

Solo l'infelicità è degli uomini, la disperazione è di Dio.

 

Dio, gigantesco eufemismo.

 

E se fossimo solo il Suo peccato originale, l'infrazione, la mela che non doveva mangiare?

 

La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente.

Condividi  


   

 

Diceria dell'untoreDiceria dell'untore
Autore Gesualdo Bufalino
Editore Bompiani, 2001

Diceria dell'untore incontrò subito, quando fu data alle stampe nel 1981, un unanime consenso di critica e di pubblico, sanzionato dalla vittoria nel Supercampiello dello stesso anno. Stupiva l'esordio tardivo e riluttante dell'autore, la sua distanza dai modelli correnti, la composita ragione narrativa, tramata di estasi e pena, melodramma e ironia; non senza il contrappunto di una sotterranea inquietudine religiosa, come di chi si dibatte tra la fatalità e l'impossibilità della fede. La vicenda racconta un amore di sanatorio, nel dopoguerra, fra due malati, un amore-duello sulla frontiera del buio.

 

internet bookshop Cerca i libri di Gesualdo Bufalino su internet bookshop

di Gesualdo Bufalino vedi anche: Il malpensante - Bluff di parole - Diceria dell'untore

 

 

 

 

Aforismario Home Page - Diventa fan di aforismario su facebook

Aforisti e aforismi - Aforistica - Avvertenze - Contatti - Torna su