Luigi Pirandello

 

 

Luigi Pirandello

Agrigento 1867 - Roma 1936
Drammaturgo, scrittore e poeta italiano

Citazioni dalle opere

Aforismi e Citazioni - Aforismario

 

 

Arte e coscienza d'oggi, 1893


La verità certamente non fu mai ladra: la frode a noi venne sempre dal troppo immaginare.

 

A me non han fatto mai meraviglia certi peccatori moribondi, che reclamano Dio prima di chiuder gli occhi alla luce. Lo spirito moderno è profondamente malato, e invoca Dio come un moribondo pentito. Mi fa bensì meraviglia che si chiami Dio quel che in fondo è buio pesto.

 

Il turno, 1902


La libertà sta di casa con la ricchezza.

 

L'altro figlio, 1902


Vale più una pietruzza in patria, che tutto un regno fuorvia!

 

La camminante, 1906


La singolarità vera e nuova, l'originalità, non è cosa che si procacci di fuori; si ha dentro o non si ha; e chi l'ha veramente non sa neppure d'averla e la manifesta con la maggiore semplicità.

 

Moderno è il nuovo per forza, chi non ha originalità e vorrebbe dimostrar d'averne.

 

L'esclusa, 1908


Un'ora breve di dolore c'impressiona lungamente; un giorno sereno passa e non lascia traccia.

 

Si sa, per altro, che le mogli è il loro mestiere d'ingannare i mariti.

 

Due sole vere infelicità aveva la vita, per coloro sui quali la natura esercita la sua feroce ingiustizia: la bruttezza e la vecchiaia, soggette al disprezzo e allo scherno della bellezza e della gioventù.

 

Arte e scienza, 1908


Lo scrittore stempera in dieci pagine quel che dovrebbe esser raccolto in uno sguardo.

 

Due sole vere infelicità ha la vita, per coloro sui quali la natura esercita la sua feroce ingiustizia: la bruttezza e la vecchiaia, soggette al disprezzo e allo scherno, della bellezza e della gioventù.

 

Ogni vero umorista è un critico di se stesso.

 

Suo marito, 1911


Quando l'indiscrezione è a fin di bene, un gentiluomo non deve ritrarsene.

 

La ragione degli altri, 1915


Non si può avere compatimento per gli altri, quando abbiamo troppo da soffrire per noi stessi.

 

Liolà, 1916


I figli del lupo nascono coi denti.

 

Il berretto a sonagli, 1917


Non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver ragione!

 

Il piacere dell'onestà, 1917


È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre.

 

L'educazione è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose, di cui, per esser saggi, si dovrebbe fare a meno.

 

Ma non è una cosa seria, 1918


Fa più o meno male della nicotina, la donna?

 

L'uomo, la bestia e la virtù, 1919


La civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto esser commedianti.

 

Esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele.

 

Tutto per bene, 1920


Chi più m'ingannò, m'ingannò meno. 

 

Sei personaggi in cerca d'autore, 1921


Nulla pare che sia più superfluo dello spirito in un organismo umano.

 

Un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar
dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato.

 

Enrico IV, 1922


Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni.

 

Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da pazzo! 

 

Tutti i pazzi sono sempre armati d'una continua vigile diffidenza.

 

Chi più sa chiacchierare, più è bravo.

 

La vita nuda, 1922


Riponi in uno stipetto un desiderio: aprilo: vi troverai un disinganno.

 

Vestire gli ignudi, 1922


Un romanzo o si scrive o si vive.

 

Ciascuno a suo modo, 1924


La coscienza: una rete elastica, che se s'allenta un poco, addio! scappa fuori la pazzia che cova dentro ciascuno di noi.

 

Fo più conto della testimonianza della mia coscienza, che dei discorsi di tutto il mondo.

 

L'amica delle mogli, 1926


Sciocchi si può essere in due modi: per una sciocchezza che si fa, come tanti possono farla, pur senz'essere sciocchi; e allora si fa ridere non propriamente di noi, ma della sciocchezza che abbiamo fatta; o sciocchi per sciocchezza congenita, e allora facciamo ridere di noi, sempre, qualunque cosa si faccia, anche la più seria.

 

La nuova colonia, 1926


Fare, fare. Fare per fare, senza vedere neppure quello che fate, perché lo fate. E la giornata è passata.

 

Diana e la Tuda, 1926


Fare i cinici è pure un modo di dare leggerezza alla vita quando comincia a pesare.

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Tutte le novelleTutte le novelle (3 volumi)
Autore Luigi Pirandello
Curatore L. Lugnani
Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2007

Un caleidoscopio di "maschere", di personaggi straordinari, cupi e tragicomici, irregolari e paradossali, sempre ferocemente ostinati ad andare oltre la barriera invisibile che separa l'essere umano dai suoi simili. Un'opera che vale da atlante dell'animo umano, il tentativo titanico di fare una mappatura di tutto ciò che appartiene all'uomo, del nobile e dell'ignobile, del misero e del sublime, della crisi e di quel "ridere piangendo" che lo scrittore siciliano si impegnò per tutta la vita a studiare e a raccontare.

 

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di Luigi Pirandello vedi anche:

Novelle e commedie - Il fu Mattia Pascal - Uno, nessuno e centomila

I Quaderni di Serafino Gubbio - I vecchi e i giovani - L'umorismo

 

 

 

 

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