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Mario Vassalle
Viareggio, 1928 Natura e funzione degli aforismi Un breve saggio, 2011 Aforistica - Aforismario |
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“Sul palcoscenico della vita, recitiamo la
parte assegnataci da un copione che non abbiamo né scritto né
letto”. Questo stato di cose sfida la comprensione
della mente, ponendo la domanda su come siamo determinati e
perché. Non solo si desidera comprendere chi siamo, ma anche i
significati della nostra esistenza. Queste domande sono rivolte
alla filosofia, ma essendo complesse e difficili, spesso ci si
limita a un’analisi di singoli aspetti di una realtà il cui
significato generale ci sfugge. I singoli aspetti della realtà
umana sono accessibili a tutti e quelli generali nella loro
interezza non sono accessibili a nessuno. L’analisi presuppone l’attività della
mente e cioè la
capacità di pensare e di sentire. Un ingrediente indispensabile
del pensare è la curiosità intesa nel senso migliore della parola: nulla si muove a
meno che non vi sia una forza motrice. Senza la curiosità, la
mente si adagerebbe passiva nel letto dell’ignavia. Se la curiosità è indispensabile per cercar
di comprendere qualcosa della nostra vita, non è necessariamente
sufficiente, perché la comprensione può essere resa impossibile
dalla difficoltà di quello che si vuol capire. Per la mente, è
certamente assai più facile analizzare le varie percezioni dal
mondo esterno che colpiscono la sua attenzione piuttosto che
sviluppare un sistema di pensiero in cui inquadrarle.
Qui entrano di scena gli
aforismi. La ripetuta
esposizione a un certo fenomeno alla fine suggerisce quello che
di comune vi è nelle ripetute percezioni (per esempio, i motivi
dei vari comportamenti umani). Se si capisce chiaramente quello
che si percepisce, si è in grado di esprimerne in maniera
concisa la verità che l’analisi della mente ha acquisito. A
causa della maniera in cui sono acquisiti, gli aforismi
esaminano la realtà in ordine sparso, facendoci coscienti dei
significati di quello che prima solamente osservavamo: non vi
può essere un aforisma se quello che si osserva non è sottoposto
alla riflessione per distillarne il significato. Non basta
guardare con gli occhi, bisogna vedere con la mente. Un aforisma
ci può far riconoscere quello che avevamo guardato, ma che non
avevamo veduto.
Ma a questo punto si deve fare i conti con la necessità
della Varietà e dell’Ordine, un tema sviluppato in
Sintesi, una
visione d’insieme della realtà umana. Qui si
dirà semplicemente che vi deve essere un
Ordine che regola la realtà umana, perché l’alternativa sarebbe il
caos. Gli aforismi non potrebbero esistere se la realtà umana
non fosse regolata da leggi precise e costanti, quelle
dall’Ordine, leggi che l’aforisma esplora. Se però si dovessero
ubbidire le leggi dell’Ordine in una maniera obbligatoria,
sarebbe la fine della razza umana come la conosciamo: si
diventerebbe un esercito di formiche.
Di qui nasce la necessità assoluta non solo che si possa
scegliere se conformarci o no alle leggi dell’Ordine (che è la
base della nostra libertà), ma anche che ciascuno sia differente
e possa pensare e sentire in maniera individuale (che è la base
della nostra individualità, personalità, creatività,
inclinazioni naturali, ecc., cioè del nostro Io). Questo rende
necessaria la Varietà:
ciascuna mente deve essere se stessa e, per esserlo, deve essere
diversa. Questo
comporta tutta una serie di considerazioni come, per esempio, in
quale maniera sia creata la diversità, in cosa siamo diversi e
in cosa siamo simili, come si può comunicare se siamo diversi,
in cosa consista la nostra libertà e la licenza, ecc. Talune di
queste questioni sono trattate in
Sintesi.
Quello che interessa qui è che la varietà delle menti
comporta diversità non solo nel pensare, ma anche in quello che
si pensa e come si pensa. Per il nostro tema, questo significa
una cosa sola: le diverse menti sviluppano interessi diversi,
metodi di pensare e di esprimersi diversi e conclusioni diverse.
