Giuseppe Pontiggia

 

Giuseppe Pontiggia

Como 1934 - Milano 2003
Scrittore, critico letterario e aforista italiano

L'aforisma come medicina dell'uomo

Aforismi e aforisti - Aforismario

 

di Pontiggia vedi anche: Le sabbie immobili - Prima persona

 

 


 

Qui di seguito, un brano tratto dal saggio introduttivo di Giuseppe Pontiggia al primo volume curato da Gino Ruozzi: Scrittori italiani di aforismi, 1994

 

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La radice della parola aforisma è la stessa di orizzonte. Il verbo greco horízo significa delimitare. Orizzonte è all'origine il cerchio che si apre allo sguardo. Francesco da Buti, commentatore trecentesco di Dante, ci offre una definizione più precisa: "L'orizzonte è circulo terminativo de la nostra vista". Non meno preciso è il Tasso nel "Mondo creato"; "Quel che terminò l'umana vista / ne i tenebrosi e lucidi confini / orizonte fu detto".

Leopardi introduce nell'Infinito una siepe che "da tanta parte / dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". Qui il limite ultimo viene cancellato da un limite più vicino, così che si aprono al pensiero interminati spazi e sovrumani silenzi e profondissima quiete. L'orizzonte diventa quello che non sarà mai, illimitato, il contrario di ciò che significa horízo. Perché l'orizzonte della siepe dilata all'infinito l'orizzonte interiore: "e il naufragar m'è dolce in questo mare". L'orizzonte della poesia comincia dove finisce quello dell'aforisma, in cui sguardo e limite, centro e circonferenza sono sempre in rapporto.

Hóros greco corrisponde al latino finis, confine. In comune non solo il significato del nome, ma l'azione del verbo che ne deriva, ossia definire, porre i confini. Conoscere come separare, dividere. Sempre atti fisici, esperienze sensoriali, che diventano operazioni della mente. Anche circo-scrivere, scrivere intorno. Ma il prefisso di definire, come di delimitare, è un altro, non è solo un rafforzativo, contiene, come il greco apó, l'idea di provenienza.

Qual è il fondamento dell'aforisma, come dell'orizzonte? È la provenienza dello sguardo, il varco di una distanza, la possibilità di racchiudere, entro i limiti di una definizione, il flusso altrimenti inafferrabile dell'esperienza. Donde anche il significato secondario di estratto, di citazione, di delimitazione di un testo. Sempre il prefisso de, lo stesso che trasforma l'operazione di tagliare, caedere, in un atto della volontà, decidere.

Definire che cosa sia l'aforisma è una definizione al quadrato, un aforisma impossibile.

 

Giuseppe Pontiggia © Mondadori, 1994

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Curatore Gino Ruozzi

Editore Mondadori, 1994

 

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