Luciana Littizzetto 

 

Luciana Littizzetto

Torino 1964

Cabarettista italiana

Aforismario

 

Sola come un gambo di sedano, 2001


Per gli uomini è diverso. Con l'età guadagnano punti. Più diventano vecchi e più migliorano. Come il dolcetto. Noi donne invece siamo più come il gorgonzola. Più diventiamo vecchie e più diventiamo grasse.

 

Vorrei una raccolta differenziata per gli amori finiti. In fondo ricicliamo tutto. Carta, vetro, plastica, pile usate e bucce umide di banana: perché non farlo anche con le storie d'amore?

 

Ognuno è solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole, ed è subito... herpes.

 

Smettiamola di credere che basti come siamo fatte dentro. Siamo noi che baciamo i rospi e quelli diventano principi. Non il contrario, purtroppo.

 

Quando vi chiedono quanti anni avete aggiungetevene una ventina. Così vi diranno almeno che li portate benissimo.

 

Dire a un parrucchiere «fai tu» è un po' come decidere di fare boungee jumping senza elastico.

 

La palestra è anche un luogo di socializzazione. Si divide tutto. Attrezzi, macchine, verruche e funghi.

 

Le donne per esistere non possono fare a meno di un accessorio vitale dal quale raramente si separano: la borsetta. Oggetto che distingue la donna dall'uomo, come fanno le corna con il toro e la mucca.

 

Volete sapere il segreto per conquistare una donna? Niente fiori né opere di bene. SCARPE. Occupatevi dei suoi piedi e lei si occuperà del vostro cuore.

 

Quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso.

 

Il vero uomo è un po' come l'apparizione di un UFO. Tutte un po' ci credono, tutte un po' ne parlano, ma nessuna giurerebbe davvero di averlo visto.

 

L'amore eterno ce l'hanno raccontato i poeti, ma quando la vita media era di trenta anni. Adesso che campiamo ben oltre i settanta, abbiamo un esubero di quaranta.

 

C'è un tempo per ridere e un tempo per piangere. Un tempo per gioire e un tempo per soffrire. Un tempo per restare e un tempo per partire. Ma un tempo massimo per restare incinte. Dopo di che... ciao.

 

La principessa sul pisello, 2002


Ho scoperto di avere le misure classiche 90-60. Ma non di seno e fianchi. Per adesso solo di pressione.

 

Quando la malinconia di essere sole vi blocca il gozzo e non riuscite a mandar giù neanche un goccio di succo di frutta, fate così. Guardate i fidanzati o i mariti delle vostre amiche. Guardateli bene. E poi domandatevi se c'è ancora da piangere perché siete da sole.

 

La coppia è come la maionese. A chi riesce al primo colpo e a chi non riesce mai.

 

Gli uomini non la smetteranno mai di trattare la macchina meglio della fidanzata. Anche perché non rompe le palle, la macchina, è muta, se vuol dirti qualcosa accende le lucine, invece la morosa parla, non è dotata di cruscotto, purtroppo.

 

Io i taxisti li invidio. Perché ci hanno il tempo per fare dei pensieri. Guidano e pensano. Pensano e guidano. Poi tu sali, parte il tassametro e loro ti spiegano come stanno le cose. Tu al taxista paghi i pensieri, mica la corsa.

 

Le madri sono come i senatori a vita. Una volta elette, che tu lo voglia o no, continuano a governarti per sempre.

 

Col cavolo, 2004


Così dicono gli esperti. Tre anni. L'amore vero dura tre anni. Qualcosina in più di mille giorni. Dopodiché buongiorno bignola, ciao contadina. Non è più la stessa cosa. Prima saliva il desiderio e calavano le mutande, poi succede il contrario.

 

Gli uomini in casa sono come i peli in bocca: danno noia.

