Nicolas de Chamfort

 

Nicolas de Chamfort

Clermont-Ferrand 1741 - Parigi 1794
Scrittore e moralista francese

Caratteri e Aneddoti

Caractères et Anecdotes, 1795/1953 (postumo)

Aforismi e aforisti - Aforismario

 

 


Il signor... mi diceva: « Ho visto donne ovunque; l'italiana crede di essere amata dal proprio amante solo quando questi è capace di commettere un delitto per lei; l'inglese, una pazzia; e la francese, una sciocchezza. »

 

Il signor... diceva: « Le donne hanno di buono solo ciò che hanno di migliore. »

 

« Ovunque ho visto, diceva il signor..., pranzi senza digestione, cene senza gusto, conversazioni infide, unioni senza amicizia e amplessi senza amore. »

 

Il signor... diceva che il gran mondo è un luogo malfamato che è consentito frequentare.

 

Qualcuno ha osato dire: « Vorrei vedere l'ultimo re strangolato con le budella dell'ultimo prete. »

 

Alla domanda: «Che cosa rende più sgradevoli in società?», il signor... rispose: «Piacere».

 

Un celibe incitato a sposarsi rispose piacevolmente: «Dalle donne mi guardi Iddio che dal matrimonio mi guardo io».

 

D..., amabile misantropo, mi diceva riguardo alla malvagità umana: «Solo l'inutilità del primo diluvio trattiene Dio dal mandarne un secondo

 

«La felicità non è cosa facile, diceva il sig.... Molto difficile è trovarla in noi, e impossibile reperirla altrove.»

 


 

   

 

Massime e pensieri - Caratteri e aneddoti

Autore: Nicolas de Chamfort

Introduzione: Albert Camus

Traduzione: Marcello Ciccuto

Testo francese a fronte
Editore: BUR Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1993

Valutazione Aforismario: Capolavoro (Aforismario)

 

Forse nessun protagonista del Secolo dei Lumi ha condiviso ed espresso come Nicolas de Chamfort le contraddizioni, gli entusiasmi, lo spirito critico e le cadute dell'intelletto settecentesco. Questa tormentata raccolta di Massime e pensieri, specchio d'una vita dispersa e dispersa essa stessa alla morte di Chamfort, illustra con inarrivato acume il volto più oscuro e nevrotico del XVIII secolo. Alle dense formule di Chamfort dunque, a questo inventario spirituale dell'Ancien Regime e alla sua fantasmagoria verbale dobbiamo il privilegio di un'osservazione assolutamente indipendente sui fatti che condussero alla Rivoluzione, analizzati alla luce d'una sensibilità così vigile da far apparire sovrumane le sue intuizioni. Si spiega insomma il fascino che l'autore ebbe a esercitare nel tempo sui suoi pochi lettori; fra tutti Chateaubriand, Stendhal, Schopenhauer o Nietzsche, che ne fecero uno dei simboli dell'ambiguo confronto di sogno e ragione fluito nell'alveo della coscienza critica e morale della civiltà moderna.

 

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di Nicolas de Chamfort vedi anche: Massime e pensieri

 

 

 

 

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