Jean de La Bruyère

 

Jean de La Bruyère

Parigi 1645 - Versailles 1696
Scrittore e moralista francese

I caratteri

Les caractères de Théophraste, traduits du grec,

avec les caractères ou les moeurs de ce siècle, 1688

Aforismi e aforisti - Aforismario

 

 


Il rimpianto che gli uomini provano per avere male impiegato il tempo che hanno già vissuto, non li porta sempre a far un miglior uso di quello che resta loro ancora da vivere.

 

Gloria e merito di certi uomini è lo scrivere bene; di certi di non scrivere affatto.

 

Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l'abitudine e la novità.

 

Farsi un nome con un'opera perfetta non è così facile come far valere un'opera mediocre con il nome che ci si è già fatti.

 

L'attitudine alla conversazione non consiste nel mostrarne molta quanto nel suscitarla negli altri.

 

Le donne sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini.

 

Lo schiavo ha un solo padrone; l'ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna.

 

Se la vita è miserabile, è faticoso sopportarla; se è fortunata, è orribile perderla. Una cosa vale l'altra.

 

Un uomo di ingegno mediocre crede di scrivere divinamente; uno di solido ingegno ritiene di scrivere passabilmente.  

 

Ci sono poche donne così perfette da impedire che un marito non si penta almeno una volta al giorno d'aver una moglie o che giudichi felice chi non l'ha.

 

Il tempo, che rinsalda le amicizie, indebolisce l'amore.

 

Gli uomini vogliono fare tutta la felicità o, se ciò è impossibile, tutta l'infelicità di coloro che amano.

 

Il rimpiangere chi si ama è un bene, paragonato al vivere con chi si odia.

 

Bisogna ridere prima di essere felici, per paura di morire senza aver riso.

 

Per l'uomo ci sono soltanto tre avvenimenti: nascere, vivere, morire. Non si accorge di nascere, soffre a morire e dimentica di vivere.

 

I bambini sono alteri, sdegnosi, irascibili, invidiosi, curiosi, interessati, pigri, volubili, timidi, intemperanti, mentitori, dissimulatori; ridono e piangono con facilità; provano gioie smoderate e amare afflizioni per cose di poco momento; non vogliono sopportare il minimo male, e amano farlo; sono già degli uomini.

 

Non c'è strada troppo lunga per chi cammina lentamente e senza fretta; non ci sono mete troppo lontane per chi si prepara ad esse con la pazienza.

 


   

 

I caratteri I caratteri
Autore Jean de  La Bruyère
Curatore E. Timbaldi Abruzzese
Editore Einaudi, 1981

Valutazione Aforismario: Libro consigliato (Aforismario)

 

Rileggendo "I caratteri", mi accorgo che sono come quei laghi la cui acqua è così chiara che bisogna meditare a lungo prima di capire quanto sono profondi. (André Gide). 

 

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