 

I sessuologi hanno detto che statisticamente c'è una relazione tra l'organo maschile e l'indice della mano destra. «Quindi il pisello dei maschi è proporzionato al dito indice? Misericordia. Lo sapevo. Io la prima cosa che guardo in un uomo sono le mani. Allora in base a questo ragionamento ET è meglio di Rocco Siffredi. Ecco perché ET era un alieno.

 

I fidanzati sono come i tram. O non arrivano mai o ne arrivano tre tutti insieme. E alla fine non sai a chi attaccarti.

 

Imbecilli si nasce o si diventa? Chissà. Una cosa è certa. Qualcuno parte già avvantaggiato.

 

Dicono che le donne siano come le acciughe: tolta la testa tutto il resto è buono. Son cose che fan piacere.

 

I cellulari sono l'unica cosa che gli uomini sono fieri d'avere piccolo.

 

Rivergination, 2006


In America sta spopolando la rivergination. L'imenoplastica. La moda di farsi ricostruire una nuova verginità. Non sei più vergine? Mettici una toppa. La toppa sulla topa.

 

Praticamente la rivergination si fa per evitare la svalutation e incentivare la devolution.

 

Vivere da cicala e trovarsi un marito formica che lavori per te.

 

La cresima è come il passaporto. La fai all'ultimo momento.

 

La maggior parte delle donne che lavora dipende dalla colf. Non è la colf che dipende da noi.

 

Quelli a destra dicono che le sinistre porteranno miseria e morte. Quelli a sinistra dicono che la destra porterà la dittatura. Pensa se avessero ragione tutti e due.

 

Settembre è il mese perfetto per i matrimoni. Né caldo né freddo. Né bello né brutto. Come il matrimonio, appunto.

 

Ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo.

 

Che Litti che Fazio, 2007


Trovo che sia un bel pensiero quello di regalare un piccolo intervento di chirurgia estetica perché è come dire: “Amore, ti penso tanto e penso che fai schifo, cioè sei tutta da rifare, ti do un chilo di silicone, fanne quello che vuoi”.

 

È inutile dire che noi donne ci rifacciamo per piacere di più a noi stesse. Non è vero. Noi per piacere di più a noi stesse ci facciamo la carbonara, ci mangiamo dei gelati che ci cola tutto il pistacchio fin sotto il gomito...

 

Ho deciso che le parolacce non le dico più. Dico solo diamine, acciderba, ammappalo e, quando mi girano un po’: “Non farmi girare i mumbastic” e “Vaffa”. Vaffa lo dico perché non se ne può fare a meno, è come il telefonino, non esco mai senza.

 

Veramente il mondo alla rovescia, manca solo che ci dicano che Rocco Siffredi si fa prete e il TG4 è un telegiornale e poi abbiamo veramente raggiunto il culmine.

 

Una persona dedica sedici ore complessive all’orgasmo e nove mesi a lavare e stirare, cioè si passa più tempo a stirare che a godere. Il movimento è uguale: su e giù, avanti e indietro…

 

Dicono sempre l'Italia per i giovani, il futuro dei giovani, i giovani per l'Italia del domani e poi quelli che ci governano sono una carica di nonni. 

 

Hanno abolito il limbo. I vescovi, che hanno tutto il diritto di parlare – però parlano anche quando dormono ormai -, hanno deciso che chiudono il limbo perché non conveniva tenerlo aperto, non faceva reddito e poi adesso dovevano pagare l’ICI...

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Libri di Luciana Littizzetto

Sola come un gambo di sedanoSola come un gambo di sedano
Editore Mondadori, 2003

Luciana Littizzetto è, per sua stessa definizione, una "single un po' frollata". Alle prese cioè con uomini incerti, inconcludenti, col calzino bianco e ignoranti. Questo libro raccoglie gli sfoghi di una donna tragicamente e comicamente contemporanea.

 

La principessa sul pisello La principessa sul pisello
Editore Mondadori, 2004

Luciana Littizzetto si scatena su coppia e dintorni. Tanti lui e tante lei, ma anche tante ridicole manie e riti d'oggi fanno capolino in questo diario di una Principessa sul Pisello come tante.

