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Oswald Spengler Blankenburg am Harz 1880 - Monaco di Baviera 1936 A me stesso Eis heauton, 1911/19 (postumo, 1993) Aforismi e aforisti - Aforismario |
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Non è la "fortuna" che mi è mancata. Sarei grato per qualsiasi grande sfortuna mi avesse colpito, purché fosse stata vita.
Niente fini, niente grandezza.
Quanto rapidamente in una società di citrulli si diventa citrulli.
Tua moglie ti inganna? È una domanda che non mi pongo. Perché no? − Non bisogna offrire a una donna la possibilità di mentire senza essere mascherata. Altrimenti la partita è persa.
È disperante frequentare persone per cui si prova disprezzo: essere obbligati, per pura cortesia, ad ammirare cose la cui insignificanza fa compassione.
Come è fortunato chi può ridere in compagnia senza perciò rendersi volgare, oppure confessare a qualcuno una cosa senza per questo gettarla ai porci.
La vanità è sempre un segno di bontà d'animo. Si vuole, in questo modo, il proprio bene solo nella misura in cui si vuole il bene degli altri.
I matrimoni d'amore sono l'ideale dei filistei: per questo godono di una così alta considerazione fra gli artisti.
Anche ciò deriva dalla mancanza di compagnia intellettuale. Di fronte a persone inferiori, con cui ci si mette a discutere per la più nera disperazione, è indifferente che si parli pro o contro qualcosa. A livello così basso la "verità" non ha corso.
Particolarmente rivelatori gli appunti autobiografici stesi e riuniti con il titolo "A me stesso" tra il 1911 e il 1919 - dunque negli anni della concezione del "Tramonto dell'Occidente": inediti anche in tedesco, vengono qui presentati per la prima volta. La progettata autobiografia, a cui Spengler pensava di dare l'eloquente titolo "Solitudine" o "Vita del ripudiato", ci prospetta una immagine del pensatore assolutamente nuova e, per molti aspetti, sconvolgente. Rispetto alla personalità che traspare dalle pagine sinora note, ricaviamo da questa "autobiografia segreta" i tratti caratteriali di una figura di segno opposto. Là il tipo del destino, l'uomo d'acciaio, l'uomo d'azione che disprezza il Graeculus histrio artista e filosofo. Qui una personalità melanconica, incline al tedio della vita e alla fantasticheria, che recide ogni legame con la realtà e si corazza entro il proprio io, dal quale può guardare il mondo solo attraverso le feritoie degli occhi. Un documento, dunque, che costringerà a reinterpretare tutta la figura di Spengler.
Vedi anche Aforisti e aforismi tedeschi
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