Nella sfera delle nostre attività, in genere ciascuno segue le
preferenze delle sue caratteristiche naturali e acquisite. Le
nostre inclinazioni naturali determinano i desideri che
perseguiamo perché il perseguirli ci dà piacere. Questo si
applica anche a chi scrive aforismi.
Essendo ciascun differente da tutti gli altri, non solo
variano gli interessi della mente, ma anche quello che si fa e
come lo si fa per soddisfarli. Ne risulta una grande Varietà di
aforismi e degli scopi che perseguono. A questo proposito, cito
quanto segue: “Ci sono molte specie di aforismi e ciascuna
riflette la personalità di chi li scrive. Tanti aforismi sono
acuti, avvincenti, brillanti, spiritosi, paradossali, ecc.
Alcuni vogliono intrattenere con un sorriso o una risata il
senso dell’umorismo del lettore, spesso sottolineando le
contraddizioni di quello che l’abitudine e la routine ci fanno
accettare meccanicamente. Per questo, inducono a riflettere e
spesso insegnano divertendo. Pertanto, gli aforismi sono di
tanti tipi differenti e tutti hanno una loro utile e piacevole
funzione. Insegnano nuove maniere di vedere quella realtà che
normalmente solo si guarda…” …Altri... “aforismi
sono dettati dall’interesse verso quell’entità misteriosa e
seducente che è la realtà umana. Vogliono intrattenere la
curiosità e il desiderio di comprendere della mente, il
desiderio di comprendere soprattutto se stessa. Il loro intento
è di soddisfare il desiderio di capire quello che ci
caratterizza e ci condiziona come essere umani.” (da
Pertanto, gli aforismi e il loro stile
variano secondo chi li scrive.
Certamente, gli aforismi di una persona idealista,
pratica, religiosa, cinica, pessimista, infingarda, artistica,
energica, sognatrice, atea, sentimentale, ecc. riflettono la
paternità dell’autore. Ma qualsiasi cosa si dica, per aforisma
s’intende una verità che colpisce piacevolmente il lettore per
essere espressa in maniera concisa e inusitata.
La funzione del conciso e dell’inusitato dovrebbe essere
quella di sorprendere la mente per essere drasticamente
differenti dalla routine alla quale è abituata. Questo significa
che la verità che si dice dovrebbe essere in qualche maniera
stimolante perché istintivamente piace e perché può stimolare la
riflessione.
Quindi, una buona parte degli aforismi si basa sulla
riflessione di quello che si osserva, ma anche su intuizioni
improvvise alla cui base sono forse l’esperienza e il lavorio
del subconscio. La diversità delle menti fa gli aforismi
diversi, ma non necessariamente li fa tutti corretti. Pertanto,
nell’analisi di quello che si osserva, bisogna riflettere senza
i pregiudizi delle nostre convinzioni, le distorsioni delle
nostre emozioni o le preferenze delle nostre inclinazioni
naturali. Altrimenti si esprimono delle opinioni personali e non
delle verità valide per tutti. Per esempio, della realtà si può
vedere soprattutto il bene o il male, ma quello che si dice sul
bene o sul male deve essere vero.
In un’analisi distaccata, s’impara dalla natura e non si
pretende di insegnarle. La verità è una sola, e nostra è solo la
maniera di esprimerla. Se non si resiste alle seduzioni della
demagogia, si danneggia la qualità di quello che si crea. Il
fatto che qualcosa possa piacere a noi personalmente per se
stesso non lo fa diventare vero. Ora, quale merito ci può essere
nel dire cose sbagliate?
Se è inevitabile ed essenziale avere delle convinzioni,
non è su queste ma sui fatti che bisogna basare le nostre
conclusioni. Altrimenti, non si analizza la realtà, ma la si
deforma, vedendola attraverso le distorsioni di un’ottica
personale.
