Leo Longanesi 

 

Leo Longanesi

Bagnacavallo 1905 - Milano 1957
Giornalista, editore e aforista italiano

Aforismario

 

Parliamo dell'elefante, 1947


Vissero infelici perché costava meno.

 

La noia segue l'ordine e precede le bufere.

 

Sono un carciofino sott'odio.

 

Fanfare, bandiere, parate. Uno stupido è uno stupido. Due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica.

 

Non disturbate il cretino che lavora!

 

B.C.: Non capisce, ma non capisce con grande autorità e competenza.

 

Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.

 

Schifo che mi reca la parola artista.

 

Ci si abitua a tutto: al buio, al poco pane, alle violenze, alla vita incerta, ma non agli articoli di Gayda.

 

La miseria italiana è la grande scusa che permette al governo di gettar via denari.

 

Siate enfatici e transigenti.

 

Non portare più la cravatta è un atto di indipendenza dai vincoli borghesi.

 

Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano questo idee.

 

È meglio assumere un sottosegretario che una responsabilità.

 

Il professore di lingue morte si suicidò per parlare le lingue che sapeva.

 

La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia.

 

Conservatore in un paese in cui non c'è nulla da conservare.

 

La sua signora


Taccuino di Leo Longanesi, 1957

 

Esistono tipi che assumono una personalità soltanto al telefono.

 

Il contrario di quel che penso mi seduce come un mondo favoloso.

 

Cercava nella Bibbia l'indirizzo di un buon albergo in Palestina.

 

La famiglia è uno stato che riceve autorità dalla noia, dalle convenienze e dalla paura di morir soli in casa.

 

Una vedova desta sempre fascino, attira. Il povero morto è un ruffiano tremendo.

 

Quando suona il campanello della loro coscienza, fingono di non essere in casa.

 

Il moderno invecchia; il vecchio ritorna di moda.

 

Il piacere di dispiacere a chi si vuol far piacere.

 

Non pagare i debiti, ma versare grosse lagrime di acconto ai creditori.

 

Nulla si difende con tanto calore quanto quelle idee a cui non si crede.

 

Un matrimonio d'amore: amano tutti e due i cani barboni.

 

Buoni a nulla, ma capaci di tutto.

 

L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.

 

Non si ha idea delle idee della gente senza idee.

 

Un'idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione.

 

Non è la libertà che manca; mancano gli uomini liberi.

 

Quando potremo dire tutta la verità, non la ricorderemo più.

 

Libri di Leo Longanesi 

Parliamo dell'elefanteParliamo dell'elefante

Frammenti di un diario

Introduzione Pierluigi Battista
Editore Longanesi, Milano2005

Valutazione Aforismario: Libro consigliato (Aforismario)

 

"Parliamo dell'elefante" prende in considerazione gli anni tra il 1938 e il 1946. Anni cruciali, che ritornano puntualmente in questi "frammenti di un diario" recuperati e riordinati ancora a caldo, in un tumultuoso dopoguerra. Appunti, riflessioni, note di lettura, opinioni, incontri, veri e propri piccoli racconti si compongono in una narrazione ove il gusto per la battuta feroce, per l'epigramma assassino, per la definizione fulminante è al contempo alto esercizio di stile e puntuale testimonianza.

 

La sua signoraLa sua signora

Introduzione Indro Montanelli

Editore Rizzoli, Milano, 1975

Valutazione di Aforismario: Libro da non perdere (Aforismario)

 

Giornalista, editore, disegnatore di raro talento, Longanesi si esprime in questo piccolo libro nella forma che più gli è congeniale: epigrammi, frammenti, osservazioni, sarcasmi, poesiole, caricature, che riecheggiano la sua incomparabile arte di conversatore e a poco a poco costruiscono l'immagine di un paese conformista, mammista, retorico e cattolico, vanaglorioso e disposto, sempre, alla lacrima e al compromesso, alla strombazzata e alla frode fiscale.

Indice Autori - Home Page - Avvertenze - Contatti - Torna su