Johann Wolfgang Goethe 

 

Johann Wolfgang Goethe

Francoforte sul Meno 1749 - Weimar 1832
Poeta, scrittore e drammaturgo tedesco

Le affinità elettive

Die Wahlverwandschaften, 1809

Aforismario

 

In questo lasciare e prendere, fuggire e ricercarsi, sembra davvero di vedere una determinazione superiore: si dà atto a tali esseri di una sorta di volontà e capacità di scelta, e si trova del tutto legittimo un termine tecnico come affinità elettive.

 

Le affinità cominciano ad essere interessanti quando producono separazioni.

 

È impazienza quella che ci coglie di tanto in tanto e allora ci compiacciamo di sentirci infelici.

 

Riposare a fianco di coloro che si amano, è la più piacevole prospettiva che si possa ideare, se ci si spinge col pensiero oltre la vita. "Ricongiungersi ai propri cari" è un'espressione tanto dolce!

 

La sorte appaga i nostri desideri, ma a modo suo, per poterci dare qualcosa al di là dei desideri stessi.

 

È così piacevole occuparsi di qualcosa che si conosce solo a metà, che non si dovrebbe biasimare il dilettante alle prese con un'arte che non imparerà mai, né dovrebbe essere lecito criticare l'artista che abbia voglia di sconfinare dalla sua arte in un terreno contiguo.

 

Un uomo che si vanta di non cambiare mai opinione è uno che si impegna a camminare sempre in linea retta, un cretino che crede all'infallibilità.

 

Non esistono principi, ci sono soltanto avvenimenti; non esistono leggi, ci sono soltanto circostanze: l'uomo superiore sposa gli avvenimenti e le circostanze per guidarli.

 

Nel caso dell'artista come in quello dell'artigiano, si vede in modo chiarissimo che l'uomo meno di tutto riesce a possedere ciò che gli appartiene più strettamente. Le sue opere lo lasciano, come gli uccelli il nido in cui furono covati.

 

Una parola schietta è terribile, quando d'improvviso rivela ciò che il cuore da tanto si permette.

 

Il diario di Ottilia

In conclusione di alcuni dei capitoli del romanzo Le affinità elettive, Goethe riporta varie annotazioni come fossero tratte dal diario di una delle protagoniste, Ottilia. Tali annotazioni, in effetti, costituiscono una straordinaria raccolta di aforismi del grande scrittore tedesco. Così Goethe introduce, a un certo punto del romanzo, queste annotazioni: "In corrispondenza con questo periodo si trovano pochi avvenimenti registrati nel diario d'Ottilia, e invece molte più massime e sentenze riferite alla vita o ricavate da essa. Siccome però, per la maggior parte, non possono essere il frutto di sue personali riflessioni, è probabile che qualcuno le avesse passato uno scritto, dal quale trascriveva ciò che le tornava gradito".

 

Scrutiamo tanto volentieri nel futuro, perché tanto volentieri volgeremmo a nostro favore, con taciti desideri, ciò che in esso oscilla, l'incerto.

 

Difficilmente si sta in una compagnia numerosa, senza pensare che il caso che ha raccolto tante persone, non debba ricondurci anche i nostri amici.

 

Si ha un bel vivere ritirati, prima che uno se ne accorga, si ritrova debitore o creditore.

 

Se incontriamo qualcuno che ci deve gratitudine, subito ricordiamo il motivo. Ma quante volte incontriamo qualcuno cui siamo noi a dovere gratitudine, e non ricordiamo più nulla!

 

Confidarsi è natura. Accogliere la confidenza così come vien fatta, è educazione.

 

Nessuno parlerebbe molto in società, se sapesse quante volte fraintende gli altri.

 

Si cambiano tanto spesso i discorsi altrui nel ripeterli, semplicemente perché non si sono compresi.

 

Chi parla da solo in pubblico a lungo, senza adulare gli ascoltatori, suscita antipatia.

 

Ogni parola che si dice, fa pensare al suo contrario.

 

Contraddizione e adulazione guastano entrambe il dialogo.

 

Le compagnie più piacevoli sono quelle nelle quali regna, tra i componenti, un sereno rispetto reciproco.

 

Niente rivela meglio il carattere degli uomini, di ciò che essi trovano ridicolo.

 

Il ridicolo nasce da un contrasto morale, che si propone in modo innocuo ai nostri sensi.

 

L'uomo sensuale ride spesso dove non c'è niente da ridere. Qualunque cosa lo stimoli, vien fuori il suo benessere intimo.