 

 

Col cavoloCol cavolo
Editore Mondadori, 2006

Care elise di rivombrose, aprite quelle orecchie da cavolfiore: bisogna farsene una ragione, la crisi della coppia segue curve inesorabili. I primi mesi si alza il desiderio e calano le mutande. Poi, col tempo, i movimenti si invertono: il desiderio cala e le mutande risalgono fin quasi alle ascelle.

 

RiverginationRivergination
Editore Mondadori, 2008

La rivergination si fa per evitare la svalutation e incentivare la devolution. È l'ultima moda della chirurgia estetica: qualche minuto e voilà, ci si ritrova candide e immacolate stile prima comunione.

No

(Luciana Littizzetto, Col cavolo, Mondadori, 2004)

Sono nata così. Con questa genetica predisposizione al NO. Non so perché ma al consenso preferisco il dissenso. Il no mi piace. Anche il gesto che lo accompagna. Scuotere la testa di qua e di là, soprattutto quando mi sono appena lavata i capelli, mi dà tanta soddisfazione. E poi mi piace pronunciarlo il no. Perché lì in mezzo, tra le pieghe di quella sillaba nasale, ci sta dentro un sacco di roba. Il rifiuto per esempio. Il nossignore. Il levatelo dalla testa. Che non è mica roba da buttare via. Perché il rifiuto è sempre differenziato. C'è no e no, insomma. E la maggior parte dei no è riciclabile. Da una raccolta paziente di rifiuti possono nascere nuove cose. Insoliti modi di pensare, per esempio. Strade diverse da percorrere. Persone nuove da amare. Il NO è anche dissenso. Pensiero difforme. Che spesso si fa conflitto. Ma anche dibattito costruttivo. Mi fanno paura le coppie che non litigano mai. Bisticciare, credetemi, è sano. Sono convinta che alzando la voce e caricando i toni si crei dell'energia propulsiva che fa andare avanti la coppia. E poi vuoi mettere il piacere di fare la pace? Chi non litiga non sa cosa si perde. C'è anche il NO purissimo della disobbedienza. Quello bello dei bambini. Che dicono no per puro spirito di contraddizione. E magari ci aggiungono pure un «merda» proprio quando i genitori vogliono far bella figura con gli amici. Poi ci sono i NO che ti vengono fuori perché c'hai i nervi. «Guarda, oggi ti dico di no perché c'è vento e sono isterica. Ma se me lo chiedi domani può essere che ti dica di sì. Soprattutto se c'è il sole.» E anche i NO della sincerità. Quelli che si usano per dire le cose come stanno. «Vengo anch'io?» No tu no. «Vengo anch'io?» No tu no. «E perché?» Perché NO. Perché mi stai sul culo, guarda. Non ti reggo. Preferisco dirti le cose come stanno invece di fingere benevolenza. Vacci con qualcun altro a vedere le bestie feroci. Non con me. È che il NO dà libertà. Non si può morire dentro, aspettare di diventare tutti verdi come Hulk fino a farsi scoppiare i bottoni della camicetta. Con il NO, poi, iniziano tante parole importanti. Il nonostante, per esempio. Che ti fa tirare avanti e chiudere un occhio. Il noumeno, che è l'essenza delle cose. Il nocciolato che leva le malinconie, la novità che dà gusto alla vita, il no profit che dà senza pretendere, il non ti scordar di me della nostalgia e il non essere dell'essere. Sul muro della mia camera da letto sta scritta una frase di Pessoa che dice: NON SONO NIENTE. NON SARÒ MAI NIENTE. NON POSSO VOLER ESSERE NIENTE. PERÒ HO IN ME TUTTI I SOGNI DEL MONDO. Ecco. È proprio così che la penso.

 

Link: Sito ufficiale di Luciana Littizzetto

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