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Leo Longanesi Bagnacavallo 1905 - Milano 1957 Parliamo dell'elefante, 1947 Aforismi e aforisti - Aforismario |
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1938 15 marzo Vissero infelici perché costava meno.
22 marzo La noia segue l'ordine e precede le bufere.
11 dicembre Sono un carciofino sott'odio.
15 dicembre Fanfare, bandiere, parate. Uno stupido è uno stupido. Due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica.
19 dicembre Non disturbate il cretino che lavora! 1939 7 maggio B.C.: Non capisce, ma non capisce con grande autorità e competenza
1940 27 maggio Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.
1 giugno Schifo che mi reca la parola artista. 1941 10 novembre Ci si abitua a tutto: al buio, al poco pane, alle violenze, alla vita incerta, ma non agli articoli di Gayda. 1942 25 febbraio La miseria italiana è la grande scusa che permette al governo di gettar via denari.
1943 13 gennaio Siate enfatici e transigenti. 1944 12 agosto Non portare più la cravatta è un atto di indipendenza dai vincoli borghesi.
9 ottobre Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano questo idee.
4 novembre È meglio assumere un sottosegretario che una responsabilità.
1945 17 novembre Il professore di lingue morte si suicidò per parlare le lingue che sapeva.
26 novembre La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia.
1946 18 novembre Conservatore in un paese in cui non c'è nulla da conservare.
Frammenti di un diario Autore Leo Longanesi
Introduzione Pierluigi Battista
"Parliamo dell'elefante" prende in considerazione gli anni tra il 1938 e il 1946. Anni cruciali, che ritornano puntualmente in questi "frammenti di un diario" recuperati e riordinati ancora a caldo, in un tumultuoso dopoguerra. Appunti, riflessioni, note di lettura, opinioni, incontri, veri e propri piccoli racconti si compongono in una narrazione ove il gusto per la battuta feroce, per l'epigramma assassino, per la definizione fulminante è al contempo alto esercizio di stile e puntuale testimonianza. Personaggi famosi appaiono e scompaiono dalle pagine, ma accanto a loro prendono vita, umili e sofferenti, pigri e meschini, furbi o ingenui, uomini e donne di tutti i giorni in un autentico spaccato della società italiana.
di Leo Longanesi vedi anche: La sua signora
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