Quindi, nella ricerca della verità, l’aforisma ha bisogno
di essere (se non “scientifico”) per lo meno obiettivo. Ma
ognuno raggiunge i suoi fini secondo le sue preferenze naturali
scegliendo quello che lo interessa e analizzandolo secondo la
sua maniera di pensare. Pertanto, gli aforismi riflettono la
personalità e il metodo di chi li scrive e questo assicura che
un numero vasto di differenti argomenti sia considerato in
maniera originale. Le vie che portano alla verità sono molte (ma
purtroppo lo sono anche quelle che portano agli sbagli).
Tra i vari metodi, il più “semplice” è
di usare una chiarezza cristallina per esprimere concisamente un
concetto nuovo che illumina come un lampo l’oscurità della
nostra ignoranza. Un’altra maniera relativamente comune di
formulare un aforisma è quella di usare
l’ironia. L’ironia
prende in giro quello che vuol criticare, ma lo fa in maniera
garbata, in genere esagerando quello che in realtà critica e
facendo sorridere per la sua finezza. Al contrario delle
prediche, che possono essere turgide di una sincera indignazione
morale, l’ironia preferisce essere elegante, anche se qualche
volta taglia profondo per essere ben affilata. Inoltre, spesso
nell’ironia vi è un sottofondo morale, anche se inconfessato: si
ironizza su quello che non si approva. La
satira
invece è aggressiva e cerca di essere caustica, in un certo
senso per essere indignata e sdegnata da quello che critica.
Per colpire il lettore si possono usare anche altri
metodi che riflettono la personalità di chi li usa. Qualcuno può
preferire le assonanze e dissonanze. Per es. “È un tipo che fa di tutto
pur di non fare nulla”. La contrapposizione è rinforzata
dall’opposizione di due situazioni completamente opposte. La
verità espressa acquista una certa vivacità. Inconsciamente, si
cerca l’effetto della simmetria degli opposti e la simmetria ha
sempre un effetto estetico.
Anche in questo caso, si delinea un certo aspetto della
realtà umana che interessa e diverte per la maniera in cui lo si
formula.
Naturalmente qui si tratta di metodi, che sono la maniera
selezionata da ciascuno per fare o dire le cose in maniera che
lo soddisfino. Ma nessun metodo per sé fa certo dire qualcosa di
nuovo o di speciale. Così si può usare la contrapposizione in
maniera ripetitiva, ma non sempre con la stessa efficacia e
qualche volta con nessuna.
Forse in questa categoria rientrano
i
giochi di
parole. Spesso sono assai piacevoli ed anche
penetranti, e talvolta somigliano ai giochi di prestigio. Una
limitazione dei giochi di parole è che sono
difficilmente traducibili
in un'altra lingua. Se poi uno deve spiegare il gioco delle
parole nella traduzione, questo perde tutto il suo sapore. La
possibilità che i pensieri siano traducibili in lingue diverse
ne garantisce la potenziale universalità nel senso che tutti
possono immediatamente capirli.
I
paradossi sono più ambiziosi: vogliono essere
brillanti. Una base comune dei paradossi è la contraddizione di
quello che comunemente si crede o si dice. Un paradosso vuol
essere non-convenzionale, spiritoso, piacevole e acuto. Se un
paradosso deve scegliere tra spirito e verità, preferisce essere
spiritoso, anche perché spesso coglie le incongruenze che
abbiamo passivamente accettato nelle cose di tutti i giorni.
Alla loro maniera, i paradossi fanno pensare e possono
scuotere le certezze che sono troppo facili e trite. Ma anche se
insegna, il paradosso non vuole insegnare: gli sembrerebbe di
essere pedestre. Invece, vuole divertire con la finezza del suo
spirito e sfidare la compiacenza di chi legge: spesso lo fa.
