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Niccolò Tommaseo Sebenico 1802 - Firenze 1874 Pensieri morali Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Pensieri morali, 1845 Se gli uomini conoscessero intimamente la cosa che bramano, la bramerebbero meno.
Certi beni tormentano bramati, e più tormenterebbero conseguiti.
Il disingannarsi richiede sovente più forza di fantasia che l'illudersi.
La memoria d'un nobile piacere, per breve che sia, si distende, quasi tenda protettrice, su tutta la vita.
La noja è tristezza senz'amore.
I mali che non hai, considera come altrettanti beni; e sarai lieto.
Non potete voi dire: sono contento? Dite: mi contento: e finitela.
I dolori più fondi fanno le gioie più alte.
I più sono traditi dall'avidità propria piuttosto che dalla malizia altrui. Questa s'è servita di quella.
Il timore de' pericoli, è talvolta dei pericoli di tutti il maggiore.
Se il codardo corresse contro i nemici con la rapidità che li fugge, li spaventerebbe.
Chi non intende i silenzi, non intende neppur le parole.
Pubblicati nello stesso anno dei "Pensieri" di Giacomo Leopardi, i "Pensieri morali" di Niccolò Tommaseo (1845) sono il condensato aforistico della saggezza del grande dalmata, di cui mostrano la straordinaria capacità definitoria. Tommaseo ebbe particolare predilezione per il genere aforistico, al quale dedicò diversi libri, dagli "Aforismi della scienza prima" (1837) al "Dizionarietto morale" (1867). Amante della concisione e del pensiero preciso ed efficace, come dimostra ampiamente il suo lavoro di lessicografo, con i "Pensieri morali" Tommaseo allestì una piccola enciclopedia per aforismi, inserendosi nella tradizione filosofica di Bacone e di Vico.
Vedi anche Aforismi della scienza prima di Niccolò Tommaseo
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