|
Mario Zucca
Torino 1952 Battute umoristiche - Aforismario |
|
"Vi amo, bastardi...". Zuccate Mia madre cucinava così male che la nostra pattumiera aveva l’ulcera.
Mamma a Natale faceva il tacchino. Un’imitazione di merda.
Per mio padre io non ero un coglione. Ero l'altro.
Mia moglie mi ha sposato per fare un dispetto a un uomo. Dopo un anno ho scoperto che quell'uomo ero io.
Da piccolo i miei mi mandavano in una colonia di bambini così poveri che sulla spiaggia, invece dei castelli, facevamo le case popolari di sabbia.
Un giorno portai alla maestra una mela e lei mi diede un bacio. Il giorno dopo le portai un’anguria e lei non capì.
La mia maestra cominciò la carriera insegnando in un nido. Dovette smettere per le vertigini.
Quando ero piccolo mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all'aperto. Cominciò a piovere. Ci misi tre ore a finire il brodo.
Noi preti non possiamo andare a donne: facciamo una telefonata e vengono loro da noi.
Era talmente brutta che davanti alla finestra c’era un guardone che dormiva.
Quella ragazza mi ha detto: Vieni a casa mia, non c’è nessuno. Sono andato a casa sua e non c’era nessuno.
Vedi anche le battute di: Stefano Bellani - Daniele Luttazzi
|
|
Battute per autore - Battute per argomento - Avvertenze - Contatti - Torna su
|