Una sua limitazione è che una lunga sequenza di paradossi
diverte, ma non conclude; non perché non riesca a concludere, ma
perché non c’è nulla di sistematico da concludere. Se sono
tanti, i paradossi possono occasionalmente contraddirsi tra di
loro. Sono adattissimi per intrattenere piacevolmente il gusto e
anche il senso critico della mente. Nei ricevimenti in
particolare, vi è una simbiosi naturale tra paradossi (motti si
spirito) e quello che si beve (in genere bevande spiritose:
scusate lo spirito). L’equazione suona così: paradossi + liquori
= grandi risate divertite.
Ad un paradosso non dispiace mai di essere elegante e
anche avere una certa venatura di fatuità e talvolta persino di
cinica stanchezza. I paradossi non sono interessati a parlare di
cose troppo “serie” come virtù, doveri, responsabilità,
sacrificio, ecc.: sono cose scialbe e persino noiose per un
paradosso, e soprattutto sono oltre i suoi scopi e i suoi
interessi. Reciprocamente, la virtù esige da noi assai di più
dei paradossi. Tuttavia, il paradosso può esprimere la verità
che vi è nelle eccezioni. Anche se i paradossi sono seri, non
vogliono apparirlo.
I migliori paradossi piacciono a tutti e insegnano a
molti. Tuttavia, nessun paradosso è così interamente vero da
sostituirsi alle regole che sfida. Su una serie di paradossi non
si costruisce un sistema di pensiero, ma solo un insieme di
acute piacevolezze. Il loro scopo è di essere stimolanti,
piacevoli e anche di mettere in questione certe ipocrisie
inconsapevoli o certe abitudini rese decrepite dall’essere
accettate non-criticamente: in questo hanno spesso successo.
Ci sono anche altri stili e metodi, ma essenzialmente
queste forme di analisi della realtà umana da menti diverse sono
apprezzate da chi condivide gli stessi atteggiamenti e
inclinazioni naturali. Ognuno cerca quello che lo intrattiene
nella sua maniera preferita. La diversità degli aforismi che
risulta dalla Varietà di chi li scrive contribuisce alla Varietà
della realtà umana. Essenzialmente, s’impara da tutte le forme
di analisi e tutti noi vogliano essere da loro intrattenuti. Ma
taluni preferiscono che li si faccia sorridere, altri che li si
faccia ridere e altri che li si faccia pensare.
In conclusione, tutte insieme le varie forme di aforismi
fanno parte di una cultura umanistica e vi contribuiscono,
spesso piacevolmente. Sono un’attività specializzata della mente
e che, come tutte le altre attività, ha fini particolari e
metodi propri. Il risultato è che si leggono con piacere, perché
meravigliano la mente: nascono dalla curiosità di chi scrive e
stimolano quella di chi li legge. Sono una forma di cultura che
interessa l’intelletto di tutti, grandi e piccoli, e che può
aprire nuovi orizzonti alle nostre vedute andando più in
profondità delle prescrizioni di un pur necessario buon senso
quotidiano.
Inoltre, gli aforismi permettono a chiunque di fare delle
contribuzioni valide, proprio perché basate sull’esperienza
personale delle vicende della vita, piuttosto che sulle teorie o
sistemi specializzati che pascolano nei recinti filosofici. Gli
aforismi sono tanto apprezzati che talvolta si preferisce
qualcosa di spiritoso (anche se di dubbia verità) a qualcosa di
vero (specialmente se espresso con un’opacità pedestre).
La fertilità di quest’attività è assicurata proprio dalla
differente maniera di vedere delle menti umane e contribuisce in
maniera importante alla Varietà di quello spettacolo che si
rappresenta quotidianamente sulla scena umana. Altrettanto
importantemente, stimola lo sviluppo della mente umana aprendole
differenti vedute attraverso lo scambio delle diverse
comprensioni. © Mario Vassalle, New York, 24 Novembre 2011 È vietata la riproduzione, anche parziale, non autorizzata
Testo riprodotto per gentile concessione dell'autore di Mario Vassalle vedi anche: Diario di un fisiologo del cuore - L'enigma della mente - La realtà dell'Io Foglie d'autunno - Conchiglie - Aghi di Pino - Petali Aforismi: verità in capsula - Natura e funzione degli aforismi
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