Giacomo Leopardi

 

Giacomo Leopardi

Recanati 1798 - Napoli 1837

Poeta, scrittore e filosofo italiano

Pensieri

Aforismi e aforisti - Aforismario

 

 

"Io sono, si perdoni la metafora, un sepolcro ambulante

che porto dentro di me un uomo morto".

Pensieri, 1845 (postumo) 


 

La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza.

 

Assai difficile mi pare a decidere se sia o più contrario ai primi principii della costumatezza il parlare di sé lungamente e per abito, o più raro un uomo esente da questo vizio.  

 

V'è qualche secolo che, per tacere del resto, nelle arti e nelle discipline presume di rifar tutto, perché nulla sa fare.

 

Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.

 

Come suole il genere umano, biasimando le cose presenti, lodare le passate, così la più parte de' viaggiatori, mentre viaggiano, sono amanti del loro soggiorno nativo, e lo preferiscono con una specie d'ira a quelli dove si trovano. Tornati al luogo nativo, colla stessa ira lo pospongono a tutti gli altri luoghi dove sono stati.

 

In ogni paese i vizi e i mali universali degli uomini e della società umana, sono notati come particolari del luogo. Io non sono mai stato in parte dov'io non abbia udito: qui le donne sono vane e incostanti, leggono poco, e sono male istruite; qui il pubblico è curioso de' fatti altrui, ciarliero molto e maldicente; qui i danari, il favore e la viltà possono tutto; qui regna l'invidia, e le amicizie sono poco sincere; e così discorrendo; come se altrove le cose procedessero in altro modo. Gli uomini sono miseri per necessità, e risoluti di credersi miseri per accidente.

 

I giovani assai comunemente credono rendersi amabili fingendosi malinconici. E forse, quando è finta, la malinconia per breve spazio può piacere, massime alle donne. Ma vera, è fuggita da tutto il genere umano; e al lungo andare non piace e non è fortunata nel commercio degli uomini se non l'allegria: perché finalmente, contro a quello che si pensano i giovani, il mondo, e non ha il torto, ama non di piangere, ma di ridere.

 

Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l'intolleranza.

 

L'uomo è condannato o a consumare la gioventù senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato, o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere.

 

La schiettezza allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando, per la sua rarità, non l'è data fede.

 

Gli uomini si vergognano, non delle ingiurie che fanno, ma di quelle che ricevono. Però ad ottenere che gl'ingiuriatori si vergognino, non v'è altra via, che di rendere loro il cambio.

 

I timidi non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono: e si guardano di non pungere gli altri, non per istima che né facciano maggiore che gl'insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura.

 

Giacomo Leopardi - Monumento a RecanatiLa noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole maravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali.

 

Nulla è più raro al mondo, che una persona abitualmente sopportabile.

 

Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.

 

È curioso a vedere che quasi tutti gli uomini che vagliono molto, hanno le maniere semplici; e che quasi sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco valore.

 

Un abito silenzioso nella conversazione, allora piace ed è lodato, quando si conosce che la persona che tace ha quanto si richiede e ardimento e attitudine a parlare. 

 


 

 

 


 

PensieriPensieri
Autore Giacomo Leopardi
Editore Feltrinelli, 2005

 

Pubblicati postumi nel 1845, i "Pensieri" erano stati scelti da Leopardi stesso attingendo in gran parte alle pagine dello "Zibaldone", ma aggiungendone anche di nuovi, utili a comporre un modernissimo discorso per frammenti e illuminazioni sui "caratteri degli uomini e sulla condotta in Società". Questo piccolo, prezioso, libro - il cui testo è stato stabilito secondo l'autografo custodito a Napoli - costituisce una chiave fondamentale per avvicinarsi al pensiero leopardiano ed è uno dei più acuti libri di filosofia italiana dell'Ottocento.

 

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di Giacomo Leopardi vedi anche: Aforismi dallo Zibaldone: dal 1817 al 1821 - dal 1822 al 1832 -  Il giardino della sofferenza - La teoria del piacere - Pensieri - Citazioni ateistiche

 

 

 

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