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Ippocrate di Cos Cos 460 - Larissa 377 a.e.c. Medico grec oAforismi Aphorismós, V-IV sec. a.e.c. Aforismi e aforisti - Aforismario |
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La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fugace, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile. Bisogna che non solo il medico sia pronto a fare da sé le cose che debbono essere fatte, ma anche il malato, gli astanti, le cose esterne.
Per le malattie estreme i trattamenti estremi sono i più efficaci.
Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l'altro.
Gli anziani sopportano il digiuno meglio di tutti gli uomini di mezza età e i giovani lo sopportano male e peggio di tutti i bambini, specialmente quelli vivacissimi.
Non disturbate il malato durante o subito dopo una crisi e non fate su di lui alcun esperimento a base di purghe o altre sostanze irritanti, ma lasciatelo in pace.
In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario. I vecchi generalmente si ammalano meno dei giovani, ma se le loro malattie diventano croniche, durano quasi sempre fino alla morte.
Ogni malattia può capitare in qualunque stagione, ma alcune sono più facili a verificarsi e ad aggravarsi in determinate stagioni.
Coloro che sono abituati a sopportare dei lavori che sono loro familiari, li sopportano più facilmente, anche se deboli e vecchi, di coloro che non vi sono abituati benché forti e giovani.
Sia il sonno che l'insonnia, oltre la giusta misura, sono malattie.
Giuramento di Ippocrate Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.
Editore Sellerio Editore Palermo, 1999
Ippocrate compose il nucleo originario di questi Aforismi intorno al 415 a.e.c. Compongono un prontuario dei sintomi e dei decorsi delle malattie allora classificate, ciò che diremmo oggi un manuale di diagnostica e prognostica medica.
Vedi anche gli aforismi di: Marco Aurelio - Bartolomeo da San Concordio
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