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Pietro Ellero
Pordenone 1833 - Roma 1933 Aforismi morali, 1915 Aforismi e aforisti - Aforismario |
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I. AVVERTENZE PRELIMINARI
Non vi è cosa, che più all'uomo importi ed a cui sventuratamente meno egli pensi, quanto il conoscer sé stesso, il suo destino, lo scopo della sua esistenza e la miglior maniera di avverarlo.
II. FATTI FONDAMENTALI
Alcuni fatti capitali, indagati nel nostro spirito e per ciò non tangibili, non misurabili e non ponderabili, ma tuttavia suscettibili di un procedimento sperimentale e mercé di questo parimente cerziorabili e innegabili, danno luogo a que' morali assiomi, su cui i cardinali principii della filosofia morale hanno fondamento.
IV. VOCAZIONE UMANA
Ciò premesso, siccome l'uomo nulla fa senza un perché ed applica ogni sua opera ad un qualche intento, è ben ovvio, che nell'intiero corso della sua vita tutte quante le sue opere indirizzar debba ad un fine, che per lui conseguentemente diventa l'ultimo fine.
V. SOMMO BENE
Or, se l'uomo ama sé stesso e tende al bene, di che non è a dubitare, ei deve amarsi di un amore verace e tendere ad un verace bene; cioè a quello, che sia tale realmente e gli rechi maggior vantaggio: altrimenti egli odierebbe sé stesso e vorrebbe il suo danno.
VI. BENI PARTICOLARI
L'uomo, per quanto favorito nelle sue voglie, desidera sempre alcun che di più; e così dal buono sale sale col pensiero al migliore e da questi all'ottimo, cui tuttavia non può cogliere, per quanto ve lo attragga e solleciti: ed eziandio tale insaziabilità de' suoi desiderii prova, qualmente un ideal bene egli abbia ognora innanzi agli occhi della mente.
XI. VIRTÙ
Chiunque abbia praticato ciò, che di suo dovere, è già irreprensibile, né più gli si domanda: ma, se per le generosissime qualità del suo animo estollesi sino alla virtù, egli diviene per giunta laudabile ed ammirando.
XVIII. MODESTIA
Ciò nonostante, a differenza dell'umiltà, la quale (troppo chinandosi a terra e prosternandovisi) abbassa la dignità personale e nulla produce nel mondo, la modestia, che non è punto nemica dell'ambizione ed è anzi consueto indizio del valore, vuol sempre nel suo stesso ascendere essergli compagna.
X.IX. TEMPERANZA
Nella regolarità abituale della condotta e quindi nella costante moderazione degli appetiti e delle voglie avendosi la miglior guarentigia di una vita lunga, sana e lieta, sovviene a tal uopo il precetto della temperanza, intesa ancor questa in latissimo senso.
XXVI. COSTANZA
Qualunque scopo prefiggasi l'uomo nelle sue azioni, previa la dirittura delle medesime, egli dee restarvi fermo, sia per poternelo definitivamente conseguire, sia per cattivarsi l'altrui fiducia e sia per menomare con l'incostanza la sua stessa serietà.
Autore Pietro Ellero Editore UTET, 1915 (Fuori catalogo)
L'ultima opera di Pietro Ellero con aforismi suddivisi in vari temi: felicità, piaceri, onestà, virtù, doveri, modestia, temperanza, ecc.
No © - Opera di pubblico dominio di Pietro Ellero vedi anche: La tirannide borghese
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