 

Seguendo l'intelletto, quasi tutto è ridicolo; seguendo la ragione, quasi niente lo è.

 

Ad un uomo anziano rimproveravano d'occuparsi ancora di donne giovani. "È l'unico modo," rispose, "per ringiovanirsi, e ciò lo vogliono tutti."

 

Si lascia che ci rinfaccino i nostri difetti, ci si lascia castigare, e per essi si sopportano pazientemente non pochi mali; ma si perde ogni pazienza se dobbiamo rinunciarvi.

 

Certi difetti sono necessari perché un individuo esista. Ci spiacerebbe se i vecchi amici lasciassero certe loro particolarità.

 

Quali difetti è lecito conservare, anzi, coltivare in noi? Quelli che lusingano il nostro prossimo, piuttosto che ferirlo.

 

Le passioni sono difetti o virtù, ma elevati di grado.

 

Le nostre passioni sono vere e proprie fenici. Come la vecchia è bruciata, subito la nuova esce dalle ceneri.

 

Le grandi passioni sono malattie senza speranza. Ciò che potrebbe guarirle, è proprio ciò che le rende pericolose.

 

La passione confessandola s'esalta e s'attenua. In nessun'altra cosa sarebbe forse più da desiderare la via di mezzo, che nel confidarsi e nel tacere con coloro che amiamo.

 

Nel mondo, ognuno lo si prende per il ruolo che dichiara; ma bisogna pur che dichiari un ruolo. Si sopportano le persone moleste meglio di quanto si tollerino le insignificanti.

 

Si può imporre tutto alla società, salvo ciò che ha una conseguenza.

 

Quando sono gli altri a venire da noi, non li conosciamo; siamo noi che dobbiamo andare da loro per imparare chi siano.

 

Ciò che chiamiamo correttezza e buona educazione, serve ad ottenere quanto, diversamente, è da ottenersi solo con la forza, o magari neppure con essa.

 

Il contegno è uno specchio in cui ognuno mostra la sua immagine.

 

Esiste una cortesia del cuore, ed è imparentata all'amore. Nasce da essa la più spontanea cortesia del contegno esteriore.

 

Dipendere perché lo si vuole, è la condizione più bella: e sarebbe impossibile senz'amore!

 

Non siamo mai tanto lontani dai nostri desideri, come quando c'immaginiamo di possedere la cosa desiderata.

 

Nessuno è più schiavo di colui che si considera libero senza esserlo.

 

Basta che uno si dichiari libero, e subito avverte la costrizione. Se osa riconoscere la costrizione, ecco che si sente libero.

 

Contro le grandi doti di un altro, non c'è salvezza che nell'amore.

 

Spettacolo insopportabile, un uomo eccezionale dei cui meriti si vantano gli sciocchi.

 

Non v'è eroe, si dice, per il suo cameriere. Ma questo semplicemente perché l'eroe può venire riconosciuto solo dall'eroe. Il cameriere, del resto, saprà probabilmente apprezzare i suoi pari.

 

Non c'è maggior consolazione per la mediocrità, del fatto che il genio non sia immortale.

 

I più grandi uomini sono sempre legati al loro secolo da una debolezza.

 

Gli uomini li si tiene solitamente per più pericolosi di quanto non siano.

 

I folli e le persone intelligenti ugualmente sono innocui. I mezzi matti e i mezzi savi, questi sono i più pericolosi.

 

Per sfuggire al mondo, non c'è mezzo più sicuro dell'arte; e niente è meglio dell'arte, per tenersi in contatto col mondo.

 

Persino nel momento della più grande felicità o del più grande dolore, abbiamo bisogno dell'artista.

 

L'arte si occupa del difficile e del buono.

 

Veder trattato il difficile con facilità, ci dà il senso dell'impossibile.

 

Le difficoltà aumentano via via che ci s'avvicina alla meta.

 

Seminare non è faticoso come raccogliere.

 

Le affinità elettiveLe affinità elettive
Autore Johann Wolfgang Goethe

Traduttore G. Cusatelli
Editore Garzanti Libri, 2008

Il successo delle "Affinità elettive" fu in immediato e travolgente, nonostante la sua intrinseca complessità. Il titolo stesso allude a una specularità tra fenomeni fisici e psichici, tra natura e spirito, tanto da far riconoscere nello scambio di attrattive incrociate tra le due coppie del romanzo Eduard-Charlotte e Ottilie-Capitano il comportamento che in natura hanno alcuni elementi di attrarsi reciprocamente e altri di respingersi.

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