Giuseppe Gioachino Belli

 

 

Giuseppe Gioachino Belli

Roma 1791 - 1863
Poeta italiano

La creazzione der Monno, 1831

Poeti e poesie - Aforismario

 

 


L’anno che Ggesucristo impastò er monno,
ché pe impastallo ggià cc’era la pasta,
verde lo vorze1 fà, ggrosso e rritonno2
all’uso d’un cocommero3 de tasta.

 

Fesce un zole, una luna, e un mappamonno,
ma de le stelle poi, di’ una catasta:
sù uscelli, bbestie immezzo, e ppessci in fonno:
piantò le piante, e ddoppo disse: Abbasta.

 

Me scordavo de dì che ccreò ll’omo,
e ccoll’omo la donna, Adamo e Eva;
e jje proibbì de nun toccajje4 un pomo.

 

Ma appena che a mmaggnà5 ll’ebbe viduti,
strillò per Dio con cuanta vosce aveva:
«Ommini da vienì, ssete futtuti».

 

Note: 1 volle - 2 rotondo - 3 cocomero

4 toccargli - 5mangiarlo

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SonettiSonetti
Autore Gioachino Belli
Curatore G. Vigolo
Editore Mondadori, 1984

L'ampia e ragionata scelta dei sonetti romaneschi del Belli – che con Carlo Porta è il maggior autore di versi in vernacolo della nostra letteratura – mette in luce la straordinaria varietà di temi e di registri della sua poesia, grazie anche alla sensibilità del curatore, Giorgio Vigolo, poeta a sua volta.  

 

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di Giuseppe Gioachino Belli vedi anche: Er caffettiere fisolofo

 

 

 

 

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